Benvenuti in Studio ELPAG STP Srl - Elaborazione Paghe e Consulenza del Lavoro

Tariffa per le prestazioni di sorveglianza sanitaria eccezionale rese dall’Inail: adottato il decreto

E’ pari a 50,85 euro l’importo unitario per singola prestazione di sorveglianza sanitaria eccezionale effettuata dall’Inail in favore dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio da Covid-19. A stabilirlo è il decreto del Ministro del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, adottato il 23 luglio scorso, il quale disciplina l’ambito di applicazione e il versamento della tariffa. L’importo è versato all’Istituto dai datori di lavoro che richiedono l’effettuazione della sorveglianza sanitaria eccezionale, come previsto dall’art. 83, DL n. 34/2020. A partire dal 1° luglio 2020, la richiesta di prestazione può essere inoltrata attraverso l’apposito servizio online, attivo sul portale dell’Inail (Comunicato Inail 4 agosto 2020).

L’articolo 83 del DL Rilancio prevede che i datori di lavoro pubblici e privati assicurino la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti al rischio, in ragione dell’età, della condizione da immunodepressione e di una pregressa infezione da Covid-19 ovvero da altre patologie che determinano particolari situazioni di fragilità del lavoratore. L’attività di sorveglianza sanitaria eccezionale si sostanzia nella pratica in una visita medica sui lavoratori inquadrabili come “fragili” ovvero sui lavoratori che, per condizioni derivanti da immunodeficienze da malattie croniche, da patologie oncologiche con immunodepressione anche correlata a terapie salvavita in corso o da più co-morbilità, valutate anche in relazione dell’età, ritengano di rientrare in tale condizione di fragilità.
Per i datori di lavoro che non sono tenuti, ai sensi dell’art. 18, co. 1 lett. a), d.lgs. 81/2008, alla nomina di un medico competente, fermo restando la possibilità di nominarne uno per la durata dello stato di emergenza, la sorveglianza eccezionale può essere richiesta ai servizi territoriali dell’Inail che vi provvedono con i propri medici del lavoro.
L’applicativo informatico, disponibile online, costituisce l’unico strumento consentito per l’invio delle richieste di visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale. Il suo utilizzo è consentito ai datori di lavoro in possesso delle credenziali Inail per l’accesso ai servizi on line.
Gli utenti non registrati possono acquisire le credenziali tramite Spid, Inps, Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure utilizzando l’apposito modulo che può essere inoltrato attraverso i servizi online o consegnato presso le sedi territoriali dell’Istituto. Possono accedere anche i soggetti delegati dal datore di lavoro, allegando il modulo reperibile sul portale istituzionale, nella sezione dedicata del portale “Moduli e modelli”.
Una volta inoltrata la richiesta dal datore di lavoro o da un suo delegato, viene individuato il medico della sede territoriale più vicina al domicilio del lavoratore.
All’esito della visita medica per sorveglianza sanitaria eccezionale, è espresso un parere conclusivo riferito esclusivamente alla possibilità per il lavoratore di riprendere l’attività lavorativa in presenza nonché alle eventuali misure preventive aggiuntive o alle modalità organizzative atte a garantire il contenimento del contagio. Successivamente all’invio del parere conclusivo, il datore di lavoro riceve una comunicazione con l’avviso di emissione della relativa fattura in esenzione da iva per il pagamento della prestazione effettuata.
La tariffa dovuta all’Inail per singola prestazione effettuata – come accennato in apertura – è fissata in € 50,85 con decreto interministeriale del 23 luglio 2020, pubblicato sul sito del Ministero del lavoro all’indirizzo www.lavoro.gov.it

Nuovo Regolamento E.B.M. Salute per i lavoratori Metalmeccanici PMI

 

 

Modificato il Regolamento delle prestazioni E.B.M. in vigore dal 01/09/2020 per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate ad UNIONMECCANICA.

Al fine di una più equa ridistribuzione delle risorse e consentire così l’accesso alle prestazioni ad una sempre più ampia platea di aziende, lavoratrici e lavoratori, è stata necessaria la revisione di alcune prestazioni, di seguito elencate:
– CARENZA PER MALATTIA: 105 euro Entro 3 mesi dal verificarsi dell’evento di carenza 1 prestazione ogni 10 dipendenti in forza;
– MALATTIA CONTINUATIVA: 250 euro al mese per un massimo di 6 mesi;
– NASCITA O ADOZIONE FIGLIO: 200 euro Entro 6 mesi dalla data di nascita o dalla data di avvenuta adozione.

– PERMESSI Ex L.104/1992 PER ASSISTENZA AI FIGLI E AI GENITORI NON AUTOSUFFICIENTI: 200 euro una tantum solo per figli o genitori e  richiedibile una sola volta (no anni successivi);
– PRESTAZIONE INAIL è stata eliminata;
– ISCRIZIONE FIGLI DEI LAVORATORI ALL’ASILO NIDO E NON PIU SCUOLA MATERNA: 200 euro per anno civile (1/1 – 31/12);
– SPESE PER I FIGLI DI LAVORATORI ISCRITTI ALLE SCUOLE MEDIE INFERIORI eliminate ;
– SPESE PER I FIGLI DEI LAVORATORI ISCRITTI ALLE SCUOLE MEDIE SUPERIORI: 120 euro per anno scolastico;
– ISCRIZIONE DEI LAVORATORI O DEI PROPRI FIGLI ALL’UNIVERSITÀ: 200 euro per anno accademico. Per i lavoratori o i propri figli, assegnatari delle Borse diStudio di EBM, non sarà possibile richiedere il sussidio perl’A.A. successivo a auello del relativo Bando delle Borse diStudio.

Regolamentazione premio e ferie per i dipendenti delle Poste Italiane

Sottoscritti due accordi per i dipendenti delle Poste Italiane per la regolamentazione delle ferie e del premio di risultato

Vengono individuati gli importi unitari lordi del Premio di Risultato per l’anno 2020, distinti per livelli retributivi, secondo la suddivisione del personale Staff/Produzione e tali importi costituiscono, ad ogni effetto di legge e di contratto, retribuzione variabile correlata ad incrementi di Produttività, Qualità e Redditività aziendale.
Il Premio di Risultato prevede un pagamento del 80%, con successiva interpolazione lineare fino al 100%, al raggiungimento del valore soglia e fino al valore target dell’EBIT del Gruppo Poste Italiane; al raggiungimento del valore EBIT overperformance è previsto il pagamento del Premio di Risultato in misura pari al 105% degli importi unitari  che seguono . Il Premio non concorre alla determinazione del trattamento di fine rapporto e non concorre a formare retribuzione utile per il calcolo delle maggiorazioni per lavoro notturno, straordinario e festivo con o senza riposo compensativo, né per altri istituti retributivi indiretti o differiti.
Il Premio, per il corrente anno, verrà determinato ed erogato nei confronti del personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato, che risulti in forza alla data del 31/12/2020 e avverrà con le competenze del mese di giugno 2021
Il dipendente potrà destinare – attraverso la piattaforma Welfare dedicata  una percentuale dallo stesso indicata, fino ad un massimo del 100%, dell’importo lordo spettante per l’anno 2020 e la quota di P.d.R. convertita in Welfare non concorrerà alla formazione del reddito e sarà, pertanto, escluso dall’imposizione fiscale e contributiva.

LIVELLI

Importo P.d.R. 2020

 Personale di Staff

Importo P.d.R. 2020

Personale di Produzione

Al 1.690 1.785
A2 1.607 1.697
B 1.767 1.867
C 1.766 1.866
D 1.759 1.859
E 1.796 1.898

In merito alle ferie, inoltre, si  stablisce che il periodo di ferie è programmato dalla Società, tenendo conto delle eventuali richieste del lavoratore, compatibilmente con le esigenze di servizio e, con riferimento alle funzioni di staff- periodi di chiusura collettiva in coincidenza del ferragosto e delle festività natalizie da realizzarsi attraverso l’utilizzo di ferie contrattuali.
Le Parti -confermando la propria condivisione del principio della fruizione dell’intero periodo di ferie entro il relativo anno di maturazione- convengono che relativamente alle ferie di competenza 2020, per le strutture di Staff vengano individuati per l’anno in corso i seguenti periodi di “ferie collettive”:
– dal 10 al 23 agosto 2020 (10 giorni lavorativi)
– il 7 dicembre -4 o 9 dicembre per le sedi di Milano, Melzo e Gorgonzola- (1 giorno lavorativo)
– dal 28 al 31 dicembre 2020 (4 gg. lavorativi).
Inoltre, chi non ha usufruito nel periodo da gennaio a luglio 2020 di almeno 5 giorni di ferie di spettanza del corrente anno, dovrà godere di ulteriori 5 giorni lavorativi di ferie nel periodo intercorrente dal 1 agosto al 6 settembre 2020 (ovvero del numero di giorni occorrente al raggiungimento del suddetto quantitativo).
Per i periodi sopra precisati, esclusivamente a causa di esigenze organizzative e produttive, le singole Funzioni aziendali interessate -coordinandosi con le competenti strutture RUO/RUA- potranno predisporre presidi minimi indispensabili, a seconda delle specificità professionali. Ai fini dell’individuazione delle risorse coinvolte dai presidi minimi, si procederà preliminarmente in base alle adesioni volontarie, secondo ordinari crit

Soppressione FONDINPS: procedura di liquidazione e subentro Fondo COMETA

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 190/2020, il Decreto 31 marzo 2020 del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, adottato ai sensi dell’art. 1, co. 173, della L. n. 205/2017 che dispone la soppressione della forma pensionistica complementare residuale istituita presso l’INPS di cui all’articolo 9 del Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (FONDINPS). Il Fondo COMETA è la forma pensionistica cui affluiscono le quote di TFR dei nuovi iscritti taciti.

Il Decreto 31 marzo 2020 disciplina la procedura di liquidazione della forma pensionistica complementare residuale istituita presso l’INPS e la nomina del Commissario liquidatore.

Nuovi iscritti taciti
A decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto, FONDINPS è chiusa alle nuove adesioni.
Le quote di TFR maturando dei nuovi iscritti taciti, ai sensi dell’articolo 8, comma 7, lettera b), numero 3), del decreto legislativo n. 252 del 2005, affluiscono alla forma pensionistica complementare denominata «Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori dell’industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini» in forma abbreviata «COMETA», iscritta al n. 61 dell’Albo dei fondi pensione tenuto dalla COVIP.
La posizione individuale dei nuovi iscritti taciti, costituita presso il Fondo COMETA, può essere trasferita, su richiesta di questi ultimi, ad un’altra forma pensionistica complementare dopo che sia trascorso almeno un anno dall’adesione.

Soggetti già iscritti a FONDINPS
Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in commento, il Commissario liquidatore di FONDINPS adotta, d’intesa con il Fondo COMETA, un apposito piano di attività per il passaggio a quest’ultimo Fondo delle posizioni individuali dei soggetti che risultano già iscritti a FONDINPS alla data di chiusura del Fondo alle nuove adesioni, per definire le tempistiche per la trasmissione delle anagrafiche inerenti ai datori di lavoro e agli iscritti; le tempistiche e le modalità per il trasferimento delle posizioni individuali degli iscritti e per la destinazione dei nuovi flussi contributivi relativi ai medesimi soggetti; le informative da attivarsi nei riguardi dei datori di lavoro e degli iscritti; i flussi informativi finalizzati ad assicurare la corretta operatività, senza soluzione di continuità, tra le due forme pensionistiche complementari; il termine per il completamento delle attività indicate nel piano, che non può essere superiore a sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto.
Tale piano di attività è poi trasmesso con immediatezza alla COVIP prima che inizi la sua attuazione.
Ai soggetti già iscritti a FONDINPS e trasferiti al Fondo COMETA è riconosciuto il diritto di trasferimento della posizione individuale ad altra forma pensionistica complementare da esercitarsi, in assenza di oneri, entro i sei mesi successivi alla ricezione di entrambe le informative.

Tutela
Al fine di assicurare un’adeguata tutela dei soggetti già iscritti a FONDINPS, nonché la piena conoscenza dei meccanismi di funzionamento del Fondo COMETA e dei diritti e degli obblighi connessi all’adesione allo stesso, in sede di trasferimento delle relative posizioni individuali al Fondo COMETA trovano applicazione le seguenti disposizioni:
– le posizioni in essere sono trasferite in un comparto che presenti le caratteristiche di cui all’articolo 8, comma 9, del decreto legislativo n. 252 del 2005;
– è fornita un’informativa ai datori di lavoro e agli iscritti a FONDINPS che contempli una sintetica descrizione delle disposizioni che hanno determinato la chiusura di FONDINPS e che fornisca gli elementi identificativi del Fondo COMETA;
– agli iscritti è comunicato il comparto di destinazione delle posizioni individuali e dei flussi contributivi futuri, unitamente a una descrizione delle relative caratteristiche;
– sono messi a disposizione degli iscritti i documenti e le informazioni previste dalle disposizioni COVIP relativamente alle adesioni che conseguono al conferimento tacito del TFR. 

Ulteriori disposizioni
Una volta completate le attività indicate nel piano di cui sopra, è trasferito al Fondo COMETA l’eventuale attivo residuo e il Fondo COMETA succede negli eventuali rapporti passivi ancora in essere, nonché la forma pensionistica FONDINPS è cancellata dall’Albo dei fondi pensione tenuto dalla COVIP. 

Contributo addizionale NASpI: preciszioni sulle fattispecie contrattuali a termine escluse

SI forniscono precisazioni sui contratti di lavoro a termine esclusi dall’obbligo di versamento del contributo addizionale di finanziamento NASpI.

Per le fattispecie di lavoro stagionale l’esclusione dall’obbligo di versamento del contributo addizionale NASpI è prevista: per i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali (D.P.R. 1525/1963); limitatamente ai periodi contributivi maturati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015, per i lavoratori assunti a tempo determinato nell’ambito delle attività stagionali definite tali dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati, entro il 31 dicembre 2011, dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative.
Dal 1° gennaio 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento delle attività stagionali non ricomprese dall’elenco di cui al citato D.P.R., sebbene definite “stagionali” dalla contrattazione collettiva, sono stati assoggettati al contributo addizionale NASpI. Per tali fattispecie, nei casi di rinnovo decorrenti dal 14 luglio 2018, trova applicazione anche l’incremento del contributo addizionale NASpI.
Dal 1° gennaio 2020, l’esonero dal versamento del contributo addizionale NASpI si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato per lo svolgimento delle attività definite stagionali dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali, nel territorio della provincia di Bolzano.
Dal 1° gennaio 2020, i contratti di lavoro subordinato stipulati dalle imprese fornitrici di lavoro portuale temporaneo sono esonerati dal contributo addizionale NaspI. L’obbligo di versamento del contributo addizionale NASpI debba essere escluso anche per i lavoratori assunti con contratto a termine per la fornitura di lavoro portuale dalle società o cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie portuali previste dall’articolo 21, comma 1, lett. b), della legge n. 84/1994, trattandosi di fattispecie analoga.
È espressamente escluso dall’applicazione dell’incremento del contributo addizionale NASpI ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato relativi alle assunzioni di lavoratori adibiti a svolgere attività di insegnamento, di ricerca scientifica o ecnologica, di trasferimento di know-how e di supporto, di assistenza tecnica o coordinamento all’innovazione, stipulati da: università private, incluse le filiazioni di università straniere; istituti pubblici di ricerca; società pubbliche che promuovono la ricerca e l’innovazione; enti privati di ricerca.
Tali fattispecie, quindi, rimangono soggette al contributo di finanziamento NASpI, compreso il contributo addizionale dovuto per i lavoratori a tempo determinato, ma non all’aumento del contributo addizionale con riferimento ai rinnovi dei contratti di lavoro a tempo determinato di lavoratori assegnati a svolgere le attività suddette.

Nuovo Protocollo di Sicurezza anticontagio per i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate

Sottoscritto l’accordo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti dellAgenzia delle Entrate in ordine all’emergenza sanitaria “Covid-19” per lo svolgimento delle attività lavorative esterne.

L’accordo ha introdotto importanti misure di prevenzione dai rischi da contagio COVID-19, promuovendo modalità di comunicazione, confronto e contrattazione con le rappresentanze sindacali al fine di valorizzare e consolidare un percorso decisionale partecipato.
A tal fine, ciascun Datore di lavoro dovrà procedere, sull’accordo odierno e quelli che saranno sottoscritti in sede locale, mediante il coinvolgimento delle RSU e delle OO.SS. territorialmente competenti, alla redazione di un Protocollo di sicurezza -con la collaborazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, del Medico Competente, dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza- nel quale dovranno essere chiaramente indicate le misure di prevenzione e protezione individuate, esplicitando ogni necessaria informazione ai lavoratori coinvolti nella visita e riportando anche le procedure operative e gestionali da seguire.
Tra le condizioni e le misure di prevenzione e sicurezza “minime” e obbligatorie alle quali il Datore di Lavoro dovrà adottare c’è che la classificazione del rischio contagio preventivabile avverrà sulla base del documento tecnico INAIL e prevede l’esonero dall’effettuare le attività esterne che siano classificabili quale rischio superiore a quello “basso”.
Ad ulteriore garanzia per il dipendente viene prevista la possibilità, nel caso in cui nel corso dell’attività esterna il dipendente rilevi ipotesi di rischi non preventivamente conosciuti o superiori a quelli individuati e preventivati nel protocollo di sicurezza specifico, di darne comunicazione al datore di lavoro che disporrà l’immediata sospensione dell’attività esterna per riferire al medico competente, al responsabile del servizio di protezione e sicurezza ed agli RLS, al fine di valutare o meno una sua eventuale ripresa,
Il personale che svolge le attività esterne potrà essere sottoposto volontariamente e su sua richiesta a test sierologici e/o tamponi – con costi a carico dell’Agenzia – a seguito di una valutazione della specifica attività, del contesto di svolgimento, della situazione epidemiologica locale nonché delle indicazioni eventualmente fornite dalle autorità sanitarie competenti per territorio. Detta valutazione sarà compito del medico competente e del Servizio di Prevenzione e Protezione, fermo restante il potere decisionale del Datore di Lavoro.
A sua volta, la contrattazione integrativa di sede territoriale procederà all’avvio delle trattative finalizzate alla definizione dei criteri di adeguamento presso la sede di quanto definito dal presente accordo. Alle RSU e OOSS territoriali dovrà essere fornito preventivamente il piano dei controlli esterni da eseguire (natura, quantità, tipologia di controllo).

Pagamento indennità maternità/paternità ai lavoratori autonomi beneficiari della sospensione contributi

Con messaggio n. 3030/2020, l’Inps fornisce indicazioni e chiarimenti in merito alla trattazione delle richieste di congedo di maternità/paternità da parte dei lavoratori e delle lavoratrici autonome che beneficiano del periodo di sospensione dell’obbligo di versamento contributivo disposto con i decreti-legge n. 9/2020, n. 18/2020, n. 23/2020 e n. 34/2020, adottati per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Sebbene in assenza del regolare versamento dei contributi dovuti nel periodo indennizzabile di maternità la tutela della maternità/paternità non possa essere riconosciuta al richiedente, considerata l’eccezionale situazione emergenziale e il conseguenziale effetto negativo sul tessuto economico nazionale, si ritiene opportuno provvedere alla liquidazione delle relative indennità, salvo poi effettuare un successivo controllo del regolare versamento dei contributi dovuti al termine del periodo di sospensione. A tal fine, la/il richiedente dovrà produrre una dichiarazione di responsabilità con la quale attesti di essere in possesso dei requisiti per fruire della sospensione contributiva ai sensi della normativa vigente.
Al termine dei periodi di sospensione, i beneficiari delle predette indennità di maternità/paternità dovranno provvedere alla regolarizzazione della propria posizione contributiva. In caso contrario le Strutture territorialmente competenti si attiveranno per il recupero degli importi indebitamente erogati.
L’applicazione “Gestione Maternità”, disponibile sulla Intranet nell’Area “Prestazioni a sostegno del reddito”, prevede la possibilità di indicare la presenza di contribuzione per il periodo di congedo di maternità per i lavoratori autonomi.
Per accogliere la pratica di congedo di maternità per gli Artigiani e i Commercianti che beneficiano del periodo di sospensione dell’obbligo di versamento contributivo, l’operatore della Struttura territoriale competente deve indicare “SI” nell’apposito campo.
Per una verifica a posteriori della regolarizzazione potrà essere utilizzata la voce di menu “Liste a richiesta – Pratiche per stato” inserendo il periodo di interesse nel pannello di Ricerca avanzata.
Le indicazioni sopra fornite non si applicano ai lavoratori autonomi agricoli, in quanto i decreti-legge sopra citati non afferiscono alle scadenze legali ordinarie dei versamenti di tale tipologia di lavoratori.

Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione separata

Dal 3 agosto 2020, sono introdotte le nuove funzionalità per comunicazioni specifiche di componenti di studi associati, per la presentazione di domande di rimborso e per consentire l’aggiornamento dei contatti.

I soggetti che producono reddito da lavoro autonomo possono esercitare l’attività di arte e professione anche in forma associata; nella domanda di prima iscrizione come professionista, il soggetto, componente di studio associato o società semplice, specifica il proprio status di componente dell’associazione tra professionisti o della società semplice e indica il relativo codice fiscale. In alcuni casi, però, si può verificare che la partecipazione a un’associazione tra professionisti o società semplice intervenga dopo l’istanza di iscrizione alla Gestione separata effettuata dal contribuente.
Al fine di avere un puntuale aggiornamento di questi eventi è stata rilasciata una funzione nella quale è possibile inserire: la partita IVA dell’associazione tra professionisti o società semplice; la data di inizio della partecipazione nell’associazione tra professionisti o nella società semplice; la data di fine partecipazione nell’associazione tra professionisti o nella società semplice.
Alla funzionalità si accede dalla voce di menu “Partecipazione studio associato”, utilizzando il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata ” > “Partecipazione a studio associato”; cliccando sull’apposita voce, compare una schermata nella quale inserire la partita IVA dello studio associato o della società semplice; saranno visualizzate, se presenti, le partecipazioni del soggetto a uno o più studi associati o società semplici, con l’indicazione degli intervalli temporali (“Data Inizio” e “Data Fine”). Inserendo la data fine, la partecipazione allo studio associato o alla società semplice corrispondente risulterà chiusa. La nuova funzione permette, anche ai fini del DURC, l’aggiornamento della posizione anagrafica e, di conseguenza, l’aggiornamento della posizione assicurativa.
All’interno del menu “Domande telematizzate”, presente nel Cassetto previdenziale, è stata inserita una nuova funzione, denominata “Domande di rimborso”, che consente l’invio di una domanda di rimborso. La nuova funzione sostituisce la precedente modalità di trasmissione delle istanze di rimborso presente tra i servizi web per il cittadino. La funzione permette: l’inserimento automatico dell’istanza di rimborso tra le domande da lavorare da parte delle Strutture territorialmente competenti; la verifica puntuale dello stato dell’iter del rimborso.
È possibile accedere alla funzione mediante la voce di menu “Domande di rimborso”, utilizzando il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata” > “Domande Telematizzate” > “Domande di rimborso”. Il professionista, all’interno della domanda, deve indicare: l’anno di rimborso, ossia l’anno di imposta in cui è maturato il credito a disposizione (visualizzabile dalla funzione “situazione riepilogativa”); la motivazione del rimborso (ad esempio, eccedenza di massimale oppure errato versamento, ecc.); l’indirizzo PEC; il codice IBAN, tale informazione è obbligatoria in quanto non è possibile rimborsare con assegno domiciliato; l’importo del rimborso, (l’importo disponibile può essere verificato dalla funzione “situazione riepilogativa”).
Terminato l’inserimento dei dati, è necessario acquisire la domanda mediante il pulsante “Acquisisci”; solo dopo aver effettuato l’acquisizione, la procedura genera il numero di protocollo dell’istanza. L’Inps specifica che, deve essere presentata una distinta domanda di rimborso per ogni anno di imposta, essendo necessario effettuare specifici controlli.
Quanto alla funzionalità “PEC e Contatti” consente al professionista o all’intermediario di aggiornare i contatti.
Alla funzionalità “PEC e Contatti” è possibile accedere dalla voce di menu “Anagrafica Soggetto”, mediante il seguente percorso: “Cassetto previdenziale per i liberi professionisti della Gestione Separata” > “Anagrafica Soggetto”.
Dal menu, selezionando la voce “Anagrafica Soggetto”, vengono visualizzate informazioni di dettaglio relative al soggetto e, mediante il tasto “Modifica”, la procedura restituisce una maschera che consente di inserire o modificare i dati presenti.

Proroga dello stato di emergenza: lavoro agile e procedura semplificata

Il Decreto legge 30 luglio 2020, n. 83 prevede la proroga dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. Pertanto le modalità di comunicazione del lavoro agile sono quelle previste dall’articolo 90, comma 3 del DL 19 maggio 2020, n. 34 convertito nella Legge n. 77 del 17 luglio 2020 utilizzando i modelli semplificati già in uso, resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Faq Ministero del lavoro 31 luglio 2020).

Il decreto legge n. 83/2020 proroga, dal 31 luglio al 15 ottobre 2020, le disposizioni di cui ai decreti legge nn. 19 e 33 del 2020 che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia. Il decreto, inoltre, interviene per la proroga dei termini di talune specifiche misure, tra le quali quelle in tema di lavoro agile.
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, quindi, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agileanche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativiprevisti dalla normativa vigente. Tale diritto è riconosciuto a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore e che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Per il medesimo periodo, il diritto in questione è riconosciuto anche ai lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio Covid-19 in ragione dell’età, o della condizione di immunodepressione, o dell’esito di patologie oncologiche, o dello svolgimento di terapie salvavita o comunque di una comorbilità accertata dal medico competente che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. Anche in tale caso, il diritto opera a condizione che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (articolo 90, co. 1, DL n. 34/2020 convertito con modificazioni nella Legge n. 77/2020).
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19 (ai sensi dell’articolo 39, DL. 17 marzo 2020 n. 18 conv. con modif. in legge 24 aprile 2020, n. 27) i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, co. 3, L. n. 104/1992 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3 cit., hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.
La prestazione lavorativa in modalità agile può attuarsi anche attraverso l’uso di strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non siano forniti dal datore di lavoro.
Oltre a quanto sopra, la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre 2020 – come accennato in apertura – comporta la possibilità di continuare ad effettuare lo smart working in modalità semplificata, anche in assenza di accordo individuale. Si continuerà dunque, come stabilito dall’articolo 90 del DL Rilancio a comunicare, in via telematica, al Ministero del lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dello stesso Ministero.
Gli obblighi di informativa sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Inail.

Firmato il protocollo sul lavoro agile nelle Telecomunicazioni

Firmato un Protocollo sui  Principi e Lince Guida per il nuovo lavoro agile nella Filiera delle Telecomunicazioni

Le Parti convengono sull’adozione dei Principi e delle Linee Guida in che restano fondamentali riferimenti per favorire l’implementazione, attraverso la contrattazione di secondo livello, di nuovi modelli di lavoro agile coerenti con le diverse specificità aziendali e sarà oggetto di rivisitazione in considerazione dei mutamenti normativi che interverranno in materia di lavoro agile, successivamente alla conclusione dello stato di emergenza sanitaria.
le Parti ritengono che le seguenti Linee Guida possano costituire il riferimento per la valorizzazione e lo sviluppo della Contrattazione di Secondo Livello per la definizione degli specifici accordi in materia.
La prestazione di lavoro in modalità lavoro agile potrà essere resa, anche in relazione alle misure di carattere emergenziale:
a) nel proprio domicilio ovvero in un luogo diverso dalla sede aziendale, purché coerente con la tipologia di attività svolta dai lavoratori e con la protezione dei dati trattati;
b) in parte in azienda e in parte all’esterno – nel proprio domicilio ovvero in un luogo diverso dalla sede aziendale indicato dal lavoratore- senza una postazione fissa, purché coerente con la tipologia di attività svolta dai lavoratori e con la protezione dei dati trattati;
c) attraverso strumenti messi a disposizione dall’azienda ovvero laddove, nel corso della fase emergenziale ciò non sia stato possibile, anche attraverso strumenti propri del lavoratore e comunque nell’ottica di una progressiva e completa implementazione della fornitura delle dotazioni informatiche da parte aziendale nella successiva fase di stabilizzazione.
Per il personale che svolge la prestazione di lavoro in modalità agile, saranno previsti percorsi di formazione specifica sulle nuove modalità di utilizzo degli strumenti tecnici di lavoro.
Nell’ottica di favorire misure di Flessibilità organizzativa e bilanciamento dei tempi di vita e di lavoro potranno essere previste modalità diverse rispetto a quelle ordinarie sia come collocazione della prestazione lavorativa nell’arco della giornata, sia come durata giornaliera della stessa, utilizzando gli strumenti e gli istituti previsti dal CCNL a tal fine. Inoltre sarà disciplinato l’esercizio del diritto alla c.d. disconnessione e potrà essere prevista la definizione della durata dell’orario di lavoro settimanale anche in misura inferiore a quanto previsto dal CCNL TLC, individuando le opportune compensazioni che assicurino l’invarianza del trattamento economico interessato.