Benvenuti in Studio ELPAG STP Srl - Elaborazione Paghe e Consulenza del Lavoro

Prima tranche di Una Tantum per il personale medico della sanità privata

  Con la retribuzione del mese di gennaio spetta la prima tranche di una tantum per i dirigenti medici dipendenti dalle strutture private

Il CCNL rinnovato lo scorso ottobre ha previsto, per il dirigente medico assunto prima del 1° gennaio 2020 ed ancora in servizio alla data di sottoscrizione del CCNL,  un importo netto a titolo di una tantum pari ad euro 2.500,00, che ha la finalità di riparare il disagio derivante dalla ritardata sottoscrizione del presente CCNL.
L’importo di cui sopra verrà corrisposto in 5 tranches di pari importo, con le retribuzioni dal mese di gennaio 2021 al mese di maggio 2021.
Pertanto, con la mensilità d gennaio 2021 spetta la prima tranches di 500 euro.
L’importo una tantum di cui al presente articolo non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale e legale, né del trattamento di fine rapporto, ed è escluso dalla retribuzione imponibile per il calcolo dei contributi e dei premi dovuti agli enti assistenziali, assicurativi e/o previdenziali.

Alberghi e Pubblici Esercizi Bolzano: contratto a termine

Siglato il 25/1/2021, tra l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (Hoteliers- und Gastwirteverband) della Provincia Autonoma di Bolzano e l’ASGB, la CGIL-AGB-FILCAMS-LHFD, la SGBCISL-FISASCAT, la UILTuCS, l’accordo sul contratto a termine per i lavoratori delle aziende alberghiere e dei pubblici esercizi nella Provincia di Bolzano.

Il presente accordo territoriale entrerà in vigore il 1/3/2021 e si rinnoverà tacitamente di anno in anno, se non disdettato almeno tre mesi prima del 1 ° marzo di ogni anno.
Al fine della integrazione delle conoscenze teoriche fornite dal sistema scolastico con esperienze pratiche acquisite direttamente sul posto di lavoro durante il periodo giugno – ottobre le aziende aderenti all’Associazione degli Albergatori della Provincia di Bolzano potranno stipulare con studenti/scolari, che hanno compiuto i 16 anni e frequentano una delle seguente scuole/università, contratti a termine estivi della durata non inferiore a 6 settimane e non superiore a 14 settimane di effettivo lavoro.
a) scuole alberghiere;
b) istituti professionali superiori corrispondenti;
c) università con corsi di studi corrispondenti;
d) altre scuole non corrispondenti (contratto estivo solamente per il reparto sala/bar).
b) Durante il contratto a termine il giovane percepirà la seguente retribuzione mensile:
– 55% per chi ha frequentato il primo anno di scuola;
– 65% per chi ha frequentato il secondo anno di scuola;
– 75% per chi ha frequentato gli anni successivi;
– 85% per chi frequenta corsi di studi universitari.
Dette percentuali vanno calcolate sulle retribuzioni aziendali contrattuali previste per il IV° livello di inserimento dei dipendenti maggiorenni qualificati. Hanno diritto anche del godimento di vitto e alloggio.
Le Aziende con l’applicazione del presente accordo si impegnano al rispetto delle norme vigenti legislative e contrattuali in materia di orario di lavoro.
Le parti contraenti dichiarano la nullità dell’accordo per quanto riguarda gli aspetti retributivi nel caso in cui venissero accertate violazioni contrattuali dagli organi preposti o dalla magistratura, per i lavoratori sotto 18 anni che superano l’orario di lavoro di 40 ore settimanali, fermo restando la possibilità di conguagliare nell’arco della stagione – nei limiti della legge – le eventuali ore di lavoro oltre l’orario contrattuale con riposi compensativi per i lavoratori oltre 18 anni.

Per quanto non previsto nei capi precedenti valgono le norme del CCNL del settore turismo (Federalberghi/Confcommercio) oppure del settore pubblici esercizi (FIPE).
Il contratto individuale di assunzione a termine deve essere predisposto secondo lo schema allegato al presente accordo e ne costituisce parte integrante.
Il presente accordo territoriale si applica alle sole aziende aderenti all’Associazione Albergatori e Pubblici Esercenti della Provincia di Bolzano che sono in regola col versamento delle quote di assistenza contrattuale (COVELA/COVELCO) e quelle della Cassa Turistica, e che applicano l’accordo provinciale del 29/11/2012 con successive modifiche. Ne fanno prova per l’appartenenza all’associazione di categoria la quietanza di pagamento del contributo associativo annuale e l’estratto UNIEMENS.

CCNL Alimentari Cooperative – Fondo Filcoop Sanitario – Contribuzione

Il Fondo Filcoop Sanitario ricorda la nuova contribuzione per l’assistenza sanitaria a partire dall’1/1/2021, così come previsto dall’accordo di rinnovo 2/12/2020 del CCNL Alimentari Cooperative

Il Fondo Filcoop Sanitario, informa che, come previsto dal Verbale di accordo del 2 dicembre 2020 per le Aziende Cooperative di Trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari, a decorrere dal 1 gennaio 2021 la contribuzione da versare è pari a euro 17,50 mensili, così suddivisa:

Contributo assistenza sanitaria integrativa (Filcoop Sanitario): euro 13,50 mensili per 12 mensilità (Art. 64 CCNL);

Sostegno maternità / paternità per il periodo di astensione facoltativa post partum: euro 2,00 mensili per 12 mensilità (Art. 7 comma 2 Attività di welfare integrativo);

Contributo per attività promozionali in favore degli strumenti bilaterali di sanità e previdenza integrativa: euro 2,00 mensili per 12 mensilità (Art. 7 comma 2 Attività di welfare integrativo – Nota a verbale).

Il Fondo Filcoop Sanitario, inoltre, ricorda che, ai sensi dell’art. 64 dell’accordo di rinnovo del CCNL Alimentari Cooperative, paragrafo “Diritto alle prestazioni bilaterali”, al fine di una piena universalizzazione di tali prestazioni, a decorrere dall’1/1/2021 le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare a ciascun lavoratore un importo forfetario pari a Euro 20,00 lordi mensili per dodici mensilità.
Tale importo costituisce un elemento distinto della retribuzione (EDR) e non avrà riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e di legge, diretti o/e indiretti di alcun genere, in quanto le Parti hanno inteso erogare tale importo come omnicomprensivo di qualsiasi incidenza. Tale importo dovrà essere erogato con cadenza mensile e mantiene carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo di cui al comma precedente.
In caso di lavoratori assunti con contratto part-time, tale importo è corrisposto proporzionalmente all’orario di lavoro e, in tal caso, il frazionamento si ottiene utilizzando il divisore previsto dal CCNL. Per gli apprendisti, l’importo andrà riproporzionato alla percentuale di retribuzione riconosciuta.

Sospensione didattica in presenza: on line le domande di congedo straordinario

Facendo seguito alla circolare n. 2/2021, l’Inps – con messaggio n. 515/2021 – comunica il rilascio della procedura per la compilazione e l’invio on line delle domande di “congedo straordinario per sospensione attività in presenza delle classi II e III media in zona rossa o su tutto il territorio nazionale per figlio con disabilità grave per scuole di ogni ordine o grado o per chiusura centri assistenziali”. La domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica.

Il congedo per sospensione dell’attività didattica in presenza delle classi seconde e terze delle scuole secondarie di primo grado, si ricorda, può essere fruito dai genitori lavoratori dipendenti per i figli alunni di scuole per le quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza, situate nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse), individuate nelle Ordinanze del Ministro della Salute ai sensi dell’articolo 3 dei D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e del 3 dicembre 2020, dell’articolo 19-bis del DL n. 137/2020, nonché, da ultimo, dell’articolo 3 del D.P.C.M. del 14 gennaio 2021, e per un massimo di giorni non superiore al periodo indicato nell’Ordinanza stessa, salvo proroghe.
Il congedo straordinario per i genitori di figli con disabilità in situazione di gravità può essere fruito durante i periodi di sospensione dell’attiva didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado o di chiusura di centri diurni a carattere assistenziale disposti con provvedimento adottato a livello nazionale, locale o dalle singole strutture scolastiche ai sensi dei D.P.C.M. del 24 ottobre 2020, del 3 novembre 2020, del 3 dicembre 2020 e del 14 gennaio 2021.

L’invio on line delle domande in argomento avviene, esclusivamente in modalità telematica, attraverso uno dei seguenti canali:
– tramite il portale web dell’Istituto, se si è in possesso del codice PIN rilasciato dall’Istituto (oppure di SPID, CIE, CNS), utilizzando gli appositi servizi raggiungibili direttamente dalla home page del sito;
– tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
– tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.
La domanda potrà riguardare anche periodi di astensione antecedenti alla data di presentazione della stessa, ma comunque non anteriori al 9 novembre 2020.

Conversione del rapporto a termine e superamento della regola sinallagmatica della corrispettività

Nella situazione in cui il lavoratore, dopo avere richiesto l’accertamento giudiziale della invalidità di plurimi contratti a termine ed ottenuto l’ordine giudiziale di conversione del rapporto, offra al datore di lavoro la sua prestazione, senza essere riammesso in servizio, il datore di lavoro dovrà sopportare il peso economico delle retribuzioni, pur senza ricevere la prestazione lavorativa corrispettiva, a decorrere dalla messa in mora, nonché della maturazione del TFR, in relazione a quanto dovuto per le retribuzioni anno per anno (Corte di Cassazione, ordinanza 27 gennaio 2021, n. 1758)

Un Tribunale territoriale aveva rigettato l’opposizione di un lavoratore avverso lo stato passivo del Fallimento della società presso cui il medesimo aveva prestato servizio, essendo stato escluso il credito da lui insinuato a titolo di TFR. Nello specifico, il lavoratore aveva ottenuto l’accertamento della nullità del termine apposto ad una serie di contratti di lavoro alle dipendenze della società poi fallita e la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, con conseguente risarcimento omnicomprensivo (parametrato sulla retribuzione mensile). Il Tribunale, pertanto, aveva escluso la maturazione, in favore del predetto, per i periodi “non lavorati” di un diritto al TFR, perché strutturalmente connotato dalla “afferenza” alla retribuzione-base.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione il lavoratore, dolendosi dell’erroneo assunto della natura risarcitoria della condanna pecuniaria, liquidata in base alla retribuzione soltanto in funzione parametrica del quantum.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato.
In primis, il Giudice di merito ha correttamente qualificato la condanna pecuniaria comminata, insieme con la conversione del rapporto di lavoro, come di natura risarcitoria, in coerenza con il consolidato indirizzo giurisprudenziale, secondo cui, nel regime previgente la disciplina di cui all’art. 32, co, 5, L. n. 183/2010, in caso di trasformazione in unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato di più contratti a termine succedutisi tra le stesse parti, per effetto dell’illegittima apposizione o comunque dell’elusione di disposizioni imperative (L. n. 230/1962), non sussiste, per gli intervalli “non lavorati” tra l’uno e l’altro rapporto, il diritto del lavoratore alla retribuzione, al corrispondente rateo di tredicesima mensilità ed al compenso per ferie non godute.
In secondo luogo, il dipendente che cessi l’esecuzione delle prestazioni alla scadenza del termine stabilito, può ottenere il risarcimento del danno subito a causa dell’impossibilità della prestazione derivante dall’ingiustificato rifiuto del datore di lavoro di riceverla (in linea generale in misura corrispondente a quella della retribuzione), soltanto qualora provveda a costituire in mora il datore di lavoro (art. 1217 c.c.).
Infine, il trattamento di fine rapporto ha carattere retributivo e sinallagmatico e costituisce istituto di retribuzione differita (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza 8 gennaio 2016, n. 164, in ipotesi di trasferimento d’azienda, con riguardo agli obblighi relativi al cedente e al cessionario), commisurato nell’ammontare al quantum maturato, anno per anno, a titolo di retribuzione.
Tanto premesso, l’accertamento giudiziale dell’invalidità del contratto a termine per violazione di norme imperative e la conseguente conversione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, nell’ipotesi in cui non sia possibile ripristinare il rapporto così convertito, per fatto imputabile al datore di lavoro, comporta il suo obbligo di corrispondere le retribuzioni al lavoratore dalla messa in mora, decorrente dall’offerta della prestazione lavorativa. Ciò, in virtù dell’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme generali in tema di contratti a prestazioni corrispettive, che induce al superamento della regola sinallagmatica della corrispettività (Corte di Cassazione, sentenza 10 settembre 2018, n. 21947).
In altri termini, nella situazione in cui il lavoratore, dopo avere richiesto l’accertamento giudiziale della invalidità del contratto in violazione di norme imperative ed ottenuto l’ordine giudiziale di ripristino del rapporto, offra al datore di lavoro la sua prestazione, senza essere riammesso in servizio, deve evitarsi che egli subisca le ulteriori conseguenze sfavorevoli derivanti dalla condotta omissiva del datore di lavoro rispetto alla esecuzione dell’ordine giudiziale. Il rifiuto della prestazione lavorativa offerta, infatti, impedisce gli effetti giuridici che derivano dalla continuazione del rapporto dichiarato dal giudice, nonché la stessa effettività della pronuncia giudiziale.
In tale ipotesi, quindi, il datore di lavoro dovrà sopportare il peso economico delle retribuzioni, pur senza ricevere la prestazione lavorativa corrispettiva, a decorrere dalla messa in mora, nonché della maturazione del TFR, in relazione a quanto dovuto per retribuzioni anno per anno.

Giornalisti co.co.co.: pubblicati i minimali e massimali retributivi e contributivi

Confermata per l’anno 2021 l’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche.

A) GESTIONE SEPARATA (CO.CO.CO.) – VALORI MINIMI E MASSIMALI RETRIBUTIVI E CONTRIBUTIVI PER L’ANNO 2021
– GESTIONE SEPARATA EX DLGS 103/96 – ALIQUOTE CONTRIBUTIVE
L’aliquota contributiva da applicare sui compensi dovuti ai giornalisti che svolgono attività lavorativa nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, che non risultino contestualmente assicurati presso altre forme obbligatorie e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche, per l’anno 2021 sono confermate nelle seguenti misure:

Decorrenza dal

IVS

Prestazioni temporanee

TOTALE

COMMITTENTE

GIORNALISTA

01/01/2021 26,00% 2,00% 28,00% 18,67% 9,33%

L’aliquota contributiva dovuta, invece, dai committenti in favore dei collaboratori coordinati e continuativi che siano titolari contestualmente anche di altra posizione assicurativa o pensionati e la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche restano così stabilite:

Decorrenza dal

IVS

Prestazioni temporanee

TOTALE

COMMITTENTE

GIORNALISTA

01/01/2021 17,00% 0,00% 17,00% 11,33% 5,67%

Per le modalità applicative delle predette aliquote contributive, si rimanda alle disposizioni di cui alla circolare INPGI n. 5/2009.
Si ricorda che, i compensi erogati ai collaboratori entro la data del 12 gennaio 2021, purché riferiti a prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2020, sono da assoggettare a contribuzione con riferimento all’anno 2020 (aliquota e massimale 2020), avendo l’accortezza di dichiararli nella procedura DASM come compenso arretrato 12/2020.
Per quanto riguarda, invece, i compensi per attività giornalistica svolta in forma autonoma diversi dalle collaborazioni coordinate e continuative, come meglio individuati nella citata circolare INPGI n. 5/2009, la misura del contributo integrativo a carico del committente (D.lgs 103/96), da erogare direttamente al giornalista, è fissata al 4%.

– ASSICURAZIONE INFORTUNI
Il premio assicurativo – posto interamente a carico del committente – per l’anno 2021 è confermato nella misura fissa, non frazionabile, di 6,00 euro mensili per ogni collaboratore iscritto alla gestione separata INPGI e soggetto all’obbligo assicurativo contro gli infortuni.

– MASSIMALE IMPONIBILE GESTIONE SEPARATA
L’ISTAT, con comunicato del 18/01/2021, ha determinato l’indice di variazione dei prezzi al consumo tra l’anno 2019 ed il 2020 nella misura del – 0,3%. In Il limite del massimale annuo imponibile di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, per l’anno 2021 è confermato in 103.055,00 euro.
Il predetto massimale contributivo è riferito, ovviamente, anche ai giornalisti che svolgono attività libero professionale assicurati presso la medesima Gestione Previdenziale separata INPGI. Ai fini del rispetto del predetto massimale imponibile non si tiene conto, invece, di eventuali retribuzioni e/o compensi assoggettati a contribuzione presso altre gestione previdenziali.

– REDDITO MINIMO PER L’ACCREDITO DELLA CONTRIBUZIONE PRESSO LA GESTIONE SEPARATA
L’accredito dei contributi mensili nelle posizioni assicurative dei singoli giornalisti titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa è basato sul minimale di reddito di cui all’articolo 1, comma 3, della legge n. 233/1990. Tale minimale per l’anno 2021  è confermato in 15.953,00 euro. Pertanto, nel caso in cui – alla fine dell’anno – il predetto minimale non fosse stato raggiunto si procederà ad una contrazione dei contributi mensili accreditati, in proporzione al contributo versato. Il predetto minimale di reddito, ai fini dell’attribuzione dell’anzianità contributiva, si applica anche ai giornalisti che svolgono attività autonoma giornalistica libero professionale (ancorché senza partita IVA e/o mediante cessione del diritto d’autore).

B) RATEAZIONE DEI DEBITI CONTRIBUTIVI
Facendo seguito alla circolare INPGI n. 5/2008 in materia di versamento rateale del debito contributivo da parte dei committenti, si comunica che – per l’anno 2021 – si prescinde dalla garanzia fideiussoria nei casi in cui il debito oggetto di rateazione sia inferiore a 46.488,00 euro, purché la durata del rateizzo sia limitata a massimo 12 mesi.

CCNL VIGILANZA PRIVATA: comunicazioni dal Fondo Sanitario “Fasiv”

Il Fondo Sanitario Fasiv per i dipendenti delle aziende della sicurezza, comunica la proroga delle Prestazioni Covid-19 fino al 31/3/2021

Proroga
Il Fondo Sanitario Fasiv, comunica alle aziende e al personale dipendente dalle aziende del settore della Vigilanza Privata, la proroga della c.d. Delibera Covid-19, fino al 31 marzo 2021, con la conseguenza che, in via straordinaria e in deroga all’art. 6 del Regolamento, viene mantenuta la copertura assicurativa dei lavoratori iscritti, dipendenti da Aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali e che ne inviino documentazione comprovante al Fondo.

Prestazioni

Il Fondo Fasiv per soddisfare la sempre maggiore richiesta da parte degli iscritti, ha implementato le prestazioni dirette con l’introduzione del RIMBORSO DEI TAMPONI ANTIGENICI/MOLECOLARI per la rilevazione del COVID-19, effettuati nel periodo 01/01/2021 – 30/06/2021. L’importo massimo rimborsabile è pari ad € 40,00 per iscritto.
In convenzione con Unisalute, per i lavoratori iscritti al Fasiv, nei casi di accertata diagnosi di COVID-19, confermata e documentata da referto del tampone molecolare effettuato presso i Laboratori di riferimento Regionali, sono previste prevediamo dal 31/12/2020 al 31/03/2021, le seguenti prestazioni:

– Indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al covid-19
In caso di Ricovero in Istituto di Cura l’Assicurato avrà diritto ad un’indennità di €. 100,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni all’anno (si specifica che la giornata di ingresso e dimissione costituiscono un’unica giornata ai fini della corresponsione della diaria).

– Diaria da isolamento domiciliare in caso di positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 qualora, secondo le prescrizioni dei sanitari e con attuazione delle disposizioni in esso contenute, si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, a seguito di positività al virus, l’Iscritto avrà diritto a un’indennità di € 30,00 al giorno per 10 giorni all’anno. La diaria giornaliera per isolamento domiciliare verrà corrisposta anche qualora l’Iscritto non abbia preventivamente subito un ricovero.

– Indennità forfettaria a seguito di ricovero per positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 successivamente alla dimissione l’Assicurato potrà richiedere un’indennità forfettaria pari ad € 1.000, 00.
La presente garanzia è aggiuntiva alla su indicata “Indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al covid-19”.

– Indennità forfettaria a seguito di ricovero in terapia intensiva per positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 successivamente alla dimissione e soltanto nel caso in cui durante il Ricovero sia stato necessario il ricorso alla Terapia Intensiva dell’Assicurato, è prevista un’indennità forfettaria pari ad € 2.000,00.
La presente garanzia è aggiuntiva alla su indicata “Indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al covid-19”.

Non operatività dell’assicurazione Inail in assenza di persone tutelate

Si forniscono alcune precisazioni sulla non operatività dell’assicurazione in assenza di persone tutelate.

In presenza di retribuzioni denunciate pari a zero o a importi fittizi di 1 euro e simili denunciati per un determinato rischio o per una determinata PAT, le sedi devono immediatamente cessare il rischio o la PAT, con conseguente eliminazione anche di eventuali quote esenti, in quanto trattasi di rapporto assicurativo inesistente.
Sui risarcimenti previsti a favore dei lavoratori dall’articolo 18 della legge 300/1970, in caso di licenziamento illegittimo, non sono dovuti i premi assicurativi, ma solo i contributi previdenziali e assistenziali di competenza dell’Inps.
Per quanto riguarda l’Inail, in assenza di attività lavorativa viene meno il presupposto dell’assicurazione e, dunque, viene meno anche l’obbligo di versare i premi. Il lavoratore estromesso e illegittimamente licenziato, infatti, non ha prestato alcuna attività lavorativa, pertanto non è stato esposto ad alcun rischio professionale, di conseguenza viene a mancare il presupposto di legge per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
Sono invece dovuti i contributi Inps, in quanto in tal modo il lavoratore è tutelato ai fini della maturazione dei requisiti per la pensione.
I premi assicurativi ordinari non sono, inoltre, dovuti in caso di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria o Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per i lavoratori a cui è stata sospesa l’attività lavorativa; anche in questo caso, viene a mancare l’esposizione a rischio e quindi il presupposto dell’assicurazione.
Diversamente, sono dovuti, anche in presenza di CIGO e CIGS, i premi speciali unitari ex articolo 42 del DPR 1124/1965 per i lavoratori soci di cooperative e di organismi associativi anche di fatto assicurati con la polizza speciale facchini, vetturini, barrocciai e ippotrasportatori e quelli per i pescatori autonomi associati alle cooperative della piccola pesca marittima e della pesca nelle acque interne, in quanto i suddetti premi, rispettivamente trimestrali (facchini) e mensili (pescatori), sono dovuti in misura fissa, indipendentemente dal numero delle giornate di lavoro effettivamente prestate dal socio.

Contratti a termine nella fase di avvio di nuove attività per il CCNL Terziario Avanzato Anpit -Cisal

La Commissione Bilaterale ENBIMS si è espressa positivamente sull’assenza di limiti quantitativi dei contratti a tempo determinato nella fase di avvio di nuove attività  CCNL “Terziario Avanzato”

L’Azienda che applica il CCNL Terziario Avanzato” ANPIT CISAL chiede se è possibile procedere ad assunzioni senza limiti numerici di lavoratori a tempo determinato, conseguenti alla fase di avvio di nuove attività, tenendo conto di questa particolare situazione emergenziale.
La Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, En.Bi.C., ha confermato la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato senza limiti quantitativi nei primi 18 mesi nella fase d’avvio di nuove attività operativamente autonome.
Per quanto concerne la “particolare situazione emergenziale”, che determina condizioni localmente molto differenti, si rinvia agli Accordi che potranno essere territorialmente o aziendalmente stipulati.
Tutto ciò, ferma restando la previsione dell’art. 10 del CCNL sull’opportunità di sancire mediante Referendum Aziendale il contenuto di eventuali Accordi che, ancorché giustificati, siano peggiorativi della disciplina generale contrattuale prevista o tutela dei Lavoratori.
L’assenza di limiti quantitativi nella fase di avvio di nuove attività operativamente autonome, è dettata dal fatto che inizialmente sono difficilmente individuabili gli esatti perimetri operativi dei singoli lavoratori in funzione della mutevole organizzazione iniziale, che esige progressivi aggiustamenti e che determina variabilità nella richiesta di lavoro e di mansioni con conseguenti esigenze di fluidità aziendale quanto al numero, al contenuto e alla durata dei contratti di lavoro, in modo da permettere i necessari aggiustamenti.

Circolare Assografici con i nuovi aumenti retributivi

Pubblicati i nuovi minimi retributivi previsti dal recente rinnovo del CCNL per i grafici/editori

L’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del CCNL Grafici Editori attualmente in attesa di scioglimento della riserva da parte del sindacato, prevede, per la parte economica, un aumento complessivo di 80 euro nel biennio di vigenza, con baricentro B3 per i grafici ed A per gli editori.
Di seguito si riportano le tabelle per i grafici e per gli editori.

livelli

parametro

Totale incremento TEM

Q 249 117,17
AS 248 1 16/70
A 210 98,82
BIS 201 94,58
B1 196 92,23
B2 183 86,1 1
B3 170 80
CI 157 73,88
C2 139 65,41
DI 126 59,29
D2 115 54,11
E 100 47,05

Le altre componenti del TEM (ex indennità di contingenza e EDR) restano invariate
Per gli editori il nuovo livello baricentrico ai fini dell’applicazione dell’aumento di 80 euro è in Livello 2 (ex Categoria A).

TRATTAMENTO ECONOMICO MINIMO EDITORI

Livelli editoria

parametro

Totale incremento TEM

Q 170 95,19
1 169,28 94,79
2 142,86 80,00
3 1 37,14 76,79
4 125,71 70,39
5 115,71 64,79
6 107,14 59,99
7 100 55,99

MISURA E DECORRENZA DELL’INCREMENTO GRAFICI

 

livelli

parametro

Incremento TEM maggio 2021

Incremento TEM gennaio 2022

Incremento TEM ottobre 2022

TotaleincrementoTEM

Q 249 36,61 36,61 43,95 117,17
AS 248 36,47 36,47 43,76 1 16,70
A 210 30,88 30,88 37,06 98,82
BIS 201 29,55 29,55 35,48 94,58
B1 196 28,82 28,82 34,59 92,23
B2 183 26,91 26,91 32,29 86,11
B3 170 25 25 30 80
CI 157 23,09 23,09 27,70 73,88
C2 139 20,44 20,44 24,53 65,41
DI 126 18,53 18,53 22,23 59,29
D2 115 16,91 16,91 20,29 54,11
E 100 14,70 14,70 17,65 47,05

MISURA E DECORRENZA DELL’INCREMENTO EDITORI

Livelli

parametro

Incremento TEM maggio 2021

Incremento TEM gennaio 2022

Incremento TEM ottobre 2022

Totale

Incremento TEM

Q 170 29,75 29,75 35,69 95,19
1 169,28 29,62 29,62 35,55 94,79
2 142,86 25,00 25,00 30,00 80,00
3 137,14 24,00 24,00 28,79 76,79
4 125,71 22,00 22,00 26,39 70,39
5 115,71 20,25 20,25 24,29 64,79
6 107,14 18,75 18,75 22,49 59,99
7 100 17,50 17,50 20,99 55,99

L’accordo è intervenuto anche sulla modifica dell’attuale norma transitoria dell’art. 14 Parte Prima – norme Generali, per l’iscrizione automatica al Fondo di tutti i lavoratori con contratto a tempo indeterminato che non beneficino di forme di assistenza sanitaria integrativa, per gli anni 2021-2022, con il contributo di 120 euro annui integralmente a carico azienda. In tal senso, Assogafici ritiene opportuno invitare le aziende associate a continuare ad erogare, unilateralmente fino allo scioglimento della riserva, il contributo con le stesse modalità e nella stessa misura previste fino ad oggi.

L’erogazione del contributo unilaterale non costituirà “uso aziendale migliorativo” in quanto riconosciuto, allo stato, in via transitoria limitatamente al periodo sopra indicato e pertanto privo della volontà di continuare a tempo indeterminato.

Ricordiamo infine che, come comunicato dal Fondo, l’accordo con Unisalute prevede la proroga della diaria per Covid anche per il 2021, a titolo gratuito per tutti gli iscritti. Le condizioni previste restano le stesse, ossia 40 euro al giorno per un massimo di 50 giorni all’anno, mentre per quanto riguarda la diaria da isolamento domiciliare, visti i sempre più numerosi casi, sarà prevista per 10 giorni al costo di 20 euro. Inoltre sono previsti gratuitamente, fino al 30 giugno 2021, un pacchetto prevenzione e un pacchetto maternità a favore degli iscritti.