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EMITTENTI RADIO-TELEVISIVE PRIVATE: attivo il Fondo “Salute Sempre”

 

A partire dall’1/1/2015 decorre l’avvio dell’assistenza sanitaria integrativa con il Piano sanitario del Fondo “Salute Sempre” integralmente a carico delle aziende, anche per i lavoratori delle aziende radio-televisive private che attualmente non la prevedono.

Come previsto nella dichiarazione a verbale dall’art. 71 del CCNL per i dipendenti delle imprese di settore a partire dall’1/1/2015 decorre l’avvio dell’assistenza sanitaria integrativa con il Piano sanitario del Fondo “Salute Sempre” integralmente a carico delle aziende, anche per i lavoratori delle aziende radiotelevisive private che attualmente non la prevedono.
Tale strumento, fortemente voluto dalle OO.SS., estende ai lavoratori fino ad oggi esclusi la fruizione di servizi che assolvono in gran parte alle esigenze di assistenza sanitaria dei dipendenti e delle loro famiglie con assorbimento di buona parte anche delle spese accessorie, quelle che oggi incidono pesantemente sui bilanci familiari.
Inoltre, dal 1° trimestre 2015, i lavoratori potranno decidere di estendere a loro completo carico le stesse coperture previste dalla loro polizza anche ai loro familiari, al costo di 90,00 euro l’anno per ciascun familiare (da versare in un’unica rata con MAV dall’1/3/2015 al 31/3/2015 attraverso il sito www.salutesempre.it). La polizza dei familiari sarà a questo punto attiva dall’1/4/2015 e deve comprendere l’intero nucleo familiare.

Sottoscritto l’accordo di rinnovo per le Agenzie matittime

Siglato, il 17/12/2014, tra la Federagenti, la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UIL Trasporti, l’accordo di rinnovo del CCNL per il personale delle Agenzie Marittime Raccomandatarie e Mediatori Marittimi. L’intesa dovrà essere sottoposta all’assemblea dei lavoratori.

Aumenti Retributivi
Previsto un aumento economico di 105,00 riferito al 4º livello così distribuito:
– 35,00 dall’1/7/2015;
– 35,00 dall’1/6/2016;
– 35,00 dall’1/4/2017;

Contratti a termine
Le parti convengono di superare la maggiorazione del 10% e stabiliscono che a decorrere dalla entrata in vigore del presente accordo, salvo quanto previsto per le attività di stagione, non sarà possibile cumulare più contratti di lavoro a tempo determinato oltre i 36 mesi previsti dalla legge.
 

Attività Stagionali
La disciplina sulla successione dei contratti a tempo determinato, non trova applicazione nei confronti dei contratti di lavoro riconducibili alla stagionalità limitatamente alle seguenti situazioni:
– agenzie marittime operanti nel settore delle crociere e degli Yacht relativamente a personale addetto ad attività esclusivamente connesse ai settori sopraindicati;
– la stagionalità opera solo nel periodo compreso tra il 1 aprile al 31 ottobre di ogni anno;

Banca Ore
In via sperimentale, le aziende interessate potranno attivare la Banca ore per la gestione della flessibilità oraria. In tal caso le ore di lavoro straordinario prestate successive alle 120 ore annue, confluiranno in una “banca ore” individuale ed il lavoratore usufruirà di corrispondenti riposi compensativi.

Premio fidelizzazione
Le aziende che alla data di stipula del presente contratto non riconoscano premi e/o gratifiche una tantum legate all’anzianità aziendale, dovranno erogare ai lavoratori al compimento del venticinquesimo anno di permanenza in azienda un premio di fidelizzazione pari a mezza mensilità lorda con un tetto massimo di €. 2.000,00;

Trasferte
L’azienda corrisponderà al personale in missione per servizio, una diaria di euro 22 giornaliere nei casi in cui la missione comporti una permanenza fuori dalla sede di lavoro superiore a 12 ore.

Trasferimenti
Oltre ai rimborsi previsti è dovuta al lavoratore che sia trasferito, una diaria “una tantum” nella misura di una retribuzione globale mensile, più un decimo della retribuzione mensile per ogni familiare a carico che si trasferisce.

Firmato l’accordo di rinnovo per i dipendenti degli Enti Uneba

 

 

Sottoscritto il 17/12/2014, tra l’UNEBA e la CISL-FISASCAT, la CISL-FP, la CGIL-FP, la UILTUCS, un accordo relativo all’applicazione di due istituti del CCNL 2010/2012, assistenza sanitaria integrativa a favore dei dipendenti degli Enti Uneba ed Elemento retributivo territoriale.

Assistenza sanitaria integrativa:
Dopo un primo esame della situazione del mercato e delle varie offerte e relativi costi, le parti riconfermando il principio contrattualmente stabilito di una gestione paritetica di tale istituto, allo scopo di proseguire il confronto finalizzato ad individuare le soluzioni più idonee alla realizzazione di tale obiettivo, convengono di accantonare in azienda le somme, pari ad € 5 mensili per 14 mensilità in maturazione dal 1/4/2014, che saranno versate al momento in cui le parti costituiranno o individueranno concordemente l’apposito fondo di destinazione. Pertanto, l’accordo stabilisce il 30/9/2015 come data ultima per l’individuazione del fondo di destinazione dei 5 euro mensili pro capite che continueranno ad essere accantonati in azienda fino all’individuazione del fondo.

Elemento retributivo mensile territoriale:
Le parti prendono atto che solo in alcune Regioni è iniziata una contrattazione finalizzata alla erogazione dell’ERMT secondo le specifiche contrattuali, mentre nei rimanenti territori il negoziato non è stato ancora intrapreso. In tutte le regioni in cui non sia stato raggiunto alcun accordo entro il 31/8/2015 gli Enti provvederanno ad inserire in busta-paga l’importo parametrato mensile di € 13,00 per 14 mensilità (busta-paga relativa al mese di Settembre). In tal caso le somme arretrate dall’1/1/2014 al 31/8/2015 saranno corrisposte con la busta paga di Ottobre in un’unica soluzione.

La legge di stabilità passa col voto di fiducia

Il Governo ha posto la fiducia sul testo della Legge di Stabilità 2015, che dopo l’approvazione a palazzo Madama da parte dei Senatori, passa alla Camera per il voto finale prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ecco in sintesi le principali novità in materia fiscale e di lavoro contenute nel testo della Legge blindato dal voto di fiducia.

STABILIZZAZIONE BONUS 80 EURO IN BUSTA PAGA
Ai lavoratori dipendenti ed alcuni percettori di redditi assimilati al lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo non superiore a 24.000 euro viene confermato il credito d’imposta pari a 960 euro annui. Oltre i 24.000 l’importo del bonus diminuisce fino ad azzerarsi quando il reddito complessivo raggiunge 26.000 euro. Il beneficio non è stato esteso a lavoratori autonomi e pensionati.

DETASSAZIONE REDDITO RICERCATORI
Esteso fino al 2017 il periodo entro il quale i ricercatori residenti all’estero possono rientrare in Italia beneficiando del regimedi detassazione. Si ricorda che l’incentivo prevede l’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo del 90% degli emolumenti percepiti. Ampliato anche il periodo agevolato che passa da tre a quattro periodi d’imposta, dal momento in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente in Italia.

BUONI PASTO ELETTRONICI
La manovra conferma l’esenzione per l’indennità di mensa e i buoni pasto tradizionali in favore dei dipendenti di valore fino a 5,29 euro, e alza la soglia di esenzione fino a 7,00 euro qualora gli stessi benefit siano corrisposti ai dipendenti in formato elettronico. La disposizione entro in vigore dal 1° luglio 2015.

DEDUZIONE DEL COSTO DEL PERSONALE AI FINI IRAP
Con riferimento all’imposta regionale a decorrere dal 2015 è introdotta la deduzione integrale del costo complessivo sostenuto per lavoro dipendente, a tempo indeterminato, eccedente l’ammontare delle deduzioni (analitiche o forfetarie) riferibili al costo medesimo. Inoltre, in favore degli imprenditori che non si avvalgono di lavoratori dipendenti è riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% dell’imposta lorda. Contestualmente vengono ripristinate le misure delle aliquote Irap di base, che erano state ridotte in misura generalizzata del 10% con il D.L. n. 66/2014.

CREDITO D’IMPOSTA IN RICERCA E SVILUPPO
Viene riconosciuto un credito d’imposta alle imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo dal 2015 al 2019. Il beneficio è pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

ECOBONUS E RISTRUTTURAZIONE
Viene estesa alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2015, l’applicazione della maggiore aliquota del 65% per la detrazione d’imposta relativa agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti e per gli interventi relativi alleparti comuni condominiali. Confermata anche la maggiore detrazione nella misura del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2015 per gli interventi di ristrutturazione edilizia, nonché per le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici fermo restando che le stesse spese sono computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.

REGIME FISCALE AGEVOLATO PER AUTONOMI
La manovra in commento istituisce, per gli esercenti attività d’impresa e arti e professioni in forma individuale, un regime forfetario di determinazione del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle dovute, prevedendo, al contempo, un regime contributivo opzionale per le imprese che prevede la soppressione del versamento dei contributi sul minimale di reddito. Il nuovo assetto determina la soppressione dei regimi “di favore” vigenti (regime fiscale di vantaggio, disciplina delle nuove iniziative produttive, regime contabile agevolato) caratterizzati, talvolta, da incoerenze e sovrapposizioni normative, ferma restando la salvaguardia delle attività già intraprese applicando i regimi previgenti.

TFR IN BUSTA PAGA
In via sperimentale dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, per i lavoratori del settore privato aventi rapporto di lavoro in essere sda almeno sei mesi – esclusi i lavoratori domestici e del settore agricolo – che ne fanno richiesta è prevista l’anticipazione del Tfr in busta paga. Le quote erogate sono assoggettate a tassazione ordinaria, non alla più favorevole tassazione separata prevista sulle liquidazioni erogate a fine carriera. L’aliquota sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto è, inoltre, innalzata al 17%.

AZZERAMENTO CONTRIBUTI ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO
Al fine di promuovere forme di occupazione stabile è previsto (per un periodo massimo di trentasei mesi) l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali (con esclusione dei contributi Inail) a carico dei datori di lavoro, nel limite massimo di 8.060 euro annui, per tutte le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, decorrenti dal 1° gennaio 2015 e stipulate entro il 31 dicembre 2015, con la sola esclusione dei contratti di apprendistato, dei contratti di lavoro domestico e del settore agricolo. Tale esonero non può esser previsto per quei lavoratori che siano stati occupati a tempo indeterminato nei sei mesi che precedono l’assunzione presso qualsiasi datore di lavoro e che abbiano avuto rapporti di lavoro con l’azienda in questione, o società controllate o collegate alla stessa, nei tre mesi che precederanno l’entrata in vigore della Legge stessa.

BONUS BEBÈ
Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno, per ogni figlio nato o adottato tra il 1º gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, è riconosciuto un assegno di importo pari a 960 euro annui erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. L’assegno – corrisposto, a domanda, dall’INPS -, che non concorre alla formazione del reddito complessivo, è corrisposto fino al compimento del terzo anno di età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea o di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno, residenti in Italia e a condizione che il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 25.000 euro annui. Qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore richiedente l’assegno sia in una condizione economica corrispondente a un valore dell’ISEE non superiore a 7.000 euro annui, l’importo dell’assegno è raddoppiato. Con apposito DPCM saranno stabilite, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015, le disposizioni necessarie per l’attuazione delle suddette misure.

BUONI ACQUISTO PER FAMIGLIE NUMEROSE
Per l’anno 2015, al fine di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, sono riconosciuti, inoltre, buoni per l’acquisto di beni e servizi a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiore a quattro in possesso di una situazione economica corrispondente a un valore dell’ISEE, non superiore a 8.500 euro annui. L’ammontare massimo complessivo del beneficio per nucleo familiare e le disposizioni attuative dello steso saranno previste in un apposito decreto.

FONDO TUTELA FAMIGLIA
Prevista l’istituzione di un fondo da destinare a interventi in favore della famiglia, di cui una quota pari a 100 milioni di euro è riservata per il rilancio del piano per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, finalizzato al raggiungimento di determinati obiettivi di servizio, nelle more della definizione dei livelli essenziali delle relative prestazioni.

Versamento dell’acconto IVA entro il 29/12

22 dic 2014 Il termine naturale per il versamento dell’acconto IVA scade il 27 dicembre, ma poiché quest’anno cade di sabato, la scadenza slitta automaticamente al 29 dicembre 2014. Entro questa data, quindi, è possibile provvedere al pagamento dell’acconto IVA senza incorrere in sanzioni.

L’acconto IVA è dovuto da tutte le imprese e professionisti soggetti passivi IVA e rappresenta, appunto, un anticipo del versamento dell’imposta dovuta sia dai contribuenti mensili, in relazione all’ultima liquidazione periodica dell’anno, sia dai contribuenti trimestrali, in relazione alla presentazione della dichiarazione annuale o dell’ultimo trimestre.
Il versamento dell’acconto IVA è un adempimento che ricorre ogni anno, salvo che si verifichino alcune condizioni di esonero. Si tratta in particolare di circostanze in cui non si dispone dei dati per il calcolo dell’acconto ed altre ipotesi specificamente individuate dalla legge.
Sono esonerati dal versamento, ad esempio:
– i soggetti che hanno cessato l’attività, anche per decesso, entro il 30 novembre (contribuenti mensili) ovvero entro il 30 settembre (contribuenti trimestrali);
– i soggetti che hanno iniziato l’attività o la inizieranno negli ultimi giorni di dicembre;
– i soggetti che l’anno precedente, in sede di dichiarazione annuale hanno maturato un imposta a credito;
– i soggetti che prevedono di chiudere l’anno d’imposta con un credito.
Inoltre, non sono obbligati al versamento:
– i contribuenti per i quali risulta un importo dovuto a titolo d’acconto non superiore a 103 euro;
– i contribuenti che, nell’anno, hanno effettuato soltanto operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
– i produttori agricoli;
– i soggetti che esercitano attività di spettacoli e giochi in regime speciale;
– le associazioni sportive dilettantistiche, nonché le associazioni senza fini di lucro e quelle pro-loco, in regime forfetario;
– i raccoglitori e i rivenditori di rottami, cascami, carta da macero, vetri e simili, esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento del tributo;
– gli imprenditori individuali che hanno dato in affitto l’unica azienda, entro il 30 settembre (contribuenti trimestrali) ovvero entro il 30 novembre (contribuenti mensili), a condizione che non esercitino altre attività soggette ad IVA.

Modalità di versamento

Il versamento dell’acconto IVA deve essere effettuato tramite modello di pagamento unificato F24, utilizzando i seguenti codici tributo:
– 6013, acconto IVA per i contribuenti mensili;
– 6035, acconto IVA per i contribuenti trimestrali.
L’importo da versare non può essere rateizzato, ma può essere compensato nel modello F24 con eventuali crediti d’imposta e crediti contributivi.
Il pagamento deve essere eseguito esclusivamente tramite modalità telematiche:
– direttamente, per i soggetti abilitati, utilizzando l’apposita procedura F24 online, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate “Fisconline” o “Entratel“;
– tramite gli intermediari incaricati, che devono utilizzare il modello F24 telematico cumulativo, attraverso il servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate “Entratel“;
– mediante l’home banking (Cbi – Corporate Banking Interbancario), utilizzando il servizio di pagamento F24 online messo a disposizione dall’istituto bancario o da Poste italiane.

Modalità di calcolo

Il calcolo dell’importo dovuto a titolo di acconto IVA può essere effettuato, alternativamente, con uno dei seguenti metodi: “storico”, “previsionale” o “analitico”.

Metodo applicato Aliquota Contribuenti mensili (base di calcolo) Contribuenti trimestrali (base di calcolo)
Metodo Storico

 

88%

 

IVA a debito relativa al mese di dicembre dell’anno precedente

 

IVA a debito della dichiarazione annuale o dell’Unico dell’anno precedente

 

Metodo Storico

 

88%

 

 

IVA a debito relativa al IV trimestre dell’anno precedente (cd. trimestrali speciali)

 

Metodo Previsionale

 

88%

 

IVA a debito che si prevede di versare per il mese di dicembre dell’anno in corso

 

IVA a debito che si prevede di versare in sede di dichiarazione annuale o Unico

 

Metodo Previsionale

 

88%

 

 

IVA a debito che si prevede di versare per il IV trimestre dell’anno in corso (cd. trimestrali speciali)

 

Metodo Analitico 100% IVA a debito su vendite e corrispettivi registrati dal 1/12 al 20/12
(+)
IVA a debito su vendite effettuate dal 1/11 al 20/12 e non ancora fatturate e/o registrate
(-)
IVA detraibile sugli acquisti registrati dal 1/12 al 20/12
IVA a debito su vendite e corrispettivi registrati dal 1/10 al 20/12
(+)
IVA a debito su vendite effettuate dal 1/11 al 20/12 e non ancora fatturate e/o registrate
(-)
IVA detraibile sugli acquisti registrati dal 1/10 al 20/12

Sottoscritto l’accordo per il personale marittimo imbarcato

Sottoscritto l’accordo per il personale marittimo imbarcato

Siglata, il 16/12/2014, tra la FEDERPESCA, la FAI-CISL, la FLAI-CGIL, la UILA-PESCA, l’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL per il personale imbarcato sulle navi da pesca marittima.

L’intesa stabilisce un aumento retributivo del 5,8%, così distribuito:
– dall’1/1/2015: 3,5%
– dall’1/1/2016: 2,3%:

Contrattualizzazione prestazioni bilaterali
La quota di retribuzione per i lavoratori delle aziende che non aderiscono al sistema della bilateralità viene innalzato a 20 euro lordi mensili.

Indennità giornaliera
Da corrispondere a tutti i membri dell’equipaggio un’indennità giornaliera aggiuntiva per il lavoro nei giorni festivi pari a 16 euro.

Indennità di perdita di corredo, strumenti professionali ed utensili (Pesca oceanica)

1) Indennità perdita corredo Euro
Comandante 614,00
Direttore di Macchina 583,00
Ufficiali 430,00
Sottufficiali 369,00
Marinaio polivalente 340,00
Marinai ed altri 307,00
2) Indennità perdita strumenti professionali e utensili Euro
Comandante 430,00
Direttore di macchina 400,00
Ufficiali di coperta 185,00
Ufficiale di macchina 62,00
Marinaio polivalente 62,00
Cuoco (utensili) 62,00

Le indennità di perdita di corredo sono estese alla pesca Mediterranea nella misura del 80% di quanto ivi previsto.

Adeguamenti professionali
Il lavoratore imbarcato come mozzo per 20 mesi acquisirà la qualifica di marinaio

Sicurezza sul lavoro
Fermo restando la classificazione a rischio medio del settore, ai soli fini della formazione specifica, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, vengono elevate da 12 a 16 le ore formative. Inoltre, le Parti si impegnano a definire, entro il 30/6/0015, una certificazione delle ore di lavoro notturno svolto dagli imbarcati, ai fini del riconoscimento dell’attività di pesca come lavoro usurante, per eventuali prestazioni previdenziali e assistenziali.

Formazione permanente e continuativa
Quanto alla formazione, i permessi retribuiti passano da 30 a 36 ore per ciascun lavoratore per la partecipazione a corsi di formazione e riqualificazione professionale

Nei comuni alluvionati i tributi riprendono il 22 dicembre 2014

Gli adempimenti e i versamenti tributari nei comuni della Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Foggia, colpiti dagli alluvioni dei mesi di settembre e ottobre scorsi e per i quali era stata prevista una sospensione fino al 20 dicembre 2014, devono essere effettuati, in una soluzione, entro il 22 dicembre prossimo (Ministero finanze – decreto 12 dicembre 2014).

La ripresa degli adempimenti e versamenti non eseguiti è prevista nei seguenti comuni:

Regione Veneto: comuni colpiti dall’alluvione del 10 ottobre 2014
– Provincia di Padova: Monselice, Este, Baone, Arquà Petrarca, Due Carrare, Maserà, Montegrotto Terme, Abano Terme, Padova, Albignasego, Urbana, Megliadino San Vitale, Megliadino San Fidenzio, Ponso, Montagnana, Saletto, Ospedaletto Euganeo, Cinto Euganeo, Galzignano Terme, Piacenza D’Adige, Carceri, Santa Margherita D’Adige, Casale di Scodosia, Pernumia, Casalserugo, Battaglia Terme, Cartura, Lozzo Atestino, Merlara, Castelbaldo, Torreglia;
– Provincia di Rovigo: Melara, Occhiobello, Fiesso Umbertiano, Stienta, Bergantino, Taglio di Po;
– Provincia di Verona: Bardiolino, Castagnaro, Legnago, Terrazzo, Caprino Veronese, Costermano, Valdadige, San Pietro in Cariano;
– Provincia di Belluno: Feltre, Santa Giustina Bellunese, Sospirolo;
– Provincia di Venezia: Chioggia, Marcon.

Regione Piemonte: comuni colpiti dall’alluvione del 10 ottobre 2014
– Provincia di Alessandria: Albera Ligure, Alessandria, Arquata Scrivia, Avolasca, Belforte, Borghetto di Borbera, Bosio, Brignano Frascata, Carrega Ligure, Casaleggio Boiro, Casasco, Cassano Spinola, Cassine, Cassinelle, Castelletto d’Orba, Castelnuovo Scrivia, Cerreto Grue, Costa Vescovato, Francavilla Bisio, Garbagna, Gavazzana, Gavi 23, Grondona, Lerma, Novi Ligure, Paderna, Parodi Ligure, Pozzolo Formigaro, San Sebastiano Curone, Sarezzano, Sardigliano, Serravalle Scrivia, Stazzano, Tortona, Vignole Borbera, Viguzzolo, Villaromagnano, Villarvernia;
– Provincia di Verbania: Valstrona.

Regione Liguria: comuni colpiti dall’alluvione del 10 ottobre 2014
– Provincia di Genova: Genova e tutti i comuni della Provincia.

Regione Friuli Venezia Giulia: comuni colpiti dall’alluvione del 10 ottobre 2014
– Provincia di Trieste: Trieste, Muggia.

Regione Emilia Romagna: comuni colpiti dall’alluvione del 10 ottobre 2014
– Provincia di Parma: Bedonia, Berceto, Calestano, Collecchio, Compiano, Corniglio, Felino, Fornovo Taro, Langhirano, Lesignano de bagni, Parma, Sala baganza, Terenzo;
– Provincia di Piacenza: Bettola, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Farini, Ferriere, Ottone.

Regione Toscana: comuni colpiti dagli alluvioni del 19 e 20 settembre e 10 ottobre 2014
– Provincia di Firenze: Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo, Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Dicomano, Firenze, Firenzuola, Fucecchio, Lastra a Signa, Londa, Marradi, Montelupo Fiorentino, Palazzuolo sul Senio, Pontassieve, Scandicci, Scarperia e San Piero, Signa, Vinci;
– Provincia di Lucca: Altopasci, Camaiore, Capannori, Lucca, Montecarlo, Massarosa, Pietrasanta, Porcari, Viareggio;
– Provincia di Pisa: San Giuliano Terme, Vecchiano, Bientina, Buti, Calcinaia, Castelfranco di Sotto, Pontedera, Santa Maria a Monte, Vicopisano, Volterra, Calci, Cascina, Castellina Marittima, Pomarance;
– Provincia di Pistoia: Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Quarrata, Pistoia, Pieve a Nievole, Pescia, Serravalle Pistoiese;
– Provincia di Prato: Carmignano, Montemurlo, Prato, Vernio;
– Provincia di Livorno: Piombino, Collesalvetti;
– Provincia di Grosseto: Manciano, Orbetello, Capalbio, Follonica, Scarlino, Sorano, Castel del Piano, Castell’Azzara, Cinigiano, Magliano in Toscana, Monte Argentario, Roccalbegna, Santa Fiora, Scansano, Seggiano, Semproniano;
– Provincia di Massa Carrara: Aulla, Bagnone, Filattiera, Mulazzo, Pontremoli, Tresana, Villafranca in Lunigiana.

Regione Puglia: comuni colpiti dall’alluvione dal 1° al 6 settembre 2014
– Provincia di Foggia: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Lesina, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Severo, Rignano Garganico, Vico del Gargano, Vieste.

Sottoscritto l’accordo per il personale marittimo imbarcato

Sottoscritto l’accordo per il personale marittimo imbarcato

18 dic 2014 Siglata, il 16/12/2014, tra la FEDERPESCA, la FAI-CISL, la FLAI-CGIL, la UILA-PESCA, l’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL per il personale imbarcato sulle navi da pesca marittima.

L’intesa stabilisce un aumento retributivo del 5,8%, così distribuito:
– dall’1/1/2015: 3,5%
– dall’1/1/2016: 2,3%:

Contrattualizzazione prestazioni bilaterali
La quota di retribuzione per i lavoratori delle aziende che non aderiscono al sistema della bilateralità viene innalzato a 20 euro lordi mensili.

 

Indennità giornaliera
Da corrispondere a tutti i membri dell’equipaggio un’indennità giornaliera aggiuntiva per il lavoro nei giorni festivi pari a 16 euro.

Indennità di perdita di corredo, strumenti professionali ed utensili (Pesca oceanica)

1) Indennità perdita corredo Euro
Comandante 614,00
Direttore di Macchina 583,00
Ufficiali 430,00
Sottufficiali 369,00
Marinaio polivalente 340,00
Marinai ed altri 307,00
2) Indennità perdita strumenti professionali e utensili Euro
Comandante 430,00
Direttore di macchina 400,00
Ufficiali di coperta 185,00
Ufficiale di macchina 62,00
Marinaio polivalente 62,00
Cuoco (utensili) 62,00

Le indennità di perdita di corredo sono estese alla pesca Mediterranea nella misura del 80% di quanto ivi previsto.

Adeguamenti professionali
Il lavoratore imbarcato come mozzo per 20 mesi acquisirà la qualifica di marinaio

Sicurezza sul lavoro
Fermo restando la classificazione a rischio medio del settore, ai soli fini della formazione specifica, ai sensi del D.Lgs. 81/2008, vengono elevate da 12 a 16 le ore formative. Inoltre, le Parti si impegnano a definire, entro il 30/6/0015, una certificazione delle ore di lavoro notturno svolto dagli imbarcati, ai fini del riconoscimento dell’attività di pesca come lavoro usurante, per eventuali prestazioni previdenziali e assistenziali.

Formazione permanente e continuativa
Quanto alla formazione, i permessi retribuiti passano da 30 a 36 ore per ciascun lavoratore per la partecipazione a corsi di formazione e riqualificazione professionale

Credito d’imposta per chi sostiene la cultura: pronto il codice tributo

Tutto pronto per il regime fiscale agevolato, sotto forma di credito d’imposta, “ART-BONUS”, in favore delle persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura tra il 2014 e il 2016 (Agenzia entrate – risoluzione n. 116/2014).

L’ Art-Bonus consiste in un credito d’imposta pari al 65 per cento per le somme erogate nei periodi d’imposta 2014 e 2015 e pari al 50 per cento per le somme che saranno corrisposte nel 2016 ed è riconosciuto, esclusivamente, per le erogazioni a sostegno della cultura, come ad esempio le somme destinate:
– per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
– per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, tra i quali, per esempio, musei, biblioteche e parchi archeologici;
– alla realizzazione di nuove strutture o per il restauro di quelle esistenti se appartenenti a fondazioni lirico sinfoniche o a istituzioni pubbliche che operano nello spettacolo senza fini di lucro.

Per usufruire del credito d’imposta, inoltre, la donazione deve essere effettuata mediante pagamenti tracciati, ovvero mediante bonifici bancari o postali, carte di credito, di debito o prepagate, o ancora, con assegni circolari o bancari.
Il bonus è utilizzato in compensazione, tramite modello F24, con il seguente codice tributo:
– “6842” denominato “Credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura – ART-BONUS – art. 1, del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83”.

730 precompilato: comunicare i dati entro il 28/2/2015

L’Agenzia delle entrate con i provvedimenti nn. 160358, 160365 e 160381 del 16 dicembre 2014 ha stabilito le modalità di trasmissione e il contenuto delle comunicazioni effettuate, a partire dalle informazioni relative all’anno 2014, dai soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, dagli enti previdenziali con riferimento ai contributi previdenziali e assistenziali, dalle imprese assicuratrici.

Ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle entrate nonché dei controlli sugli oneri deducibili e sugli oneri detraibili, i soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici, gli enti previdenziali, le forme pensionistiche complementari, trasmettano all’Agenzia delle entrate, entro il 28 febbraio di ciascun anno, per tutti i soggetti del rapporto, una comunicazione contenente i dati degli oneri corrisposti nell’anno precedente.
A tal fine, l’Agenzia delle entrate ha con i provvedimenti in oggetto fornito le istruzioni per comunicare al Fisco, entro la suddetta data, i dati che i contribuenti troveranno dentro il 730 precompilato 2015.
Imprese assicuratrici, enti previdenziali, banche e intermediari finanziari sono chiamati a comunicare all’Anagrafe tributaria, entro il 28 febbraio di ciascun anno, i dati dell’anno precedente relativi a:
– premi di assicurazione detraibili, cioè quelli sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e contratti di assicurazione “agevolati” (ad eccezione di quelli su responsabilità civile, assistenza e garanzie accessorie);
– contributi previdenziali e assistenziali;
– interessi passivi e oneri accessori su mutui agrari e fondiari.
Le informazioni viaggiano in via telematica e in assoluta sicurezza, attraverso Entratel o Fisconline, nel caso di enti previdenziali, banche e intermediari finanziari, e tramite Sid, il sistema di interscambio dati del Fisco, nel caso delle assicurazioni. La sicurezza è garantita dal sistema di sicurezza dell’Anagrafe tributaria, attraverso il controllo degli accessi al sistema, la crittografia e la cifratura degli archivi.
Per l’invio dei dati occorre utilizzare i software di controllo e di predisposizione dei file messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia.
Se la trasmissione delle informazioni va a buon fine, l’Agenzia rilascia una ricevuta con data e ora di ricezione del documento, protocollo, identificativo del file attribuito all’utente e numero delle comunicazioni in esso contenute. Se, invece, l’invio non va a buon fine, perché ad esempio il file contiene degli errori, l’Agenzia invia una ricevuta di scarto con l’identificativo del file scartato e il motivo per cui non è stato accettato.
Nel caso di scarto dell’intero file o dei dati relativi a codici fiscali non validi, occorre inviare di nuovo il documento integrale, o i dati sui codici fiscali segnalati, entro fine febbraio oppure, se più favorevole, entro 5 giorni dalla segnalazione dell’errore da parte del Fisco. Nelle altre ipotesi di scarto, invece, il termine unico per correggere i dati è entro 5 giorni successivi al 28 febbraio, quindi, per il prossimo anno, entro il 5 marzo.