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Contratto a tempo determinato per il Turismo Anpit-Cisal Sicilia

Siglato, tra l’ANPIT SICILIA e la CISAL TERZIARIO, l’accordo sulla disciplina del contratto a tempo determinato e delle attività stagionali nel territorio della regione siciliana per i dipendenti dei Settori del Turismo, Agenzie di Viaggio e Pubblici Esercizi.

Si considerano “stagionali”, le attività svolte dalle aziende operanti nei settori Turismo, Agenzie di Viaggio e Pubblici Esercizi aventi una o più unità produttive ubicate nel territorio della Regione Siciliana.
Consequenzialmente, si considerano “stagionali” le assunzioni a tempo determinato effettuate dalle medesime aziende e, pertanto, i lavoratori a tempo determinato da esse dipendenti non rientrano nel campo di applicazione della disciplina del rapporto di lavoro a termine.
In conseguenza della crisi economica causata dall’emergenza epidemiologica COVID-19 che ha determinato per il settore turismo forti ricadute sul piano occupazionale, le Parti concordano che, per il solo anno 2020, la misura dell’indennità di fine stagione sia ridotta al 25% del suo ammontare.
Il presente accordo trova applicazione esclusivamente:
– per le aziende che non svolgono nessuna delle attività ricomprese nell’Elenco delle attività allegato al Decreto del Presidente della Repubblica 7/10/1963, n. 1525;
– siano associate ad Associazioni di categoria o territoriali aderenti ad Anpit;
– applichino integralmente, sia per la parte c.d. economica che per la parte normativa, il CCNL per i dipendenti dei Settori del Turismo, delle Agenzie di Viaggio e dei Pubblici Esercizi sottoscritto da Anpit e CISAL-Terziario il 23/5/2017.
Le parti convengono, infine, che al presente Accordo potranno aderire solo le Aziende che applicano il CCNL dei Settori del Turismo, delle Agenzie di Viaggio e dei Pubblici Esercizi e che rientrano nella sfera di applicazione dei medesimo CCNL.
Il presente accordo entra in vigore alla data di sottoscrizione ed avrà validità fino al Luglio 2022.

Il Ministero del Lavoro boccia il CCNL per i Rider

Bocciato, dal Ministero del Lavoro e sindacati, il primo contratto firmato da Ugl e Assodelivery per i rider

 

ASSODELIVERY e UGL RIDER, hanno sottoscritto il primo CCNL che regola l’attività di consegna dei  Rider, attraverso piattaforme anche digitali. Il Contratto, che decorre dall’1/11/2020, si applica alle aziende facenti parte di Assodelivery e potrà essere applicato alle società che aderiranno alla medesima associazione, o alle aziende che inseriranno un riferimento al presente CCNL nel contratto individuale.
Il nuovo contratto prevede un compenso minimo di 10 euro per ogni ora lavorata, indennità integrative pari al 10%, 15% e 20% in caso di lavoro notturno, festività e maltempo e un premio di 600 euro ogni duemila consegne.
Il Ministero del Lavoro sottolinea come sia demandata ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, la determinazione del compenso dei lavoratori autonomi che svolgano attività di consegna di beni per conto altrui. In difetto della stipula di detti contratti, gli stessi lavoratori non possano essere retribuiti in base alle consegne effettuate ed ai medesimi prestatori deve essere garantito un compenso minimo orario parametrato ai minimi tabellari stabiliti da contratti collettivi nazionali di settori affini (ovvero da quello della logistica, purché sottoscritto dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale). Pertanto, la contrattazione collettiva, anche sottoscritta prima della entrata in vigore del decreto, dovrà comunque svolgersi nel rispetto dei parametri fissati dalla legge.
Per spingere le aziende a raggiungere un accordo, lo scorso settembre il governo aveva approvato il cosiddetto “decreto rider” che imponeva ad Assodelivery di raggiungere un accordo con i rider entro il novembre 2020. In caso contrario, i rider sarebbero stati considerati lavoratori subordinati, con tutti i diritti che ne conseguono, motivo per cui la stessa associazione ha poi firmato con Ugl.
Su tale scia, l’Ufficio legislativo del Ministero del Lavoro ha scritto ad AssoDelivery per bocciare il nuovo contratto collettivo in quanto, secondo la legge, non può essere firmato da una sola organizzazione, tra l’altro non rappresentativa.

A loro volta, i principali sindacati e associazioni di rider hanno protestato minacciando scioperi e azioni legali, accusando l’Ugl di aver sottoscritto un «contratto pirata». Cgil, Cisl e Uil, infatti, non hanno sottoscritto tale accordo, ponendo come condizione che il lavoro dei rider venga qualificato come subordinato e assoggettato al contratto collettivo della logistica, sostenendo che il nuovo contratto non sia altro che una finta operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei rider, in quanto il testo riconduce ancora al cottimo l’attività di questi lavoratori, anche riguardo la fornitura dei dispositivi di protezione individuale.

Dunque, Cgil, Cisl e Uil, in generale, sostengono che in realtà un contratto collettivo di riferimento ci sarebbe già ed è il CCNL Logistica e Trasporti, riconoscendo, quindi, i fattorini del food delivery come dipendenti, subordinati, e non come autonomi. Nel contratto stipulato con Ugl, invece, un “vero” salario minimo di sette euro, comunque inferiore a quello di riferimento della logistica, è stato inserito, ma riguarderà solo i rider attivi nelle città di nuova apertura e per i primi quattro mesi, dunque una platea ridottissima.
Dal canto suo, AssoDelivery, che sostiene di rappresentare i datori di lavoro dei fattorini quindi le piattaforme di food delivery, ritiene che il rapporto di lavoro dipendente costa molto di più della collaborazione occasionale, per cui, se venisse applicato il Contratto Collettivo Nazionale Logistica e Trasporti, bisognerebbe alzare le tariffe per i consumatori che usano le app oppure abbassare il guadagno delle aziende.
Secondo il Ministero del Lavoro, nel nuovo CCNL il salario sarebbe “parametrato esclusivamente sulle consegne effettuabili nel tempo unilateralmente stimato dalle piattaforme” e questo potrebbe essere in contrasto con le norme previste dal decreto-imprese, a meno che non si arrivi a un contratto collettivo sottoscritto da organizzazioni dei lavoratori che risultano certamente e complessivamente più rappresentativi sul piano sindacale.
Infatti, continua il Ministero, la scelta di stipulare il contratto con un’unica organizzazione potrebbe essere accettabile unicamente se questa rappresentasse la maggioranza degli iscritti a livello nazionale, ma non è questo il caso, dato che Ugl rappresenta appena mille rider su 60mila e si è di recente alleato con Anar, associazione che riunisce i fattorini con idee molto vicine a quelle delle aziende del food delivery. .

Fondo Nuove Competenze: applicazione della misura e utilizzo delle risorse

Il Decreto 9 ottobre 2020 del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, individua i criteri e le modalità di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse del Fondo Nuove Competenze, istituito presso l’ANPAL ai sensi dell’art. 88, co. 1, DL n. 34. Il Fondo interviene per consentire la graduale ripresa dell’attività dopo l’emergenza epidemiologica, con la finalità di innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro.

Destinatari
Possono avvalersi degli interventi del Fondo tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa (ai sensi dell’art. 88, comma 1, DL 19 maggio 2020 n. 34), stabilendo che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore (art. 2, DM 9 ottobre 2020).

Requisiti dell’accordo
Gli accordi collettivi devono essere stati sottoscritti entro il 31 dicembre 2020 e devono prevedere progetti formativi, il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento e il numero di ore dell’orario di lavoro da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze nonché, nei casi di erogazione della formazione da parte dell’impresa, la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto stesso II limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per lavoratore, previa rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, è individuato in 250 ore.
Le attività di sviluppo delle competenze si devono concludere entro 90 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte di ANPAL.
Gli accordi collettivi devono individuare i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, e del relativo adeguamento necessario per qualificare e riqualificare il lavoratore in relazione ai fabbisogni individuati, di norma, anche al fine del conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o 4.
Gli accordi possono prevedere lo sviluppo di competenze finalizzate ad incrementare l’occupabilità del lavoratore, anche al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative coerenti con il sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze regionali (art. 3, DM 9 ottobre 2020).

Accesso al Fondo
I datori di lavoro che hanno stipulato l’apposito accordo di rimodulazione dell’orario di lavoro possono presentare istanza di contributo nei confronti di ANPAL. L’Agenzia, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, pubblica sul proprio sito stituzionale un Avviso che definisce termini e modalità per la presentazione delle istanze, nonché i requisiti per l’approvazione delle stesse.
All’istanza devono essere allegati l’intesa stipulata e il progetto per lo sviluppo delle competenze.

Progetto per lo sviluppo delle competenze e soggetti erogatori
Il progetto per lo sviluppo delle competenze deve dare evidenza (art. 5, DM 9 ottobre 2020):
– delle modalità di valorizzazione del patrimonio di competenze possedute dal lavoratore;
– delle modalità di personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sulla base della valutazione in ingresso, a partire dalla progettazione per competenze degli interventi coerente con gli standard professionali e di qualificazione definiti nell’ambito del Repertorio nazionale (articolo 8, D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 13);
– delle modalità di messa in trasparenza e attestazione delle competenze acquisite.
Sono individuabili come soggetti erogatori dei percorsi formativi, tutti gli enti accreditati a livello nazionale e regionale, ovvero altri soggetti, anche privati, che per statuto o istituzionalmente, sulla base di specifiche disposizioni legislative o regolamentari anche regionali, svolgono attività di formazione, ivi comprese le università statali e le non statali legalmente riconosciute, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, i Centri per l’Istruzione per Adulti-CPIA, gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.), i centri di ricerca accreditati dal Ministero dell’istruzione, anche in forma organizzata in reti di partenariato territoriali o settoriali. Le attività di formazione erogate dalle università sono riconoscibili in termini di crediti formativi universitari nell’ambito di ulteriori percorsi di formazione universitaria.
Il ruolo di soggetto erogatore della formazione, può essere la stessa impresa che ha presentato domanda di contributo, laddove sia previsto dall’accordo collettivo.

Determinazione e modalità di erogazione del contributo
In esito alla verifica di conformità dell’istanza di contributo, l’ANPAL, tenuto conto di quanto comunicato dall’azienda e nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, determina l’importo massimo riconoscibile al datore di lavoro, distinto tra il costo delle ore di formazione e i relativi contributi previdenziali e assistenziali (art. 6, DM 9 ottobre 2020).
L’erogazione del contributo avviene con cadenza trimestrale per il tramite di INPS nei limiti dell’importo massimo riconosciuto e comunicato da ANPAL e in ragione della natura delle componenti del contributo medesimo.
L’ANPAL, in qualità di soggetto responsabile dell’operazione nel suo complesso, svolge a conclusione dell’intervento controlli di corrispondenza tra il contributo erogato e la quantificazione effettiva del costo del personale in apprendimento e comunica attraverso apposito monitoraggio eventuali scostamenti.
Fondi Paritetici Interprofessionali e Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori
I Fondi Paritetici Interprofessionali, possono partecipare al Fondo Nuove Competenze, anche a seguito dell’approvazione dell’istanza di contributo presentata dalle imprese da parte di ANPAL, attraverso il finanziamento di azioni di formazione su conto formazione e attraverso la pubblicazione di avvisi per la concessione di finanziamenti per la realizzazione di attività formative su conto sistema che facciano specifico riferimento alle finalità di cui sopra.
L’istanza di accesso al Fondo Nuove Competenze deve essere corredata dall’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro.
Le modalità di partecipazione dei Fondi Interprofessionali si possono applicare al Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori (art. 8, DM 9 ottobre 2020).

LEGNO INDUSTRIA: Firmato l’accordo di rinnovo – Prime informazioni sulle retribuzioni

FEDERLEGNOARREDO e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, dopo una prima intesa raggiunta nei giorni scorsi, annunciano la firma del verbale di accordo per il rinnovo del CCNL di settore

Le Parti del settore CCNL Legno Industria con comunicato annunciano che il 22/10/2020, dopo una prima intesa raggiunta nei giorni scorsi, si è sottoscritto l’accordo di rinnovo che resterà in vigore fino al 31/12/2022.
Nell’attesa della pubblicazione del testo, per quanto riguarda gli aumenti retributivi, le Parti segnalano che sono superiori all’inflazione e incideranno su tutti gli istituti contrattuali, secondo gli importi e le date della tabella che segue:

Categorie

Incrementi 1° settembre 2020

Incrementi 1° gennaio 2021

AD3 52,50 52,50
AD2 51,25 51,25
AD1 48,75 48,75
AC5 46,25 46,25
AC4 42,50 42,50
AC3/AC2/AS4 38,75 38,75
AS3 36,88 36,88
AC1/AS2 35,00 35,00
AE4/AS1 33,50 33,50
AE3 31,63 31,63
AE2 29,75 29,75
AE1 25,00 25,00

In aggiunta saranno effettuate a gennaio 2021 e gennaio 2022 verifiche sull’inflazione (IPCA non depurata e con base di calcolo per gli aumenti: paga base, contingenza, edr e tre aumenti periodici di anzianità), che potrebbero determinare ulteriori aumenti salariali.
In materia di previdenza complementare si è previsto un aumento a carico azienda dello 0,20% dei contributi (0,10% a gennaio 2021 e 0,10% a gennaio 2022), oltre al riconoscimento di 100 euro una tantum per tutti i lavoratori destinata al fondo Arco per promuoverne l’adesione.

Contributo di Solidarietà per i dipendenti della Vigilanza privata

Allargata la platea dei lavoratori della Vigilanza Privata che possono accedere al Contributo di Solidarietà da parte dell’Ente Bilaterale Nazionale del settore.

Alla luce del perdurare dell’emergenza sanitaria e del ricorso agli ammortizzatori sociali, il Contributo di Solidarietà, già riconosciuto in favore dei lavoratori ai sensi ed alle condizioni previste dall’Accordo 28 aprile 2020, è rideterminato in 260€ lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese compreso tra Febbraio e Dicembre 2020 e per un massimo di sei richieste.
Per il periodo Febbraio – Agosto 2020 EBINVIP liquiderà l’importo integrativo sulla base di quanto già corrisposto a fronte delle domande pervenute ed approvate, senza necessità di ulteriori richieste da parte dei lavoratori. Per il periodo Settembre – Dicembre 2020, i lavoratori inoltreranno nuova richiesta, secondo la procedura già in atto.
Il contributo di solidarietà viene altresì riconosciuto in favore dei lavoratori il cui reddito da lavoro costituisca l’unica fonte reddituale del proprio nucleo familiare e che siano posti in Cassa Integrazione Guadagni in Deroga o in Fondo Integrazione Salariale in misura compresa tra il 50% ed il 74% delle ore ordinarie lavorabili nei mesi da Febbraio a Dicembre 2020. L’ammontare del contributo è pari a 130€ lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese in cui si verifica la circostanza e per un massimo di sei richieste.
Il Contributo di Solidarietà viene riconosciuto anche in favore dei lavoratori il cui reddito da lavoro non costituisca l’unica fonte reddituale, che siano posti in Cassa Integrazione Guadagni in Deroga o in Fondo Integrazione Salariale in misura pari ad almeno il 75% delle ore ordinarie lavorabili nei mesi da Febbraio a Dicembre 2020. L’ammontare del contributo è pari a 100€ lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese in cui si verifica la circostanza e per un massimo di sei richieste.

Disciplinato il contratto a tempo determinato nel Commercio Anpit-Cisal Sicilia

22 ott 2020 Siglato, tra l’ANPIT SICILIA e la CISAL TERZIARIO, l’Accordo sulla disciplina del contratto a tempo determinato nel territorio della Regione siciliana.

Le Parti convengono che:
– Ai sensi delle disposizioni contrattuali e delle legge vigenti, si individua come territorio a prevalente vocazione turistica l’intera Regione siciliana.
– I contratti a tempo determinato stipulati da aziende aventi una ò più unità; locali ubicate nel territorio nella, regione Siciliana nell’arco temporale, integrano il requisito di stagionalità necessario ai fini della legittima apposizione del termine alla durata di un contratto di lavoro subordinato, ai sensi del D.Lgs. 81/2015.
– Si considerano stagionali i contratti di lavoro subordinato a tèmpo determinato stipulati nei seguenti periodi:
   – dall’1 aprile al 31 ottobre di ogni anno.
   – dall’1 dicembre al 31 gennaio dell’anno successivo.
   – dalla domenica précédente a quella della Santa Pasqua alla domenica immediatamente successiva.
– per il diritto di precedenza dei lavoratori stagionali, i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato che abbiano raggiunto il limite massimo dei 6 mesi di effettivo lavoro, anche per effetto di più rapporti stagionali, hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate la datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine.
– II diritto di precedenza di cui al presente articolo può essere, esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volontà in tal senso at datore di lavoro entro 3 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
– Il diritta di precedenza deve èssere espressamente richiamato nel contratto di assunzione e si estingue una volta trascorsi 12 mesi dalla data di cessazione dei rapporto di lavoro.
Il presente accordo trova applicazione esclusivamente:
– per le aziende, le che non .svolgono nessuna delle attività ricomprese nell’Elenco delle attività allegato ai Decreto del Presidente della Repubblica 7/10/1963, n. 1525.
– siano associate ad Associazioni di categoria o territoriali aderenti ad Anpit.
– applichino integralmente, sia pér la parte c.d. economica che per là parte normativa, il CCNL per i dipendenti dèi Settore Commercio sottoscritto da Anpit e CISAL Terziario il 28/12/2016.
Il presente accordo entra in vigore alla data di sottoscrizione e si intenderà tacitamente, rinnovato di anno in anno, salvo disdetta mediante formale comunicazione da trasmettersi con preavviso.di almeno tre mesi rispetto a ciascuna, scadenza annuale.

Individuati i settori e le professioni caratterizzati da un alto tasso di disparità uomo-donna

22 ottobre 2020 Con decreto 16 ottobre 2020, n. 234 del Ministero del lavoro e del Ministero dell’economia e delle finanze vengono individuati, per il 2021, i settori e le professioni, caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 per cento la disparità media uomo-donna, sulla base delle elaborazioni effettuate dall’lstat in relazione alla media annua del 2019. I settori e le professioni individuati sono elencati nelle Tabelle A e B allegate al decreto in questione.

L’individuazione dei suddetti settori rileva sia ai fini dell’articolo 2, punto 4, lett. f) del Regolamento (UE) n. 651/2014 per la definizione di lavoratore svantaggiato, sia ai fini previsti dall’articolo 4, comma 11 della legge 28 giugno 2012, n. 92 ovvero in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione europea e nelle aree di cui all’articolo 2, punto 18), lettera e), del regolamento (CE) n. 800/2008 annualmente individuate con decreto del Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché in relazione alle assunzioni di donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.

SETTORI CARATTERIZZATI DA UN TASSO DI DISPARITÀ UOMO-DONNA CHE SUPERA ALMENO DEL 25 PER CENTO LA DISPARITÀ MEDIA UOMO-DONNA. ANNO 2019 (*)

SEZIONI ATECO 2007

Maschi

Femmine

Totale

% Maschi

% Femmine

Tasso di disparità

Agricoltura
Agricoltura 360 123 483 74,6 25,4 49,2
Industria
Costruzioni 761 68 830 91,8 8,2 83,6
Ind. estrattiva 21 2 23 89,3 10,7 78,7
Acqua e gestione rifiuti 197 37 234 84,1 15,9 68,2
Ind. energetica 79 27 107 74,3 25,7 48,5
Ind. manifatturiera 2.838 1.025 3.864 73,5 26,5 46,9
Servizi
Trasporto e magazzinaggio 795 222 1.017 78,2 21,8 56,4
Informazione e comunicazione 340 153 494 68,9 31,1 37,9
Servizi generali della PA 805 431 1.237 65,1 34,9 30,2

PROFESSIONI CARATTERIZZATE DA UN TASSO DI DISPARITÀ UOMO-DONNA CHE SUPERA ALMENO DEL 25 PER CENTO LA DISPARITÀ MEDIA UOMO-DONNA. ANNO 2019 (*)

PROFESSIONE (CP2011)

Maschi

Femmine

Totale

% Maschi

% Femmine

Tasso di disparità

92 – Sergenti, sovraintendenti e marescialli delle forze armate 85 2 87 98,1 1,9 96,2
74 – Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento 634 14 647 97,9 2,1 95,7
62 – Artigiani ed operai metalmeccanici specializzati e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche 863 22 884 97,5 2,5 95,1
61 – Artigiani e operai specializzati dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici 574 15 589 97,5 2,5 95,1
93 – Truppa delle forze armate 109 5 114 95,5 4,5 91,1
91 – Ufficiali delle forze armate 32 2 34 95,0 5,0 90,0
71 – Conduttori di impianti industriali 281 47 328 85,8 14,2 71,6
31 – Professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e della produzione 847 142 989 85,7 14,3 71,4
64 – Agricoltori e operai specializzati dell’agricoltura, delle foreste, della zootecnia, della pesca e della caccia 124 23 147 84,5 15,5 68,9
12 – Imprenditori, amministratori e direttori di grandi aziende 87 18 105 82,8 17,2 65,7
22 – Ingegneri, architetti e professioni assimilate 142 33 175 81,1 18,9 62,2
84 – Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni 130 35 165 79,0 21,0 58,0
13 – Imprenditori e responsabili di piccole aziende 16 5 21 77,9 22,1 55,7
83 – Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca 268 78 346 77,4 22,6 54,9
21 – Specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali 163 50 213 76,7 23,3 53,4
72 – Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio 496 201 697 71,1 28,9 42,2
63 – Artigiani ed operai specializzati della meccanica di precisione, dell’artigianato artistico, della stampa ed assimilati 74 30 104 71,0 29,0 42,0
73 – Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare 49 26 76 65,2 34,8 30,4
65 – Artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile, dell’abbigliamento, delle pelli, del cuoio e dell’industria dello spettacolo 273 161 435 62,9 37,1 25,8
81 – Professioni non qualificate nel commercio e nei servizi 803 585 1.388 57,8 42,2 15,7
11 – Membri dei corpi legislativi e di governo, dirigenti ed equiparati dell’amministrazione pubblica, nella magistratura, nei servizi di sanità, istruzione e ricerca e nelle organizzazioni di interesse nazionale e sovranazionale 40 32 72 55,9 44,1 11,8

Fonte: Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro
(*) Il tasso di disparità medio è stato rilevato per l’anno 2019 in misura pari al 9,3%. La soglia sopra la quale un settore è caratterizzato da un tasso di disparità uomo-donna superiore di almeno il 25 per cento del valore medio è pari all’11,6%. Le professioni che hanno registrato un tasso di disparità inferiore a tale livello non sono riportate.

 

 

EDILCASSA PUGLIA: Nuova Contribuzione dall’1/10/2020

La Edilcassa Puglia pubblica le nuove aliquote contributive per le diverse province in vigore dal 1° ottobre 2020

ALIQUOTE VERSAMENTI CCNL Industria Cooperative, Artigianato da ottobre 2020

CONTRIBUTI

BARI

BRINDISI

FOGGIA

LECCE

TARANTO

A CARICO IMPRESA

A.P.E. 3,030 3,030 3,030 3,030 3,030
CONTRIBUTO EDILCASSA 1,875 1,875 1,875 1,875 1,875
C.P.R.P. 0,100       0,300
CONTRIBUTO EDILSCUOLA 0,900       0,700
EDILSCUOLA E C.P.R.P.   1,000 1,000 1,000  
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,200 0,200 0,200 0,200 0,200
FONDO GARANZIA       0,100  
MUTUALIZZAZIONE PREVEDI     0,670 0,050  
DIRITTO STUDIO 0,050       0,010
DELEGATO SICUREZZA 0,100 0,010 0,100 0,100  
CONTR. NUOVE ATTIVITA’     0,100    
Q.A.C. NAZIONALI 0,222 0,222 0,222 0,222 0,222
Q.A.C. TERRITORIALI 0,741 0,741 0,864 0,741 0,741
TOTALE 7,218 7,078 8,061 7,318 7,078

A CARICO OPERAIO

CONTRIBUTO EDILCASSA 0,375 0,375 0,375 0,375 0,375
Q.A.C. NAZIONALI 0,222 0,222 0,222 0,222 0,222
Q.A.C. TERRITORIALI 0,741 0,74 0,864 0,741 0,741
TOTALE 1,338 1,337 1,461 1,338 1,338

 

 

ALIQUOTA CONTRIBUTIVA TOTALE 8,556 8,415 9,522 8,656 8,416

 

Il contributo per il Fondo sanitario operai, pari allo 0,60%, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione oraria: minimo, contingenza, EDR e ITS (per le sole ore lavorate). Qualora il totale delle ore lavorate sia inferiore a 120, la base di calcolo minima si applica sempre e comunque su 120 ore lavorate, ovvero moltiplicando la retribuzione oraria per 120.
Il contributo per il Fondo sanitario impiegati, pari allo 0,26%, posto a carico delle aziende solo in presenza di impiegati, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione mensile: minimo, contingenza, EDR e premio di produzione. Il pagamento potrà essere effettuato con versamento all’Edilcassa di Puglia o direttamente sul c/c del Fondo Sanitario.
Il contributo per il Fondo incentivo all’occupazione, pari allo 0,10%, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione oraria: minimo, contingenza, EDR e ITS (per le sole ore lavorate).
Il contributo per il Fondo R.L.S.T. PROVINCIA DI BRINDISI (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale), pari allo 0,01%, è esclusivamente posto a carico delle aziende con non più di 15 dipendenti, che non abbiano eletto o designato al loro interno il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale.
Il contributo per il Fondo R.L.S.T. PROVINCIA DI TARANTO, pari ad Euro 2,00 per ogni lavoratore denunciato, è esclusivamente posto a carico delle aziende con non più di 15 dipendenti, che non abbiano eletto o designato al loro interno il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale.
Il contributo sociale PROVINCIA DI TARANTO, pari ad Euro 1,5 per ogni lavoratore denunciato, è posto a carico di tutte le aziende.

ALIQUOTE VERSAMENTI CCNL PMI da ottobre 2020

CONTRIBUTI

BARI

BRINDISI

FOGGIA

LECCE

TARANTO

A CARICO IMPRESA

A.P.E. 3,000 3,000 3,000 3,000 3,000
CONTRIBUTO EDILCASSA 1,875 1,875 1,875 1,875 1,875
C.P.R.P. 0,100       0,300
CONTRIBUTO EDILSCUOLA 0,900       0,700
EDILSCUOLA E C.P.R.P.   1,000 1,000 1,000  
FONDO PREPENSIONAMENTI 0,200 0,200 0,200 0,200 0,200
FONDO GARANZIA       0,100  
MUTUALIZZAZIONE PREVEDI     0,670 0,050  
DIRITTO STUDIO 0,050       0,010
DELEGATO SICUREZZA 0,100 0,010 0,100 0,100  
CONTR. NUOVE ATTIVITA’     0,100    
Q.A.C. NAZIONALI 0,222 0,222 0,222 0,222 0,222
Q.A.C. TERRITORIALI 0,741 0,741 0,864 0,741 0,741
TOTALE 7,188 7,048 8,031 7,288 7,048

A CARICO OPERAIO

CONTRIBUTO EDILCASSA 0,375 0,375 0,375 0,375 0,375
Q.A.C. NAZIONALI 0,222 0,222 0,222 0,222 0,222
Q.A.C. TERRITORIALI 0,741 0,74 0,864 0,741 0,741
TOTALE 1,338 1,337 1,461 1,338 1,338

 

ALIQUOTA CONTRIBUTIVA TOTALE 8,526 8,385 9,492 8,626 8,386

 

Il contributo per il Fondo sanitario operai, pari allo 0,60%, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione oraria: minimo, contingenza, EDR e ITS (per le sole ore lavorate). Qualora il totale delle ore lavorate sia inferiore a 120, la base di calcolo minima si applica sempre e comunque su 120 ore lavorate, ovvero moltiplicando la retribuzione oraria per 120.
Il contributo per il Fondo sanitario impiegati, pari allo 0,26%, posto a carico delle aziende solo in presenza di impiegati, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione mensile: minimo, contingenza, EDR e premio di produzione. Il pagamento potrà essere effettuato con versamento all’Edilcassa di Puglia o direttamente sul c/c del Fondo Sanitario.
Il contributo per il Fondo incentivo all’occupazione, pari allo 0,10%, è da calcolare sulla somma dei seguenti elementi della retribuzione oraria: minimo, contingenza, EDR e ITS (per le sole ore lavorate).
Il contributo per il Fondo R.L.S.T. PROVINCIA DI BRINDISI (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale), pari allo 0,01%, è esclusivamente posto a carico delle aziende con non più di 15 dipendenti, che non abbiano eletto o designato al loro interno il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale.
Il contributo per il Fondo R.L.S.T. PROVINCIA DI TARANTO, pari ad Euro 2,00 per ogni lavoratore denunciato, è esclusivamente posto a carico delle aziende con non più di 15 dipendenti, che non abbiano eletto o designato al loro interno il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza Aziendale.
Il contributo sociale PROVINCIA DI TARANTO, pari ad Euro 1,5 per ogni lavoratore denunciato, è posto a carico di tutte le aziende.

Integrazione salariale per i lavoratori del territorio della Provincia di Savona

Si forniscono alcune indicazioni sulla misura di sostegno al reddito prevista per i lavoratori dipendenti da imprese del territorio della Provincia di Savona, impossibilitati a prestare attività lavorativa, in tutto o in parte, a seguito della frana verificatasi lungo l’impianto funiviario di Savona.

Le domande di accesso al beneficio in parola devono essere presentate esclusivamente alla Regione interessata, che effettuerà l’istruttoria secondo l’ordine di presentazione delle stesse.
La Regione Liguria, verificati i requisiti di accesso, trasmette all’Istituto i provvedimenti di concessione, unitamente alla lista dei beneficiari, corredati dalle relative domande aziendali (modello “SR100”). Al trattamento non si applicano le previsioni relative al requisito dell’anzianità lavorativa e le aziende beneficiarie non sono soggette al pagamento del contributo addizionale.
La suddetta trasmissione dovrà avvenire esclusivamente per il tramite del Sistema Informativo Percettori (SIP), attraverso l’utilizzo del cosiddetto “Flusso B”, indicando il numero di decreto convenzionale “19001”, appositamente istituito.
Per l’indennità in questione è prevista la modalità del pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS, pertanto, trattandosi di integrazione salariale in deroga, il datore è obbligato ad inviare tutti i dati necessari per il pagamento dell’integrazione salariale (modello “SR 41”, come da messaggio n. 1508/2020) all’Istituto entro 6 mesi dalla fine del periodo di paga in corso alla scadenza del termine di durata della concessione o dalla data della notifica del provvedimento di autorizzazione al pagamento da parte dell’INPS, se successivo. Trascorso inutilmente detto termine il pagamento della prestazione e degli oneri ad essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.
Solo successivamente alla ricezione del provvedimento di autorizzazione, i datori di lavoro dovranno inoltrare all’Istituto la documentazione per la liquidazione dei pagamenti, avvalendosi del modello “SR 41”, al fine di consentire alle Strutture territoriali di erogare le prestazioni in argomento con le stesse modalità in uso per le prestazioni di cassa integrazione in deroga. Non si potrà dare luogo a pagamenti in assenza del numero di autorizzazione.
Per il 2020 l’importo medio orario dell’indennità, pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, corrisponde a € 10,26, comprensivo di contribuzione figurativa e ANF.

Interpretazione ENBIC sulla sospensione dell’apprendistato per covid-19

21 ott 2020 Presso la Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, En.Bi.C. si è stipulata l’interpretazione Estensiva sulla possibilità di prolungamento del periodo di Apprendistato Professionalizzante in caso di sospensione dal lavoro con intervento di CIG/CIGD/FIS o per assenze Covid determinate con riferimento al CCNL “Commercio”, Case di Cura, Frigoristi, Metalmeccanica, Sale Bingo, Servizi, Terzo Settore, Terziario Avanzato, Studi Professionali e Turismo.

Questa Commissione Bilaterale Nazionale di Garanzia, Interpretazione, Certificazione e Conciliazione, En.Bi.C., di seguito anche solo denominata “Commissione Bilaterale”, ha ricevuto dal Presidente di ANPIT Roma, il seguente quesito: “In caso di sospensione dal lavoro dell’Apprendista con intervento degli ammortizzatori sociali applicabili durante la pandemia “Covid-19” o di altre assenze correlate o determinate da Covid, il termine finale del Contratto di Apprendistato è prorogabile?”
Il contralto di Apprendistato ha un contenuto essenziale “misto di formazione e lavoro” (il datore di lavoro si obbliga a corrispondere all’Apprendista la formazione necessaria al conseguimento di una qualificazione professionale, nei contenuti, forma e modi concordati in sede di assunzione nel Piano Formativo Individuale, con il conseguente obbligo dell’Apprendista di rendere una prestazione lavorativa, utile ad acquisire l’esperienza teorica e pratica prevista ed a giustificare l’erogazione della retribuzione).
L’Art. 10 dell’Accordo Interconfederale sulla Disciplina dell’Apprendistato (Anpit-Cisal) prevede che: “in caso di assenze con diritto alla conservazione del posto (malattia, infortunio, gravidanza e puerperio) superiori a 30 giorni complessivi di calendario, il Contratto di apprendistato sarà prolungato per un periodo massimo pari alla durata delle assenze, fermo restando il limite massimo temporale di del Contratto di apprendistato” (di calendario).
Nell’apprendistato, i periodi di sospensione dell’attività lavorativa con intervento degli ammortizzatori sociali determinano la corrispondente mancata formazione dell’Apprendista, sia come affiancamento al personale qualificato sia quella d’aula, quando comprese nel periodo di sospensione, con conseguente caduta temporanea di un elemento essenziale del Contratto stesso (la formazione).
La pandemia “Covid-19”, per l’eccezionaiità della sua portata e per la sua estensione temporale, ha determinato, anche quale conseguenza di prescrizioni legali cogenti sulla chiusura o riduzione di attività, molte sospensioni dal lavoro che, se prolungate, determinano nocumento formativo all’Apprendista che, giunto al termine temporale di calendario concordato, potrebbe non aver ancora acquisto tutte le competenze proprie delle mansioni per le quali è in formazione, con il conseguente rischio di mancata assegnazione della qualifica.
Le norme speciali emanate durante l’emergenza sanitaria Covid-19 prevedono anche specifiche discipline per la generalità dei lavoratori in tema di assenze dal lavoro correlate al Covid-19 e/o sul periodo obbligatoriamente trascorso in quarantena domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, precisando che tali assenze non sono computabili ai fini del periodo di comporto contrattuale.
La Commissione, tutto quanto sopra premesso afferma che:
1) (Immediatamente applicabile) In tutti i casi di sospensione delle attività lavorative e/o formative dell’Apprendista, con intervento degli ammortizzatori sociali “a zero ore giornaliere” o a causa di “malattia Covid-19” o nei relativi periodi di quarantena, che nel corso della durata del contratto di Apprendistato fossero complessivamente superiori a due settimane di calendario, ciascuna delle Parti ha diritto, a semplice domanda, all’automatico prolungamento del termine finale dell’Apprendistato, fermo restando il limite massimo temporale di durata del Contratto di 36 mesi di calendario.
2) (Applicabile solo previa conferma del Ministero del Lavoro e/o dell’I.T.L. competente) Nel caso in cui nel P.F.I. fosse già stata prevista una durata del contratto di Apprendistato pari al limite legale complessivo di 36 mesi di calendario, la Commissione, qualora vi fosse concorde interesse all’integrale sviluppo del Piano Formativo Individuale, altrimenti compromesso dalle sospensioni Covid correlate, ritiene possibile la prosecuzione del Contratto oltre i predetti termini legali di calendario, solo previa conferma del Ministero del Lavoro in risposta al relativo Interpello e/o apposita domanda e conferma di proroga all’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente. Ciò, ad avviso della Commissione, fermo restando il rispetto del termine complessivo legale di 36 mesi di lavoro e formazione svolti dall’Apprendista.
Allo scopo, quindi, proprio al fine di assicurare il rispetto degli elementi essenziali del Piano Formativo Individuale, le Associazioni sottoscrittrici presenteranno Interpello al Ministero del Lavoro per ottenere conferma dell’eccezionale possibilità di superamento dei limiti di durata di calendario dei Contratti di Apprendistato qualora vi fossero state significative e documentate sospensioni del lavoro e/o della formazione determinate dalla Pandemia o ad essa correlate.