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Operai Agricoli della Provincia di L’Aquila: retribuzioni vigenti

Firmato il 28/10/2021, tra Confagricoltura L’Aquila (UPA), Coldiretti L’Aquila, CIA (Provincia Aquila – Teramo) e FLAI-CGIL L’Aquila, FAI-CISL Abruzzo-Molise, UILA-UIL L’Aquila, l’accordo per il rinnovo del CIPL per gli Operai Agricoli e Florovivaisti della Provincia di L’Aquila. Dall’1/11/2021 si applicano le nuove retribuzioni

Il presente accordo decorre dall’1/1/2020 e scadrà il 31/12/2023.

Retribuzioni
Le parti convengono con decorrenza dall’1/11/2021, un aumento della retribuzione pari all’1,8%.

Operai Agricoli e Florovivaisti a Tempo Determinato – Tabella della retribuzione giornaliera in vigore dall’1/11/2021

Area

Qualifica

Salario provinciale al 1/4/2019

3 elemento 30,44% al 1/4/2019

Totale salario Prov.le al 1/4/2019

Aumento CPL 1,80%

3° Elem. 30,44%

Totale salario dal 1/11/2021

T.F.R. al 1/4/2019

Paga Oraria

I Spec. Super 63,22 19,24 82,46 1,48 0,45 84,40 5,58 12,98
I Specializzato 61,50 18,72 80,22 1,44 0,44 82,10 5,43 12,63
I Qual. Super 58,31 17,75 76,06 1,37 0,42 77,85 5,15 11,98
II Qualificato 55,90 17,02 72,92 1,31 0,40 74,63 4,94 11,48
II Comune 51,06 15,54 66,60 1,20 0,36 68,11 4,51 10,49
III Comune “A” 39,91 12,15 52,06 0,94 0,29 53,28 3,53 8,20

– T.F.R.: 8,63% del Salario Provinciale, escluso il terzo elemento
– 3° Elemento: 5,45% Festività + 8,33% Ferie + 8,33% Tredicesima + 8,33% Quattordicesima = (30,44%)
– Trattenute a carico del lavoratore:: IVS 8,84% + CAC 0,20% + FIMIAV 0,65%

Operai Agricoli e Florovivaisti a Tempo Indeterminato – Tabella della retribuzione mensile in vigore dall’1/11/2021

Area

Qualifica

Salario Prov.le al 1/4/2019

Aumento 1,8% CPL

Totale Salario all’1/11/2021

I Specializ. Super 1599,25 23,99 1623,24
I Specializzato 1533,58 23,00 1556,58
II Qualificato super 1474,65 22,12 1496,77
II Qualificato 1402,99 21,04 1424,03
III Comune 1283,23 19,25 1302,48

– Trattenute a carico lavoratore: IVS 8,84% + CAC 0,20% + FIMlAV 0,65%

Green pass rafforzato: prime indicazioni

Fornite indicazioni sul D.L. n. 172/2021 che, a fronte dell’aggravamento dell’emergenza epidemiologica in atto da COVID-19, ha previsto in particolare l’estensione dell’obbligo vaccinale a operatori di particolari settori esposti, l’estensione dell’impiego delle certificazioni verdi COVID-19, ridefinendone la durata della validità e l’istituzione della certificazione verde c.d. “rafforzata” (Ministero Interno – circolare 02 dicembre 2021 n. 82362).

Estensione dell’obbligo vaccinale

A decorrere dal prossimo 15 dicembre, l’adempimento dell’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2 comprende, insieme al ciclo vaccinale primario, la somministrazione della successiva dose di richiamo, da effettuarsi nel rispetto delle indicazioni e dei termini indicati dal Ministero della Salute.
A partire dalla stessa data, inoltre, il medesimo obbligo vaccinale viene esteso a ulteriori categorie di operatori appartenenti a settori particolarmente esposti, tra le quali figura il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, nonché quello della polizia locale.
Al riguardo, è stato precisato che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati, con la conseguenza che l’eventuale inadempimento determina l’immediata sospensione dal servizio, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Durante il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

Durata di validità delle certificazioni verdi COVID-19 ed estensione del loro impiego

Dal 15 dicembre, il green-pass ha una validità di nove mesi decorrenti dalla data di completamento del ciclo di vaccinazione primario, dalla data di avvenuta guarigione (solo per i soggetti ammalatisi di COVID oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, nonché a seguito del prescritto ciclo) ovvero dalla data di somministrazione della dose di richiamo. Resta ferma la durata di sei mesi del green pass per le persone guarite e mai vaccinatesi.
Dal 6 dicembre riguardo all’estensione dell’impiego delle certificazioni verdi COVID-19, si aggiungono agli ambiti e ai servizi a cui è possibile accedere, esclusivamente se muniti di green pass, i seguenti:
– gli alberghi e le altre strutture ricettive, compresi i relativi servizi di ristorazione riservati ai clienti ivi alloggiati;
– gli spazi adibiti a spogliatoi e docce per lo svolgimento anche di attività sportive all’aperto, con esclusione degli accompagnatori delle persone non autosufficienti in ragione dell’età o di disabilità;
– il trasporto locale, regionale, interregionale, compreso quello effettuato dalle navi e dai traghetti impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina e da e per l’arcipelago delle Isole Tremiti;
– i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale effettuati mediante autobus adibiti a servizio di noleggio con conducente.

Istituzione della certificazione verde “rafforzata”

Il D.L. n. 172/2021 ha introdotto una distinzione tra le certificazioni verdi generate a seguito di vaccinazione o guarigione e le altre certificazioni, generate in base a un test molecolare o antigenico rapido.
Infatti, dal 29 novembre viene previsto che nelle zone gialla e arancione, solo i soggetti in possesso di una certificazione verde di avvenuta vaccinazione o di avvenuta guarigione (c.d. green-pass rafforzato) possano fruire dei servizi, svolgere le attività ed effettuare gli spostamenti per i quali, nelle medesime zone, siano previste limitazioni o sospensioni ulteriori rispetto a quelle della zona bianca, ai sensi della normativa vigente.
Per effetto della norma in commento, gli stessi servizi, attività e spostamenti saranno assoggettati alla disciplina, di minor rigore, prevista per la zona bianca. A mero titolo di esempio, la consumazione al tavolo nei ristoranti e negli esercizi pubblici potrà sempre avvenire, e senza le limitazioni afferenti al numero dei commensali.
Inoltre, dal prossimo 6 dicembre 2021, l’accesso ai servizi di ristorazione svolti all’interno di alberghi o di altre strutture ricettive e riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, sarà consentito ai possessori della certificazione verde non “rafforzata”.
Sono esclusi dall’obbligo del green-pass “rafforzato” anche le mense e i servizi di catering continuativo su base contrattuale.
Per le già accennate finalità di prevenzione del rialzo della curva epidemiologica, nei territori in zona bianca, nel periodo ricompreso tra il 6 dicembre e il 15 gennaio 2022, solo i possessori di green-pass “rafforzato” potranno svolgere le attività e accedere ai servizi per i quali la normativa vigente prevede, in zona gialla, limitazioni o sospensioni.
Per effetto di tale disposizione, ai soggetti muniti della predetta certificazione verde “rafforzata”, sarà consentito l’accesso a: spettacoli, eventi sportivi in qualità di spettatori, ristoranti al chiuso, feste (tranne quelle conseguenti a cerimonie civili e religiose), cerimonie pubbliche, sale da ballo, discoteche e locali assimilati.
Inoltre, la fruizione dei servizi di ristorazione svolti all’interno di alberghi o di altre strutture ricettive e riservati esclusivamente ai clienti ivi alloggiati, come anche l’accesso alle mense e ai servizi di catering continuativo, sarà possibile anche ai possessori di certificazione verde non “rafforzata”.
La suddetta disciplina in materia di green-pass, ivi compreso quello “rafforzato”, non si applica ai minori di età inferiore ai dodici anni e ai soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Stop alla copertura sanitaria per i familiari al Fondo FASA

Dal 1 gennaio 2022 il nucleo familiare non sara` piu` compreso nel piano sanitario del Fondo Fasa per i dipendenti dell’ Industria alimentare gennaio

Il Fondo Fasa comunica che, dal 1° Gennaio 2022 il nucleo familiare non sara` piu` compreso nel piano sanitario.
In virtu` del CCNL per l’Industria Alimentare sottoscritto a luglio 2020, i lavoratori potranno estendere la copertura sanitaria ai propri familiari mediante un versamento annuale pari a 24 euro per ciascun familiare.
E` altresi` obbligatorio iscrivere l’intero nucleo familiare.
Nelle more della definizione della nuova polizza sanitaria, le modalita` di adesione e di pagamento verranno rese note con apposita comunicazione.isolamento domiciliare verrà corrisposta anche qualora l’Assicurato non abbia preventivamente subito un ricovero.
Sono fatti salvi gli accordi integrativi di secondo livello, già sottoscritti anteriormente, che prevedano l’istituzione di polizze, casse o fondi di assistenza sanitaria integrativa

INPS: ulteriori precisazioni sull’esonero in favore delle filiere agricole

Si forniscono alcune precisazioni sull’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali in favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

In caso di accoglimento totale o parziale dell’importo dell’esonero richiesto, la quota eccedente l’esonero autorizzato e le contribuzioni escluse dall’esonero medesimo dovranno essere versate entro trenta giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istanza senza applicazione di sanzioni e interessi. L’Inps, concluse le attività di gestione delle domande pervenute e verificato l’ammontare complessivo delle risorse necessarie per soddisfare le richieste presentate, ha comunicato alle aziende l’importo dell’esonero autorizzato, utilizzando gli indirizzi di posta elettronica certificata presenti nell’archivio anagrafico delle aziende.
Per le aziende che non avevano aggiornato la propria posizione anagrafica con l’indicazione della casella di posta elettronica certificata la comunicazione, con l’invito ad accedere al “Portale delle agevolazioni” per verificare l’importo autorizzato, è stata inviata a mezzo posta elettronica agli indirizzi di posta certificata/non certificata inseriti dalle aziende/intermediari nella domanda.
Alla luce del fatto che, il pagamento degli importi dovuti deve avvenire entro 30 giorni dall’invio della comunicazione dell’esito, decorrenti dall’11 novembre 2021, e tenuto conto che l’11 dicembre 2021 cade di sabato, la scadenza del relativo versamento è differita al 13 dicembre 2021.
Detto pagamento, relativo alle contribuzioni escluse dall’esonero e a quelle dovute a seguito di accoglimento parziale dell’istanza di esonero, potrà essere effettuato, nel rispetto delle condizioni contenute nel “Regolamento di Disciplina delle Rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa”, mediante rateazione. Sul debito regolarizzato con domanda di rateazione presentata entro il 13 dicembre 2021 saranno dovuti i soli interessi di dilazione.
Per la determinazione dell’estratto contributivo che individua le partite a debito da inserire nella domanda di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, il contribuente dovrà indicare l’importo del debito residuo a titolo di contribuzioni omesse o eccedente la misura dell’esonero autorizzato.
Dal 14 dicembre prossimo, sulle somme da versare saranno dovute le sanzioni civili per omissione. La domanda di rateazione presentata a partire dalla medesima data comporterà l’applicazione, oltre alle predette sanzioni, degli interessi di dilazione.

ARTIGIANATO: iscrizioni volontari Fondo San.Arti

Fino al 15/12/2021 sono aperte le iscrizioni al Fondo San.Arti dei volontari per i Familiari dei Lavoratori dipendenti, i Titolari, Soci e Collaboratori delle imprese artigiane e per i loro Familiari.

Si possono iscrivere al Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Lavoratori dell’Artigianato (SAN.ARTI.):
– Familiari dei Lavoratori dipendenti iscritti
– Titolari, Soci e Collaboratori
– Familiari dei Titolari, Soci e Collaboratori iscritti
È obbligatorio iscrivere l’intero nucleo familiare risultante dallo stato di famiglia, in riferimento a questi componenti:
– il coniuge o convivente
– i figli da 0 a 18 anni compiuti.
Non è obbligatorio iscrivere i Familiari già coperti da altro Fondo/Ente di assistenza sanitaria integrativa, Cassa o Assicurazione.
E’ possibile iscrivere i figli fino ai 26 anni compiuti
Possono rinnovare l’iscrizione per il 2022:
– Iscritti nel 2020 e 2021 in modo continuativo
– Iscritti per la prima volta nel 2021.
Se un iscritto non rinnova per il 2022 potrà procedere a una nuova iscrizione al Fondo trascorsi almeno 3 anni da quello dell’ultima iscrizione.
Le prestazioni decorrono, in caso di rinnovo:
– dal 1° gennaio al 31/12/2022 oppure
– dal 1° luglio 2022 dal 30 giugno 2023 secondo l’anzianità d’iscrizione al Fondo.
Per i nuovi iscritti dall’1/7/2022 dal 30/6/2023.
Quota contributiva annua:
– Titolari, Soci e Collaboratori, 295 euro
– Familiari da 0 a 18 anni, 110 euro
– Familiari dai 18 anni compiuti ai 75 anni, 175 euro.

Indennizzabilità Inail in caso di riduzione dell’attitudine al lavoro

Con la sentenza n. 35671/2021 della Corte di Cassazione è stato chiarito che la malattia (o infortunio) denunciata dall’interessato, prima dell’entrata in vigore del D.M. 12 luglio 2000, può dare luogo ad una rendita per inabilità permanente solo in caso di riduzione dell’attitudine al lavoro del richiedente in misura superiore al 10%.

Il caso di specie ha trattato il ricorso presentato dal lavoratore per stabilire in punto di nesso di causalità tra attività lavorativa (banconista) e patologia lamentata (artrosi e varici agli arti inferiori). Il giudice in appello ha accolto la domanda di riconoscimento di tecnopatia condannando l’INAIL al pagamento della rendita in conto capitale, nella misura dell’8 per cento, dei ratei arretrati e degli interessi.
In Cassazione viene presentato ricorso dall’INAIL che viene accolto considerando il fatto che in caso di malattia (o infortunio) denunciata dall’interessato, come nella specie, prima dell’entrata in vigore del D.M. 12 luglio 2000, la stessa deve essere valutata in termini d’incidenza sull’attitudine al lavoro del richiedente, ai sensi dell’art. 74 del d.P.R. n. 1124 del 1965, e può dar luogo ad una rendita per inabilità permanente solo in caso di riduzione di tale attitudine in misura superiore al 10 per cento.
In precedenza, la disciplina relativa alla materia degli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali, stabilita dal D.P.R. n. 1124 del 1965, prevedeva, un indennizzo dei postumi permanenti rappresentati da una riduzione della capacità lavorativa del dipendente oltre la soglia del 10 per cento, secondo quanto stabilito dall’art. 74 del decreto presidenziale citato, superata anche in caso dì aggravamento successivo dipendente dal medesimo infortunio o malattia professionale (D.P.R. n. 1124 del 1965, art. 83, comma 8).

Prestazioni Ebiterbo nel Terziario Bologna

Siglato il 23/11/2021, tra la Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Bologna e la FILCAMS-CGIL Bologna, la FISASCAT-CISL Area Metropolitana Bologna, la UILTUCS Emilia Romagna, il seguente accordo che proroga le prestazioni Ebiterbo per i dipendenti da aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi operanti nell’Area Metropolitana di Bologna.

Con riferimento alle aziende operanti nell’Area Metropolitana di Bologna, che applicano integralmente il CCNL per i dipendenti da aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi del 30/7/2019, ivi compresa la parte obbligatoria, che siano in regola con il versamento dei contributi previsti per l’Ente bilaterale e che abbiano subito oggettivamente gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica, le Parti convengono quanto segue:
– Le prestazioni previste dall’accordo 14/6/2021 possono essere richieste ad EBITERBO per il periodo compreso tra il 1/1/2021 ed il 31/12/2021 nell’ambito delle risorse definite dall’Ente stesso.
– Per la prestazione del contributo per le Misure di rafforzamento della prevenzione Covid-19, le spese relative devono essere sostenute nel periodo compreso tra il Io gennaio ed il 31/12/2021
– Per quanto attiene le prestazioni di cui ai punti A2 (Contributo Straordinario per la Serenità Abitativa) e A3 (Contributo solidaristico) “interventi straordinari per il mantenimento occupazionale e di sostegno al reddito” ogni lavoratore potrà richiedere per l’anno 2021, nella somma delle due prestazioni, un importo massimo totale di euro 2.000,00 (duemila/00).

Sospensione e/o riduzione dell’attività lavorativa conseguente a emergenza epidemiologica

Nelle aziende che non abbiano accesso al FIS o che abbiano esaurito il suo utilizzo e non abbiano diritto ad ammortizzatori sociali ovvero ne abbiano esaurito l’utilizzo, in alternativa alle misure di FSR già previste dalla bilateralità, qualora le misure di contrasto al contagio da coronavirus (COVID- 19) decise dalle autorità, oppure le conseguenze sul piano economico determinate dalla ridotta circolazione dei cittadini e dei turisti, determinino la contrazione dell’attività aziendale con riflessi sulla occupazione, si potrà procedere tramite accordo sindacale alle seguenti prestazioni in alternativa tra loro:
a) Temporanea riduzione dell’orario di lavoro settimanale.
b) Sospensione dell’attività lavorativa.

Contributo Straordinario per la Serenità Abitativa

Considerata l’elevata platea coinvolta dall’emergenza, sono sospese le modalità ordinarie di sostegno al reddito previste per il contributo in oggetto di cui all’accordo territoriale del 27/3/2017 punto 1.2). Le stesse vengono sostituite in base a quanto concordato nel presente accordo straordinario.
Al lavoratore dipendente da azienda aderente ad Ebiterbo, titolare (o co-titolare) di mutuo per il proprio acquisto di prima casa o locatore di un immobile di residenza o in cui è domiciliato quale lavoratore fuorisede con residenza oltre 50 km dal luogo di lavoro, nel caso in cui l’applicazione degli ammortizzatori adottati come misura di contenimento del contagio da COVID-19, compresi quelli emanati in subordine da Ebiterbo determini una sostanziale riduzione dell’orario di lavoro, verrà corrisposto un contributo forfettario mensile, mirato alla serenità abitativa dei lavoratori nei momenti di perdita salariale, nei limiti di spesa stanziata a tale titolo da Ebiterbo, nei valori e nelle condizioni sottostanti.
Tali contributi saranno erogati nella misura massima del 50% della rata del mutuo o dell’affitto, ulteriormente ridotta in riferimento alla propria quota % in caso di co-intestazione dei medesimi contratti.
a) Massimo 150 € mensili per riduzione della retribuzione mensile tra il 40% ed il 60%;
b) Massimo 200 € mensili per riduzione della retribuzione mensile maggiore del 60% e fino all’80%
c) Massimo 250 € mensili per riduzione della retribuzione mensile maggiore del 80% e fino all’100%
Il contributo verrà riproporzionato nel caso di contratto a tempo parziale.
Con il suddetto accordo, la prestazione del Contributo Straordinario per la Serenità Abitativa viene riconosciuto per ulteriori due mesi, per un massimo di 5 mesi complessivi nell’anno 2021.

Contributo Solidaristico

Ai lavoratori dipendenti delle aziende iscritte all’Ente, che abbiano subito una sospensione e/o riduzione dell’attività lavorativa a seguito dell’emergenza epidemiologica nel periodo dall’1/1/2021 e 30/9/2021e che abbiano avuto accesso alle prestazioni per causale COVID 19 di Assegno Ordinario riconosciute dal Fondo di Integrazione Salariale (FIS), CIGO, nonché CIG in deroga, verrà erogato un contributo mensile lordo nei limiti dei seguenti massimali:
– 100.0 euro nel caso di sospensione/ riduzione mensile fino al 33%
– 200.0 euro nel caso di sospensione/ riduzione mensile maggiore del 33% e fino al 66%
– 300.0 euro in caso di sospensione/riduzione mensile oltre il 66%
Il contributo sarà erogato nei limiti della retribuzione effettivamente persa nel rispetto dei massimali sopra indicati.
Con il suddetto accordo, la prestazione del Contributo Solidaristico viene riconosciuta per ulteriori due mesi, per un massimo di 6 mesi complessivi nell’anno 2021

Assistenza genitoriale al figlio minore

Ai lavoratori assoggettati alla prestazione lavorativa ovvero che non abbiano in atto sospensioni dell’attività lavorative dovute ad applicazioni di ammortizzatori sociali, che hanno la necessità di assentarsi dal lavoro, richiedendo al proprio datore di lavoro un’aspettativa/congedo non retribuito, per occuparsi del figlio minore naturale/affidato/adottato di età non superiore ai 14 anni compiuti nell’anno in corso, a seguito di eventuale chiusura straordinaria delle scuole e/o di singoli plessi scolastici di ogni ordine e grado e che non abbiano residui di ferie e permessi retribuiti maturati e residui al 31/12/2020, verrà erogato un contributo pari al 50% della normale retribuzione (art. 206 CCNL TDS) lorda persa per un periodo massimo pari a 30 giorni lavorativi.
Potranno accedere a tale prestazione i lavoratori che si troveranno nelle seguenti condizioni:
1) genitore di figlio di età fino a 14 anni, che abbia terminato il periodo di congedo straordinario indennizzato dall’INPS di cui al decreto del 13/3/2021 n. 30 o di provvedimenti successivi, e abbia necessità di un ulteriore periodo di astensione per cura del figlio fruendo quindi di permessi non retribuiti;
2) genitore di figlio di età fino a 14 anni che non abbia avuto accesso al congedo straordinario indennizzato dall’INPS di cui al decreto del 13/3/2021, n. 30, nel periodo dal 1 gennaio al 12 marzo, per effetto della determinazione prevista dalla circolare INPS del 14/4/2021, n. 63, la quale consente la conversione per tale periodo dei soli periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale, non autorizzando, pertanto, la conversione di eventuali aspettative non retribuite e/o permessi non retribuiti, a copertura dell’astensione dalla prestazione lavorativa per occuparsi del figlio.
Tale importo sarà di norma corrisposto tramite azienda ai lavoratori.

Il contributo di cui al presente articolo non potrà essere cumulato con eventuale richiesta, per il medesimo periodo, di contributo per iscrizione ai centri estivi.

Con il suddetto accordo, le prestazioni relative ai congedi non retribuiti per assistenza genitoriale ai figli minori, sono fruibili fino al 31/12/2021.

INPS: divieto di licenziamento e di accesso alla prestazione NASpI

L’Inps riepiloga le istruzioni in materia di proroga del divieto di licenziamento e di accesso alla prestazione NASpI, nell’ipotesi di adesione del lavoratore a un accordo collettivo aziendale avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Come noto, le preclusioni e le sospensioni in materia di licenziamenti collettivi e di licenziamento per giustificato motivo oggettivo non si applicano nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale – stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale – avente ad oggetto un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono a detto accordo, operando quindi di fatto una risoluzione consensuale. I lavoratori che aderiscono a tale tipologia di accordo collettivo aziendale, laddove ricorrano gli altri presupposti di legge, possono comunque accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI.
L’accesso alla prestazione NASpI per i lavoratori che aderiscono agli accordi collettivi aziendali in argomento è ammessa fino al termine della vigenza delle disposizioni che impongono il divieto dei licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo.
Il decreto Sostegni ha disposto fino alla data del 30 giugno 2021 la proroga del divieto di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo e la possibilità per i datori di lavoro di ricorrere alla risoluzione dei rapporti di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo.
La proroga del divieto di procedere a licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo, oltre la data del 30 giugno 2021, è al momento legislativamente per le seguenti casistiche e fino alla data per ciascuna riportata:
– fino alla data del 31 ottobre 2021 per i datori di lavoro privati che, avendo presentato domanda, sono autorizzati per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga, nonché le aziende che, avendo presentato domanda, sono autorizzate al trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA);
– al massimo fino alla data del 31 dicembre 2021:
1) per i datori di lavoro privati che avendo presentato domanda, sono autorizzati ai trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione salariale in deroga;
2) per i datori di lavoro delle industrie tessili, delle confezioni di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia, e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili, identificati, secondo la classificazione delle attività economiche ATECO2007, con i codici 13, 14 e 15, che, avendo presentato domanda, sono autorizzati al trattamento CIGO COVID;
3) per le imprese con un numero di lavoratori dipendenti non inferiore a mille che gestiscono almeno uno stabilimento industriale di interesse strategico nazionale che, avendo presentato domanda, sono autorizzate al trattamento ordinario di integrazione salariale COVID per una durata massima di ulteriori 13 settimane fruibili fino al 31 dicembre 2021;
4) per i datori di lavoro privati che, a decorrere dalla data del 1° luglio 2021, sono autorizzati – previa domanda – ai trattamenti di integrazione salariale ordinaria o straordinaria, beneficiando dell’esonero dal pagamento del contributo addizionale;
5) per i datori di lavoro che, avendo presentato domanda sono autorizzati al trattamento straordinario di integrazione salariale in deroga per un massimo di 13 settimane dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021;
6) per i datori di lavoro privati dei settori del turismo e degli stabilimenti termali e del commercio, nonché del settore creativo, culturale e dello spettacolo che beneficiano dell’esonero.
In ragione delle disposizioni normative citate, l’Inps precisa che per i lavoratori dipendenti di datori di lavoro per i quali il divieto di licenziamento non è stato prorogato oltre la data del 30 giugno 2021, l’accesso alla NASpI per risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di adesione ad accordi collettivi aziendali è ammesso esclusivamente nelle ipotesi in cui l’adesione del lavoratore all’accordo collettivo sia intervenuta entro e non oltre il termine 30 giugno 2021, data entro la quale la risoluzione del rapporto di lavoro deve aver prodotto i suoi effetti.
Pertanto, per i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di adesione a un accordo collettivo aziendale, con decorrenza successiva al 30 giugno 2021, la possibilità di accedere alla prestazione NASpI è ammessa esclusivamente se detta cessazione è intervenuta con un datore di lavoro per il quale è ancora vigente, nei termini come sopra specificati, il divieto di licenziamento.

Nelle ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro intervenuta con decorrenza successiva al 30 giugno 2021 e con un datore di lavoro per il quale il divieto di licenziamento è venuto meno dalla data del 1° luglio 2021, l’accesso alla prestazione NASpI è ammessa secondo le ipotesi ordinarie di cessazione del rapporto di lavoro:
– licenziamento;
– scadenza del contratto a tempo determinato;
– dimissioni per giusta causa;
– dimissioni durante il periodo tutelato di maternità;
– risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione;
– licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione;
– risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

Cassazione: indennità di trasferta e rimborsi chilometrici

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 30 novembre 2021, n. 37591, si è pronunciata in riferimento alle indennità di trasferta e ai rimborsi chilometrici risultanti da buste paga del personale impiegato presso varie case di cura e di riposo, in esecuzione del contratto di appalto per lo svolgimento di assistenza infermieristica.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado che aveva condannato la cooperativa ricorrente al pagamento a titolo di contributi omessi e sanzioni nel periodo 2008-2012, in riferimento a indennità di trasferta e rimborsi chilometrici risultanti da buste paga del personale impiegato presso varie case di cura e di riposo, in esecuzione del contratto di appalto per lo svolgimento di assistenza infermieristica.
La Corte territoriale ha ritenuto dimostrato il credito contributivo sulla base delle risultanze del complesso materiale probatorio acquisito (escussioni testimoniali, acquisizione delle dichiarazioni rese dai lavoratori agli ispettori, deposizione testimoniale resa in altro giudizio, tra le medesime parti, in riferimento a precedente periodo contributivo), ritenendo irrilevante la mancata escussione di ulteriori lavoratori pur interessati dal recupero contributivo nonché, per altro verso, escludendo rilievo alle risultanze documentali prodotte in corso di causa, e non rinvenute dagli ispettori nel corso degli accertamenti ispettivi, recanti, per alcuni lavoratori, richieste di rimborsi chilometrici incompatibili con il tenore delle dichiarazioni raccolte.
In definitiva, la Corte territoriale ha ritenuto le richieste mensili prodotte in giudizio, di autorizzazione ad effettuare le trasferte, non corrispondenti alle reali modalità attuative dei rapporti di lavoro e, come tali, non veritiere e, del pari, ha dichiarato inammissibile la domanda subordinata volta all’applicazione del regime contributive previsto per i trasfertisti, in difetto di allegazione, fin dal ricorso introduttivo, dei relativi presupposti di fatto.
Avverso tale sentenza la cooperativa ricorre per Cassazione.

La Suprema Corte rigetta il ricorso, ribadendo che la Corte territoriale ha valutato – in modo corretto e logicamente ineccepibile – il quadro probatorio emerso all’esito di una ampia e complessa istruttoria e, con prova induttiva – logica e legittima – ha ritenuto non necessaria l’escussione testimoniali di tutti i numerosi lavoratori asseritamente beneficiari delle indennità di trasferta e dei rimborsi chilometrici, per essere emerso, sulla base di univoche risultanze documentali e testimoniali, che tutti i lavoratori implicati dall’accertamento ispettivo e dall’azione di accertamento negativo esperita dalla società, compresi quelli non escussi, svolgevano l’attività nella sede principale dell’azienda e non si spostavano in altre unità produttive.
Tale conclusione ha confermato quanto già emergente dal verbale ispettivo, redatto conformemente alle regole e rilevante sul piano probatorio benché il datore di lavoro, pur avendone la possibilità, non abbia direttamente partecipato o assistito all’attività ispettiva.
Per il resto, le censure svolte sollecitano un nuovo riesame del merito, insindacabile in questa sede, ovvero richiedono, inammissibilmente, un diverso apprezzamento delle risultanze istruttorie, oltre a risultare carenti, sul piano della specificità dei motivi di gravame, per essere rimasta non attinta, da adeguate e specifiche censure, la statuizione di rigetto della domanda subordinata (l’applicabilità del regime contributivo per i trasfertisti ex art. 48 TUIR n.917 del 1986) per avversare la quale la parte ricorrente avrebbe dovuto dimostrare la tempestiva e puntuale allegazione e deduzione, fin dal ricorso introduttivo, degli specifici presupposti di fatto.

Turismo : Emissione MAV di dicembre al Fondo Fast

  ll Fondo di assistenza sanitaria integrativa FAST per il settore Turismo fornisce comunicazione sull’emissione dei MAV del mese di dicembre

Il Fondo di assistenza sanitaria integrativa Fast è il fondo per i dipendenti da aziende del settore turismo al quale devono essere iscritti i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato, inclusi gli apprendisti.
Il suddetto Fondo comunica alle aziende che la prossima la prossima emissione dei MAV avverrà il 17 dicembre 2021 e riguarderà i MAV richiesti entro il 15 dicembre. I relativi pagamenti dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2021.
Le emissioni previste per l’intero 2022 sono:
– 21 gennaio (richieste entro il 18);
– 18 febbraio (richieste entro il 15);
– 25 marzo (richieste entro il 22);
– 22 aprile (richieste entro il 19);

– 20 maggio (richieste entro il 17);
– 17 giugno (richieste entro il 14);
– 15 luglio (richieste entro il 12);
– 11 agosto (richieste entro l’8);
– 16 settembre (richieste entro il 13);
– 21 ottobre (richieste entro il 18);
– 18 novembre (richieste entro il 15);
– 16 dicembre (richieste entro il 13).
Le precedenti emissioni sono avvenute il 19 novembre, 22 ottobre, il 19 settembre; il 6 agosto; il 16 luglio; il 18 giugno; il 21 maggio; il 23 aprile; il 19 marzo; il 18 febbraio; il 21 gennaio.