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Novità e scadenze della CU 2021

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento 15 gennaio 2021, n.13088, ha approvato la Certificazione Unica 2021, relativa all’anno 2020, che tiene conto delle novità introdotte dal decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) e dal decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) per sostenere il lavoro durante l’emergenza Covid-19.

Nella Certificazione Unica 2021, da trasmettere entro il 16 marzo 2021, fanno ingresso il trattamento integrativo e l’ulteriore detrazione per i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Tra le novità anche la clausola di salvaguardia per l’attribuzione da parte del sostituto del bonus Irpef e del trattamento integrativo in presenza di ammortizzatori sociali e l’attribuzione del premio ai lavoratori dipendenti nel mese di marzo 2020.

All’appello ci sono anche le detrazioni per oneri parametrate al reddito e l’indicazione delle somme restituite al netto delle ritenute subite.

Clausola di salvaguardia

Il Decreto Rilancio ha previsto che al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID -19, per l’anno 2020 il bonus irpef e il trattamento integrativo spettano anche se l’imposta lorda sia di importo inferiore alla detrazione spettante, per effetto delle misure a sostegno del lavoro contenute nel Decreto Cura Italia.

Il sostituto d’imposta, pertanto, riconosce il bonus irpef e il trattamento integrativo per il periodo nel quale il lavoratore fruisce degli ammortizzatori sociali speciali concessi dal Decreto Cura Italia assumendo, in luogo degli importi delle predette misure di sostegno, la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19 .
In particolare il sostituto dovrà:
– barrare il punto 478, nel caso in cui siano state erogate somme a sostegno del reddito;
– compilare il punto 479, indicando il reddito da lavoro dipendente di cui all’art. 49 con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e all’art. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l) del Tuir, effettivamente erogato;
– compilare il punto 480, indicando il reddito contrattuale che sarebbe stato erogato in assenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

Nell’ipotesi in cui vengano conguagliate più Certificazioni Uniche il sostituto che effettua le operazioni di conguaglio dovrà compilare i presenti punti considerando anche il minor reddito derivante dagli ammortizzatori sociali erogati dal precedente sostituto.

Trattamento integrativo

Il D.L. n. 3/2020 ha previsto all’art. 1 il riconoscimento di una somma a titolo di trattamento integrativo, che non concorre alla formazione del reddito, di un importo pari a 600 euro per l’anno 2020 se il reddito complessivo non è superiore a 28.000 euro. Tale somma è riconosciuta in via automatica dai sostituti d’imposta qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui agli artt. 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR n. 917/1986 sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del citato testo unico. Il trattamento integrativo è rapportato al periodo di lavoro e spetta per le prestazioni rese dal 1° luglio 2020.
Riguardo ai dati per la eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi, per la compilazione del punto 400 è necessario utilizzare uno dei seguenti codici:
1. se il sostituto d’imposta ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo e lo ha erogato tutto o in parte;
2. se il sostituto d’imposta non ha riconosciuto al dipendente il trattamento integrativo ovvero lo ha riconosciuto, ma non lo ha erogato neanche in parte.

La sezione del trattamento integrativo, in riferimento al quadro “detrazioni e crediti” va compilata in caso di erogazione di redditi di cui agli arttt. 49 del Tuir, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a) e 50 comma 1, lettere a), b), c), c-bis, d), h-bis e l) del Tuir.
Nel punto 401 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha erogato al lavoratore dipendente.
Nel punto 402 va indicato l’importo del trattamento integrativo che il sostituto d’imposta ha riconosciuto ma non ha erogato al dipendente.
Nel caso di precedenti rapporti di lavoro, al fine della compilazione della presente sezione, il sostituto d’imposta che rilascia la Certificazione Unica deve tenere conto dei dati relativi al trattamento integrativo erogato da precedenti sostituti. In tal caso nei punti da 405 a 409 devono essere indicati tali dati di dettaglio, riportando nel punto 410 il codice fiscale del precedente sostituto d’imposta. Si precisa che i punti 408 e 409 devono essere compilati nell’ipotesi di operazione straordinaria con passaggio di dipendenti senza interruzione del rapporto di lavoro e senza estinzione del precedente sostituto e nell’ipotesi di operazione straordinaria con estinzione del precedente sostituto d’imposta e con prosecuzione dell’attività da parte del nuovo, nel caso in cui il primo sostituto abbia recuperato il trattamento integrativo. L’importo indicato nei punti 408 e 409 devono essere riportati rispettivamente anche nei precedenti punti 403 e 404.
All’articolo 1, co. 3 del citato decreto è previsto che qualora in sede di operazioni di conguaglio, il trattamento integrativo si riveli non spettante, i medesimi sostituti d’imposta provvedono al recupero del relativo importo, tenendo conto dell’eventuale diritto all’ulteriore detrazione di cui all’articolo 2. Nel caso in cui il predetto importo superi 60 euro, il recupero dello stesso è effettuato in otto rate di pari ammontare a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio.
Nel caso in cui si debba procedere al recupero del trattamento integrativo precedentemente riconosciuto indicare nel punto 403 l’ammontare di detto trattamento recuperato entro le operazioni di conguaglio; nel caso in cui il recupero avvenga in forma rateizzata, riportare nel punto 404 l’ammontare da recuperare successivamente alle operazioni di conguaglio. In entrambi i casi l’importo da riportare al punto 401 deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.
Relativamente al credito bonus Irpef e al trattamento integrativo si precisa che le rispettive sezioni devono essere sempre compilate in presenza dei punti 1 e 2 a prescindere se gli stessi sono stati o meno riconosciuti dal sostituto.

Premio Covid-19 lavoratori dipendenti

L’art. 63 del Decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020) ha riconosciuto ai lavoratori dipendenti un premio, per il mese di marzo 2020, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.
I beneficiari del premio sono i titolari di reddito di lavoro dipendente di cui all’art. 49, co. 1 del TUIR che nel mese di marzo 2020 hanno svolto la prestazione lavorativa nella propria sede di lavoro.
Sono ammessi sia lavoratori dipendenti del settore privato, sia lavoratori dipendenti delle amministrazioni dello Stato (comprese quelle con ordinamento autonomo).
Il riconoscimento del premio è subordinato al rispetto delle seguenti condizioni:
– possedere un reddito da lavoro dipendente del 2019 non superiore a 40.000 euro;
– aver svolto nel mese di marzo 2020 la prestazione di lavoro nella propria sede di lavoro.

Ai fini della compilazione della Certificazione Unica 2020, per i dipendenti che hanno beneficiato del contributo, nel punto 476 della CU bisogna riportare il premio erogato ai lavoratori che hanno prestato la loro attività lavorativa nel mese di marzo 2020 come previsto dall’articolo 63 del D.L. n. 18/2020. Nel caso in cui si debba procedere al recupero del premio precedentemente riconosciuto l’importo da riportare al presente punto deve intendersi nettizzato dell’importo recuperato.

Retribuzioni assoggettate a ritenute alla fonte a titolo di acconto

Nel punto 474 va indicata la quota di erogazioni in natura e dei compensi in natura comunque erogati indipendentemente dal loro ammontare per i quali la norma ha previsto la non concorrenza alla formazione del reddito se di importo non superiore o uguale a euro 516,46. Si precisa che nel caso in cui venga effettuata un’erogazione in natura di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, in sostituzione del premio di risultato di importo superiore a 516,46, l’intero importo di detta erogazione deve essere riportato nel presente punto.
Nell’ipotesi in cui il valore dei beni (o dei voucher) superi il valore di cui all’art. 51, comma 3 del Tuir, l’intero ammontare deve essere assoggettato a tassazione ordinaria.
Nel punto 475 riportare le somme di cui alla lettera d-bis del comma 1 dell’articolo 10 del Tuir, nel caso in cui vengano restituite al netto della ritenuta subita in anni precedenti. In questo caso, il comma 1 dell’art. 150. D.L. n. 34/2020 ha stabilito che dette somme non costituiscono oneri deducibili, mentre il successivo comma 2, dello stesso articolo ha previsto che “ai sostituti spetta un credito d’imposta pari al 30 per cento delle somme ricevute, utilizzabile senza limite di importo in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”. Si precisa che il diritto del sostituto a fruire del credito d’imposta sorge al momento in cui non può più essere eccepita la legittimità della pretesa alla restituzione. Pertanto, ai fini dell’utilizzo del credito di imposta sono irrilevanti le vicende e le modalità relative alla restituzione dell’indebito (ad esempio, corresponsione rateale).

Termini e modalità di presentazione

Il termine ultimo per effettuare l’invio telematico, all’Agenzia delle Entrate, dei dati relativi alle certificazioni uniche è fissato al 16 marzo 2021 (31 ottobre per le certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata).
Il sostituto d’imposta che nell’anno 2021 ha prestato assistenza fiscale deve trasmettere per via telematica all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni Mod. 730/2021 e i corrispondenti prospetti di liquidazione (Mod. 730-3). entro i seguenti termini:
– 15 giugno per le dichiarazioni presentate entro il 31 maggio;
– 29 giugno per quelle presentate dal 1° al 20 giugno;
– 23 luglio per quelle presentate dal 21 giugno al 15 luglio;
– 15 settembre per quelle presentate dal 16 luglio al 31 agosto;
– 30 settembre per quelle presentate dal 1 al 30 settembre.

Il flusso deve essere presentato esclusivamente per via telematica e può essere trasmesso:
– direttamente dal soggetto tenuto ad effettuare la comunicazione;
– tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, co. 3, D.P.R. n. 322/1998.

Il flusso si considera presentato nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. La

prova della presentazione del flusso è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata per

via telematica.

Crediti formativi 2020 autocertificabili fino al 28 febbraio

Prorogato dal 15 gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 il termine per l’autocertificazione dei crediti formativi maturati fino al 31 dicembre 2020 a seguito della partecipazione a webinar organizzati dagli Ordini territoriali (CNDCEC – Nota 25 gennaio 2021, n. 9).

La richiesta di avere più tempo a disposizione per l’autocertificazione era arrivata al Consiglio da alcuni Ordini locali della categoria.
Al fine di assicurare a tutti gli iscritti  il riconoscimento di questa tipologia di crediti, il sistema per la compilazione del form per l’autocertificazione, presente sul sito del Consiglio nazionale, sarà dunque disponibile fino al 28 febbraio 2021.

Modalità di consultazione delle banche dati catastali

A decorrere dal 1° febbraio 2021 è attivato progressivamente sull’intero territorio nazionale, ad eccezione dei territori nei quali il catasto è gestito, per delega dello Stato, dalle Province Autonome di Trento e di Bolzano, il sistema tecnologico denominato Sistema Integrato del Territorio (SIT), per lo svolgimento delle funzioni di competenza dell’Agenzia delle Entrate relative al catasto e ai servizi geotopocartografici, nonché in materia di anagrafe immobiliare integrata. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 26 gennaio 2021, n. 24383).

Con il provvedimento in oggetto si prevede l’attivazione progressiva del Sistema Integrato del Territorio (SIT), nel quale sono conservati gli atti e gli elaborati catastali registrati nel sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate.
Sono inoltre disciplinate, in conformità a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, le modalità di visura e consultazione di atti e elaborati catastali, sia presso gli uffici dell’Agenzia, sia per via telematica, nonché le modalità di accesso telematico alla base dei dati catastali da parte dei sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni.
Per la conservazione degli atti catastali e degli elaborati catastali l’Agenzia delle Entrate si avvale degli strumenti gestionali e degli archivi informatizzati che costituiscono il SIT.
I dati presenti negli archivi del SIT costituiscono l’informazione primaria ed originale delle risultanze informatizzate degli atti e degli elaborati catastali.
Le visure degli atti e degli elaborati catastali presenti nel SIT sono consentite in conformità a quanto previsto dalla disciplina normativa di riferimento e secondo le modalità specificate nel presente provvedimento.
Le stampe ottenute non costituiscono certificazione e non contengono attestazione di conformità.
Gli atti catastali, gli elaborati planimetrici e i documenti tecnici d’ausilio alla predisposizione degli atti di aggiornamento geometrico sono visionabili da chiunque, per via telematica o presso l’ufficio.
Le visure per via telematica sono effettuate tramite i servizi messi a disposizione dall’Agenzia, salvo il pagamento dei tributi speciali catastali ove dovuti.
La consultazione delle planimetrie delle unità immobiliari urbane è consentita, in conformità a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, a richiesta del proprietario, del possessore, di chi ha diritti reali di godimento sull’unità immobiliare ovvero di chi possa dimostrare di agire per conto di questi.
L’accesso alle planimetrie catastali è in ogni caso consentito per l’esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica, di difesa e sicurezza nazionale, di polizia giudiziaria e polizia economico-finanziaria, nonché di gestione delle emergenze e delle funzioni in ambito di protezione civile. La consultazione è inoltre consentita ai Comuni per i controlli urbanistici e la gestione della fiscalità immobiliare locale e alle pubbliche amministrazioni per motivate esigenze, connesse ai propri compiti istituzionali, fondate su idonea base giuridica.
L’utilizzo delle informazioni acquisite è consentito esclusivamente nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
Resta ferma la visura degli atti ed elaborati catastali disponibili su supporto cartaceo e non presenti nel sistema informativo, consentita a vista, nel rispetto delle previsioni del presente provvedimento.

Modelli di dichiarazione IVA relativi all’anno 2020

Approvati i modelli di dichiarazione IVA/2021 concernenti l’anno 2020, con le relative istruzioni, da presentare nell’anno 2021 ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 15 gennaio 2021, n. 13095).

 

Il modello di dichiarazione annuale IVA/2021 deve essere utilizzato per presentare la dichiarazione IVA concernente l’anno d’imposta 2020 ed è composto da:
– il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali;
– i quadri VA, VB, VC, VD, VE, VF, VJ, VH, VM, VK, VN, VL, VP, VQ, VT, VX, VO, VG, VS, VV, VW, VY e VZ;

Per la presentazione della dichiarazione annuale IVA è possibile utilizzare, in alternativa, il modello IVA BASE/2021, che è una versione semplificata del modello di dichiarazione annuale IVA/2021 ed è composto da:
– il frontespizio, contenente anche l’informativa relativa al trattamento dei dati personali;
– i quadri VA, VB, VE, VF, VJ, VH, VL, VP, VX e VT.

Il modello IVA BASE/2021 può essere utilizzato dai soggetti Iva, sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel corso dell’anno:
– hanno determinato l’imposta dovuta o l’imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti dall’articolo 34 per gli agricoltori o dall’articolo 74-ter per le agenzie di viaggio;
– hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse di cui all’articolo 34-bis;
– non hanno effettuato operazioni con l’estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all’esportazione ed importazioni, ecc.);
– non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell’imposta avvalendosi dell’istituto del plafond di cui all’articolo 2, comma 2, della legge n. 28 del 1997;
– non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive.

Il modello IVA BASE/2021 non può essere utilizzato:
– dai soggetti non residenti che hanno istituito nel territorio dello Stato una stabile organizzazione ovvero che si avvalgono dell’istituto della rappresentanza fiscale o dell’identificazione diretta;
– dalle società di gestione del risparmio che gestiscono fondi immobiliari chiusi;
– dai soggetti tenuti ad utilizzare il modello F24 auto UE;
– dai curatori fallimentari e dai commissari liquidatori tenuti a presentare la dichiarazione annuale per conto dei soggetti Iva sottoposti a procedura concorsuale;
– dalle società che hanno partecipato ad una procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo di cui all’articolo 73;
– dall’ente o società commerciale controllante che intende avvalersi, per il 2021, della particolare procedura di compensazione dell’IVA di gruppo (prevista dal decreto ministeriale 13 dicembre 1979, recante le norme di attuazione delle disposizioni di cui all’art. 73, ultimo comma), comunicando all’Agenzia delle entrate l’esercizio dell’opzione tramite la compilazione del quadro VG nella dichiarazione IVA/2021;
– dai soggetti che hanno presentato nel 2020 dichiarazioni integrative a favore ai sensi dell’art. 8, comma 6-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998 (comma introdotto dall’art. 5 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225) e che, ai sensi del comma 6-quater del citato art. 8, sono tenuti ad indicare il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni integrative nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui sono presentate le dichiarazioni integrative;
– dai soggetti che avendo omesso di effettuare versamenti periodici IVA compilano il quadro VQ della dichiarazione IVA/2021.

Le principali modifiche, di carattere generale, introdotte nei modelli di dichiarazione IVA/2021 sono di seguito esposte.
QUADRO VA
Nella sezione 2, è stato inserito il nuovo rigo VA16 riservato ai soggetti che hanno usufruito dei provvedimenti agevolativi di sospensione dei versamenti emanati a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
QUADRO VF
Nella sezione 3, rigo VF30, è stata prevista la nuova casella 10 che deve essere barrata dagli imprenditori agricoli che hanno applicato il regime riservato all’attività di oleoturismo di cui alla legge n. 160 del 2019.
Nella sezione 3-A, rigo VF34, è stato introdotto un nuovo campo 9 per tenere conto in sede di determinazione della percentuale  di detrazione delle cessioni di beni di cui all’articolo 124 del decreto-legge n. 34 del 2020 e all’articolo 1, comma 453, della legge n. 178 del 2020. Conseguentemente il campo successivo è stato rinumerato in campo 10.
Quadro VI
L’articolo 12-septies del decreto-legge n. 34 del 2019 ha ridefinito la disciplina delle dichiarazioni d’intento e ha previsto la soppressione dell’obbligo di comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute da parte dei fornitori di esportatori abituali.
Ne consegue che il quadro VI è stato soppresso.
QUADRO VQ
Nel quadro è stata prevista la nuova colonna 7 riguardante l’ammontare dell’IVA periodica versata a seguito della ripresa dei versamenti dopo la sospensione per eventi eccezionali, nel periodo compreso tra il giorno successivo alla data di presentazione  della dichiarazione relativa al 2019 e la data di presentazione della dichiarazione relativa al presente anno d’imposta. Le colonne successive sono state rinumerate.
Quadro VL
Nella sezione 3, è stato previsto il nuovo rigo VL41, per indicare nel campo 1, la differenza, se positiva, tra l’IVA periodica dovuta e l’IVA periodica versata; nel campo 2, la differenza, se positiva, tra il credito che si sarebbe generato qualora l’IVA periodica dovuta fosse stata interamente versata entro la data di presentazione della dichiarazione annuale (“credito potenziale”) e il credito effettivamente liquidato nel rigo VL33.
QUADRO VO
Nella sezione 1, è stato previsto il rigo VO16, riservato ai soggetti che effettuano le prestazioni di servizi indicate nell’art. 7-octies nei confronti di committenti non soggetti passivi stabiliti in Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia. Nella sezione 2, rigo VO26, è stata prevista la casella 2 per comunicare la revoca dell’opzione in precedenza esercitata. Nella sezione 3, è stato introdotto il rigo VO36, riservato ai soggetti che esercitano l’attività oleoturistica e comunicano di aver optato per l’applicazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari.
Prospetto IVA 26/PR
QUADRO VS
Nella sezione 2, è stato inserito il nuovo rigo VS23 riservato ai soggetti che hanno usufruito dei provvedimenti agevolativi di sospensione dei versamenti a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19.
QUADRO VW
Nella sezione 2, è stato previsto il nuovo rigo VW41, per indicare nel campo 1, la differenza, se positiva, tra l’IVA periodica dovuta e l’IVA periodica versata; nel campo 2, la differenza, se positiva, tra il credito che si sarebbe generato qualora l’IVA periodica dovuta fosse stata interamente versata entro la data di presentazione della dichiarazione annuale (“credito potenziale”) e il credito effettivamente liquidato nel rigo VW33.

In base all’art. 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni, la dichiarazione IVA, relativa all’anno 2020 deve essere presentata nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2021.
Il d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, non prevede un termine di consegna della dichiarazione agli intermediari, che dovranno poi provvedere alla trasmissione telematica, ma viene unicamente stabilito il termine entro cui le dichiarazioni devono essere presentate telematicamente all’Agenzia delle entrate.
Ai sensi degli artt. 2 e 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, le dichiarazioni presentate entro novanta giorni dalla scadenza dei suddetti termini sono valide, salvo l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Quelle presentate, invece, con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione dell’imposta che ne risulti dovuta.

La dichiarazione, da presentare esclusivamente per via telematica all’Agenzia delle entrate, può essere trasmessa:
a) direttamente dal dichiarante;
b) tramite un intermediario abilitato ai sensi dell’art. 3, comma 3, del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322;
c) tramite altri soggetti incaricati (per le Amministrazioni dello Stato);
d) tramite società appartenenti al gruppo.
La dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate.
La prova della presentazione della dichiarazione è data dalla comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

 

Pronto il modello di dichiarazione dell’imposta sui servizi digitali

Approvato il modello DST (Digital Services Tax) per la dichiarazione dell’imposta sui servizi digitali, istituita dall’articolo 1, commi da 35 a 50, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 25 gennaio 2021, n. 22879).

Con il nuovo modello Dst bisogna comunicare all’Agenzia i dati relativi all’Imposta sui servizi digitali dovuta e versata per il 2020. Con la stessa dichiarazione è inoltre possibile chiedere il rimborso, nel caso l’imposta sia stata pagata in eccesso, oppure riportare l’eventuale credito all’anno successivo.
Sono tenuti alla presentazione del modello i soggetti esercenti attività d’impresa che, nel corso dell’anno solare precedente a quello in cui sorge il presupposto impositivo, realizzano ovunque nel mondo, singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a euro 750.000.000 e, nel medesimo periodo, sempre singolarmente o congiuntamente a livello di gruppo, un ammontare di ricavi da servizi digitali non inferiore a euro 5.500.000 nel territorio dello Stato. In caso di designazione, la società del gruppo designata assolve al predetto obbligo per ciascuna società designante.
Ordinariamente, il modello deve essere presentato in via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno. In occasione della prima annualità applicativa, la dichiarazione relativa al 2020 si potrà presentare entro il 30 aprile 2021, allargando quindi di 30 giorni la finestra temporale per l’invio d’esordio.
La Digital services tax si applica sui ricavi derivanti dalla fornitura, nel corso dell’anno solare, dei seguenti servizi digitali: – veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della medesima interfaccia;
– messa a disposizione di un’interfaccia digitale multilaterale che consente agli utenti di essere in contatto e interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura diretta di beni o servizi;
– trasmissione di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di un’interfaccia digitale.
Il nuovo modello Dst è disponibile, con le relative istruzioni, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate all’interno della sezione “Modelli”.

Iva agevolata per gli strumenti “accessori” all’utilizzo delle strumentazioni anti-covid

Le cessioni degli strumenti necessari al corretto utilizzo dei saturimetri sono accessorie alla commercializzazione di questi ultimi e, quindi, usufruiscono dell’esenzione Iva fino al 31 dicembre 2020 e dell’aliquota ridotta del 5% dal 1° gennaio 2021 (Agenzia Entrate – risposta 25 gennaio 2021, n. 56).

L’art. 124 del Decreto Rilancio ha introdotto una disciplina IVA agevolata in relazione a determinati beni, considerati necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid- 19, che consiste, fino al 31 dicembre 2020, in un particolare regime di esenzione con diritto a detrazione in capo al cedente degli stessi e, a partire dal 1° gennaio 2021, nell’applicazione dell’aliquota ridotta del 5%.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che rientrano tra la strumentazione per diagnostica per COVID-19 anche i saturimetri (pulsossimetri e ossimetri) in quanto sono dispositivi medici che permettono di diagnosticare una sofferenza a carico dell’apparato respiratorio di cui è responsabile COVID-19.

Il trattamento Iva agevolato spetta anche alle operazioni accessorie alle cessioni dei beni individuati nel cit. art. 124. A riguardo, l’Amministrazione finanziaria, in via generale, ha chiarito in sede di prassi che perché un’operazione possa essere qualificata come accessoria è necessario che la stessa presenti le seguenti caratteristiche:
– deve integrare, completare o rendere possibile l’operazione principale;
– deve essere resa direttamente dal medesimo soggetto che effettua l’operazione principale ovvero da terzi, ma per suo conto e a sue spese;
– deve essere resa nei confronti del medesimo soggetto (cessionario/committente) nei cui confronti è resa l’operazione principale.

Pertanto, le cessioni degli strumenti destinati e necessari al corretto utilizzo delle strumentazioni anti-covid, anche se non espressamente indicati nell’elenco dei dispositivi che possono usufruire del regime speciale, ne sono attratti perché indispensabili al buon funzionamento delle stesse strumentazioni.

Annullamento acconti PREU del 1° bimestre 2021

Solo per l’anno 2021, gli acconti PREU per il bimestre gennaio/febbraio, in scadenza il 28 gennaio, il 13 febbraio e il 28 febbraio sono annullati e l’importo dovuto a titolo di PREU è versato integralmente entro il giorno 22 marzo 2021. (AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI – Determinazione 22 gennaio 2021, n. 24769/RU)

In considerazione della sospensione totale della raccolta tramite apparecchi da intrattenimento, il versamento degli acconti PREU per il bimestre gennaio/febbraio, in scadenza il 28 gennaio, il 13 febbraio e il 28 febbraio (parametrati all’imposta versata per il settembre/ottobre 2020), sarebbero di gran lunga superiori ai versamenti effettivi, causando, per tale bimestre, la necessità di riconoscere successivamente lo scomputo dell’eccedenza dai versamenti dovuti per i bimestri successivi.

In un’ottica di semplificazione degli adempimenti tributari, in ragione dell’eccezionale situazione di emergenza dovuta all’epidemia da Covid-19 e in applicazione del principio costituzionale di capacità contributiva e del principio del favor contribuenti, è, pertanto, necessario prevedere modifiche temporalmente limitate ai Decreti Direttoriali del 12 aprile 2007 e del 1 luglio 2010, favorendo l’adempimento dei pagamenti dovuti e evitando, al contrario, il versamento di pagamenti non dovuti, determinando solo per l’anno 2021, che gli acconti PREU per il bimestre gennaio/febbraio, in scadenza il 28 gennaio, il 13 febbraio e il 28 febbraio sono annullati e l’importo dovuto a titolo di PREU è versato integralmente entro il giorno 22 marzo 2021.

Le novità della Legge di bilancio 2021 sul fondo di garanzia PMI

Chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2021, in relazione alle garanzie su finanziamenti fino a 30 mila euro di cui alla lettera m), comma 1 dell’articolo 13 del DL Liquidità (ABI – Lettera circolare 18 gennaio 2021, n. 94).

La legge 30 dicembre 2020, n. 178 (c.d. “Legge di Bilancio 2021”) ha prorogato al 30 giugno 2021 il termine entro il quale il Fondo di garanzia per le PMI può concedere le coperture previste della lettera m), comma 1 dell’articolo 13 dal decreto-legge 8 aprile 2020, n.23 (c.d. “DL Liquidità”), conformemente a quanto stabilito dalla Comunicazione della Commissione (2020/C 340 I/01), recante la quarta modifica del Quadro temporaneo perle misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19.
Fanno eccezione le garanzie di cui al comma 12-bis dell’articolo 13 del DL Liquidità, comma inserito dalla legge di conversione del 14 agosto 2020, n. 104 e successivamente, così modificato dall’art. 64, comma 3 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (c.d. “DL Agosto”), convertito, con modificazioni, dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, i cui termini di concessione non sono stati prorogati. Pertanto, a far data dallo scorso 1° gennaio, non è più possibile presentare richieste di garanzia per operazioni a favore di Enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che non siano iscritti nel Registro delle Imprese (non è sufficiente l’iscrizione al REA).
Al comma 213, dell’articolo 1, della Legge di Bilancio 2021 ha peraltro esteso l’ambito soggettivo delle garanzie di cui alla lettera m) prevedendo che anche per le società di agenti in attività finanziaria, le società di mediazione creditizia e le società disciplinate dal TUB, identificate dal codice ATECO K 66.21.00, possano accedervi.
Con la circolare n. 24/2020, il Gestore del Fondo ha inoltre chiarito che l’estensione riguarderà le società che presentano i seguenti codici ATECO:
– 66.19.20 – Attività di promotori e mediatori finanziari;
– 66.19.21 – Promotori finanziari;
– 66.19.22 – Agenti, mediatori e procacciatori di prodotti finanziari;
– 66.21.00 – Attività dei periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni.
Sempre con riferimento alle garanzie di cui alla lettera m), la legge di Bilancio 2021 estende da 10 a 15 anni la durata massima dei finanziamenti garanti (articolo 1, comma 216). Resta invece confermato che il rimborso della quota capitale dei predetti finanziamenti non può iniziare prima di 24 mesi dalla data di erogazione.
Al riguardo, l’ABI evidenzia che dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021 ai predetti finanziamenti va applicato un tasso di interesse che non può essere superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore, se positivo, del tasso del Rendistato con durata analoga al finanziamento coperto dalla garanzia pubblica (comma 218, articolo 1).
Ai sensi del comma 217, il prolungamento della durata può essere richiesto anche in relazione ai finanziamenti già concessi alla data di entrata in vigore della predetta Legge di Bilancio, con il mero adeguamento della componente Rendistato del tasso d’interesse applicato, in relazione alla maggiore durata dello stesso finanziamento.
Secondo quanto specificato nella circolare del Gestore n. 1/2021, per i finanziamenti già erogati, l’adeguamento in aumento della durata fino a 15 anni può avvenire tramite l’erogazione al soggetto beneficiario finale di un nuovo finanziamento finalizzato all’estinzione di quello garantito ovvero attraverso la sottoscrizione/stipula di un addendum al contratto di finanziamento garantito, senza l’acquisizione di un nuovo Allegato 4 bis.
Il Gestore precisa, inoltre, che la durata massima di 15 anni deve sempre decorrere dalla data di erogazione del finanziamento originario. Pertanto, la durata del nuovo finanziamento deve tenere conto del periodo di preammortamento già trascorso del finanziamento precedentemente erogato e, comunque, prevedere un preammortamento della durata almeno di 24 mesi.
Il caricamento del tracciato relativo alle predette richieste deve avvenire sempre mediante la funzionalità “FdG/Flussi Elettronici/Flussi Variazioni ML” disponibile sul Portale del Fondo di Garanzia e seguendo quanto previsto dalle Specifiche tecniche pubblicate sul sito Internet del Fondo nella sezione Guide e Manuali.
Anche nel caso in cui l’adeguamento riguardi una sola operazione, si deve utilizzare la predetta funzionalità; non sono accettate richieste di adeguamento inviate tramite Allegato 5.
Tutte le modifiche sopra illustrate riguardano le richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate a partire dallo scorso 13 gennaio.

Misure Covid-19: Lombardia e Sardegna cambiano colore

Dal 24 gennaio 2021, la regione Lombardia dalla zona rossa passa alla zona arancione e la regione Sardegna dalla zona gialla passa alla zona arancione. Restano sempre in zona arancione le regioni Calabria, Emilia Romagna e Veneto (Ministero Salute – ordinanze 22 gennaio 2021 e 23 gennaio 2021).

In base alle Ordinanze del Ministro della salute del 22 e del 23 gennaio 2021, sono attualmente ricomprese:

– nell’area gialla: Campania, Basilicata,  Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana;

– nell’area arancione: Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Piemonte, Puglia, Sardegna, Umbria, Valle d’Aosta;

– nell’area rossa: Provincia Autonoma di Bolzano, Sicilia.

Dichiarazione redditi pre-compilata 2021: proroga utilizzo dati sanitari

Sono stati prorogati i termini per l’utilizzo, ai fini della dichiarazione dei redditi pre-compilata 2021, dei dati delle spese sanitarie messi a disposizione dal Sistema Tessera sanitaria (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 22 gennaio 2021, n. 20765)

In deroga a quanto previsto l’anno scorso, in merito alle modalità tecniche di utilizzo dei dati delle spese sanitarie e delle spese veterinarie ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata a decorrere dall’anno d’imposta 2019, esclusivamente con riferimento ai dati relativi alle spese sanitarie sostenute nel 2020 e ai relativi rimborsi:
– ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata, il Sistema Tessera Sanitaria, dal 16 marzo 2021, mette a disposizione dell’Agenzia delle entrate i dati consolidati di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 175 del 2014, i dati consolidati comunicati dai soggetti di cui all’articolo 3, comma 3, del medesimo decreto, nonché i dati delle spese sanitarie e dei relativi rimborsi comunicati da parte degli ulteriori soggetti obbligati alla trasmissione telematica dei dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria in base alla normativa vigente;
– l’opposizione a rendere disponibili all’Agenzia delle entrate i dati delle spese sanitarie e dei relativi rimborsi per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi pre-compilata può essere effettuata:
a) con riferimento ai dati aggregati relativi ad una o più tipologie di spesa, fino all’8 febbraio 2021, comunicando all’Agenzia delle entrate, oltre alla tipologia di spesa da escludere, il proprio codice fiscale, i dati anagrafici e il numero di identificazione posto sul retro della tessera sanitaria con la relativa data di scadenza;
b) in relazione ad ogni singola voce, dal 16 febbraio 2021 al 15 marzo 2021, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure tramite le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate.