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Sospensione contributiva, per le zone rosse necessario il codice di autorizzazione Inps

La sospensione dei termini di versamento riguarda i contributi previdenziali per il periodo di paga ottobre 2020, in scadenza a novembre, comprese le quote a carico dei lavoratori, anche se trattenute. Essa si applica anche ai datori di lavoro con sedi operative nelle c.d. zone rosse, in relazione ai dipendenti che vi operano, e che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO individuati. A tali aziende è attribuito d’ufficio il codice 4X; in mancanza, il singolo datore di lavoro è comunque tenuto a richiederlo tramite Cassetto bidirezionale (Inps, circolare 13 novembre 2020, n. 129)

Come chiarito dall’art. 11 del D.L. n. 149/2020, la sospensione dei versamenti contributivi ex art. 13 del D.L. n. 137/2020, è riferita a quelli in scadenza nel mese di novembre 2020 e quindi per il periodo di paga di competenza ottobre 2020, compresi quelli relativi alla quota a carico dei lavoratori, anche se trattenuta. Essa opera in favore di:
– datori di lavoro privati la cui sede operativa è ubicata nel territorio dello Stato, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al D.L. n. 149/2020;
– datori di lavoro privati la cui unità produttiva od operativa è ubicata nelle c.d. zone rosse, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2 al predetto Decreto Legge, in relazione ai dipendenti che ivi occupati. Al riguardo, agli effetti della sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, gli ambiti territoriali sono individuati dall’Ordinanza del Ministro della salute del 4 novembre e del 10 novembre 2020, come segue: Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano. L’eventuale variazione, nel corso del mese di novembre, della collocazione delle Regioni e delle Province autonome, rispetto alle c.d. zone gialle, arancione e rosse, non ha effetti per l’applicazione della sospensione contributiva in oggetto.
La sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.
Alle posizioni contributive relative alle aziende la cui sede operativa è ubicata nel territorio dello Stato, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al D.L. n. 149/2020, e alle aziende la cui unità produttiva od operativa è ubicata nella c.d. zona rossa, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 2, è attribuito il codice di autorizzazione “4X”, recante il significato di “Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149”.
Il suddetto codice è attribuito, in automatico, a cura della Direzione generale e può essere visualizzato sul Cassetto previdenziale aziende. Nel caso in cui all’azienda, pur rientrando nell’ambito di applicazione della sospensione, non risulti assegnato il codice di autorizzazione “4X”, la stessa può inoltrare richiesta di attribuzione  tramite i canali in uso. L’Inps procederà alla verifica della sussistenza in capo al richiedente dei requisiti necessari per l’accesso alla sospensione (sulla base del codice ATECO) e, nelle more, l’azienda procederà ad esporre il nuovo codice causale come di seguito illustrato.
I contributi previdenziali e assistenziali, oggetto della sospensione (art. 13, co. 1, D.L. n. 137/2020; art. 11, D.L. n. 149/2020) sono quelli dovuti per la competenza del mese di ottobre 2020. Per il predetto periodo di paga, dunque, ai fini della compilazione del flusso Uniemens, le aziende interessate devono inserire nell’elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, il codice “N974”, avente il significato di “Sospensione contributiva a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 e decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149.”; e le relative <SommeACredito>, che rappresentano l’importo dei contributi sospesi. L’importo dei contributi da dichiarare con il codice di sospensione “N974”, non può eccedere l’ammontare dei contributi dovuti al netto delle quote associative. Il risultato dei <DatiQuadratura>, <TotaleADebito> e <TotaleACredito>, può dare luogo ad un credito in favore dell’Inps da versare con modello F24 ovvero ad un credito azienda o un saldo a zero.

Le indicazioni per la fruizione dell’esonero per le aziende che non richiedono cassa integrazione

L’Inps, con messaggio 13 novembre 2020, n. 4254, fornisce le indicazioni operative per la richiesta di autorizzazione e per la corretta esposizione nel flusso Uniemens dei dati relativi all’esonero contributivo in favore delle aziende che non richedono trattamenti di integrazione salariale.

I datori di lavoro, al fine di usufruire dell’esonero contributivo per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione, devono inoltrare all’Inps, tramite la funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale alla voce “Assunzioni agevolate e sgravi – Sgravio Art. 3 del DL 14 agosto 2020, n. 104”, un’istanza di attribuzione del codice di autorizzazione “2Q”, recante il significato di “Azienda beneficiaria dello sgravio art.3 DL 104/2020”, nella quale autocertificano:
– le ore di integrazione salariale fruite dai lavoratori nei mesi di maggio e giugno 2020 riguardanti la medesima matricola;
– la retribuzione globale che sarebbe spettata ai lavoratori per le ore di lavoro non prestate;
– la contribuzione piena a carico del datore di lavoro calcolata sulla retribuzione persa;
– l’importo dell’esonero.
Ai fini del calcolo dell’effettivo ammontare dell’esonero, lo stesso è determinato in misura pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, per la retribuzione persa nei predetti mesi, maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive. A tale risultato, occorre poi applicare l’aliquota contributiva astrattamente dovuta, al lordo di eventuali agevolazioni contributive spettanti nelle suddette mensilità, con esclusione di:
– premi e contributi dovuti all’Inail;
– contributo, ove dovuto, al Fondo di tesoreria (art. 1, co. 755, L. n. 296/2006);
– contributo, ove dovuto, ai Fondi bilaterali di solidarietà (artt. 26, 27, 28, 29 e 40, D.Lgs. n. 148/2015);
– contributo addizionale NASpI (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978), pari allo 0,30%;
– contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.
In ogni caso, l’effettivo ammontare dell’esonero fruibile non può superare la contribuzione datoriale dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura, per un periodo massimo di quattro mesi, fermo restando che l’esonero può essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una sola mensilità, ove sussista la capienza.
Qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero in trattazione, per la durata del periodo agevolato, non può avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19, salvo nel caso in cui gli ulteriori trattamenti di integrazione salariale riguardino una diversa unità produttiva (Inps, circolare n. 105/2020).
La richiesta di attribuzione del suddetto codice di autorizzazione, deve essere inoltrata prima della trasmissione della denuncia contributiva relativa al primo periodo retributivo in cui si intende esporre l’esonero medesimo. L’operatore della Struttura territorialmente competente, una volta ricevuta la richiesta e dopo aver verificato i dati esposti dal datore di lavoro, attribuisce il predetto codice alla posizione contributiva, con validità dal mese di agosto 2020 fino al mese di dicembre 2020, dandone comunicazione al datore di lavoro attraverso il medesimo Cassetto previdenziale.
Le aziende interessate, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, nell’elemento <CausaleACredito> il codice causale “L903”, avente il significato di “Conguagli Sgravio Articolo 3 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104”; e nell’elemento <ImportoACredito>, indicano il relativo importo.
I datori di lavoro che hanno sospeso o cessato l’attività, per recuperare lo sgravio spettante, devono avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (Uniemens/vig). I datori di lavoro, nelle ipotesi in cui intendano recuperare l’esonero spettante nei mesi di agosto e settembre 2020 o nel mese di ottobre 2020, limitatamente ai casi in cui non fosse possibile con la denuncia corrente, devono avvalersi di analoga procedura.

Inps, la matricola aziendale sospesa da oltre 18 mesi non può essere riattivata

In ragione della grave emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti domande di concessione di ammortizzatori sociali, sono state fornite alle strutture territoriali Inps, indicazioni di carattere generale relativamente ai limiti temporali entro i quali le matricole sospese possono essere correttamente riattivate, ovvero le matricole cessate provvisoriamente devono essere definitivamente cessate (Inps, messaggio n. 3462/2020)

Come noto, lo “stato” in cui si trova l’azienda con dipendenti iscritta all’Inps, viene così codificato:
– azienda attiva, che opera regolarmente con dipendenti;
– azienda cessata in via provvisoria, a seguito della comunicazione o dell’accertamento della cessazione di attività con dipendenti;
– azienda cessata in via definitiva, a seguito della comunicazione o dell’accertamento della cessazione di attività con dipendenti. Il codice viene inserito ed accettato se, in precedenza, era stata registrata la cessazione preliminare e deve essere attribuito soltanto dopo aver accertato la mancanza di pendenze con l’Inps;
– azienda sospesa, che ha temporaneamente sospeso l’attività con dipendenti;
– azienda riattivata, che ha ripreso l’attività con dipendenti.
Ciò premesso, in ragione della grave emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti domande di concessione di ammortizzatori sociali, sono stati forniti alle strutture territoriali Inps una serie di chiarimenti riguardanti istanze di riattivazione di matricole sospese anche da più anni. In particolare, al fine di consentire una corretta gestione delle matricole aziendali, vanno applicate le seguenti indicazioni di carattere generale:
– è possibile operare la riattivazione di una matricola che risulti sospesa da non più di 18 mesi;
– è necessario trasformare lo stato di una matricola da sospesa a cessata provvisoria, laddove la sospensione risulti per un periodo superiore a 18 mesi (18 mesi e 1 giorno);
– è necessario cessare definitivamente le matricole che si trovano nello stato di cessata provvisoria da oltre 6 mesi, laddove l’azienda risulti cancellata in CCIAA.
La procedura “Iscrizione e variazione azienda” è conseguentemente aggiornata.
Ovviamente, non è escluso, per singole fattispecie, provvedere secondo tempistiche differenti, laddove vi siano comprovati elementi, da valutarsi a cura delle singole Strutture provinciali.
Ulteriormente, con specifico riferimento ai datori di lavoro che presentano una sola matricola, si evidenzia che:
– la richiesta di riattivazione di una matricola sospesa può essere accolta dall’operatore di Sede, qualora la data di riattivazione si collochi entro 9 mesi dalla data di sospensione: in questo caso è sufficiente controllare l’avvenuta assunzione dei dipendenti tramite comunicazione obbligatoria;
– la richiesta di riattivazione di una matricola sospesa con una data di decorrenza della sospensione anteriore tra i 9 e i 18 mesi, rispetto alla richiesta di riattivazione, è oggetto di istruttoria e di ulteriori verifiche, anche contattando l’azienda per acquisire informazioni nel merito;
– le matricole che recano una data di decorrenza della sospensione superiore a 18 mesi devono essere cessate provvisoriamente e la data di cessazione deve essere la stessa di quella della sospensione;
– per le matricole in stato cessata provvisoria da 6 mesi, è necessario verificare se l’azienda risulti cancellata in Camera di Commercio: in caso positivo, si deve provvedere alla cessazione definitiva della matricola.

Incentivo IO Lavoro, i criteri di priorità per le istanze di richiesta

Al fine di agevolare l’invio delle istanze di richiesta dell’incentivo IO Lavoro, anche per le richieste trasmesse nel periodo tra il 7 novembre 2020 e il 16 novembre 2020, ossia nel periodo dall’11° al 20° giorno successivo al rilascio del modulo telematico, si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il il 26 ottobre 2020. Rimane invece fermo che le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020, saranno elaborate secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza (Inps, messaggio 10 novembre 2020, n. 4191)

Come noto, l’incentivo IO Lavoro è rivolto all’assunzione in Regioni “meno sviluppate”, “in transizione” o “più sviluppate”, di persone disoccupate (art. 19, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150), ossia di soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego. Altresì, il lavoratore che, al momento dell’assunzione/trasformazione incentivata, abbia già compiuto 25 anni di età, oltre ad essere disoccupato nel senso anzidetto, deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, secondo la definizione di “lavoratore svantaggiato” (art. 1, co. 1, lett. a), D.M. 17 ottobre 2017), per cui il medesimo, nei 6 mesi precedenti la data dell’evento agevolato, non deve aver prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi ovvero aver svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito corrispondente a un’imposta lorda superiore alla misura delle detrazioni da lavoro o da impresa minore spettanti (art. 13, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917).
Orbene, a seguito dell’invio delle istanze relative alla agevolazione in parola, è emersa la necessità di sospendere la verifica del requisito riguardante lo stato di privo di impiego, al fine di permettere all’ANPAL il consolidamento degli aggiornamenti procedurali per effettuare tale verifica. Pertanto, alcune istanze sono state contraddistinte da un esito provvisorio di “KO-Non accolta”, che potranno essere nuovamente inviate, secondo le indicazioni che verranno comunicate direttamente ai soggetti che le hanno inserite.
A tal proposito, nell’elaborazione cumulativa delle istanze, che verrà effettuata non appena saranno terminate le attività di aggiornamento da parte dell’ANPAL, le suddette istanze verranno elaborate garantendo e assicurando i criteri già esplicitati dall’Inps (circolare n. 124/2020).
Pertanto, per le richieste pervenute entro il 6 novembre 2020 (decimo giorno successivo al rilascio del modulo telematico di richiesta dell’incentivo), si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il 26 ottobre 2020 (giorno precedente il rilascio del modulo telematico). Diversamente, le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020 (giorno di rilascio del modulo telematico), ed entro il 6 novembre 2020, saranno elaborate secondo il criterio generale, rappresentato dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza.
Tuttavia, sempre al fine di agevolare l’invio delle istanze, anche per le richieste trasmesse nel periodo tra il 7 novembre 2020 e il 16 novembre 2020 (ossia nel periodo dall’11° al 20° giorno successivo al rilascio del modulo telematico), si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il il 26 ottobre 2020. Diversamente, le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 27 ottobre 2020 ed entro il 16 novembre 2020, saranno elaborate secondo l’ordine cronologico di presentazione dell’istanza.
In tutte le ipotesi in cui è accolta l’istanza di prenotazione trasmessa, il datore di lavoro, entro 10 giorni di calendario, ha l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata a suo favore. L’inosservanza del termine determina l’inefficacia della precedente prenotazione delle somme, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di presentare successivamente un’altra richiesta.

La procedura di apertura delle matricole DM per le aziende agricole interessate alla CIGD

I datori di lavoro agricoli che fossero sprovvisti di matricola DM e che volessero presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, sono tenuti a presentare specifica domanda di apertura della matricola DM, mezzo PEC, indicando nell’oggetto “Matricola per Azienda agricola CIGD art. 1, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104”. A seguito di tale richiesta, le Strutture territoriali competenti provvederanno ad aprire una nuova matricola con il C.S.C. “5.01.02” e all’attribuzione del codice autorizzazione “7A” (Inps, messaggio 06 novembre 2020, n. 4145)

Come noto, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 è stata prevista la possibilità per le Regioni di riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, anche nei confronti dei datori di lavoro agricoli (art. 22, co. 1, D.L. n. 18/2020). A tal proposito, la Direzione Centrale ha provveduto a fornire istruzioni in merito all’apertura di apposite matricole DM, al fine di permettere la presentazione delle domande di cassa integrazione salariale in deroga da parte dei datori di lavoro agricoli sprovvisti di matricola DM.
Successivamente, il Legislatore ha previsto che le domande di cassa integrazione salariale in deroga venissero inviate direttamente all’Inps, senza la preventiva autorizzazione delle Regioni (art. 1, D.L. n. 104/2020).
Orbene, i datori di lavoro agricoli già in possesso di matricole INPS, tra le quali anche quelle aperte secondo le indicazioni già fornite, hanno potuto e potranno inviare le domande di cassa integrazione salariale in deroga alle strutture INPS competenti territorialmente.
I datori di lavoro che fossero sprovvisti di matricola DM, invece, che volessero presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, saranno tenuti a presentare specifica domanda di apertura della matricola DM, mezzo PEC, indicando nell’oggetto “Matricola per Azienda agricola CIGD art. 1, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104”.
A seguito di tale richiesta, le Strutture territorialmente competenti provvederanno ad aprire una nuova matricola con il C.S.C. 5.01.02, con particolare riferimento all’attribuzione del C.A. “7”, avente il significato di “Matricola per azienda agricola interessata al provvedimento di CIG in Deroga a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, nonché all’inserimento, nel campo annotazioni della procedura Iscrizione e Variazione Azienda, della dicitura “agricoltura COVID-19”.

Prepensionamento lavoratori poligrafici e rimessione in termini per la domanda

SI forniscono indicazioni sul rimessione in termini per la presentazione della domanda di pensione dei lavoratori poligrafici di imprese stampatrici di giornali quotidiani e di periodici e di imprese editrici di giornali quotidiani, di periodici e di agenzie di stampa a diffusione nazionale.

Il decreto agosto (art. 27, comma 3-bis) prevede che: “In considerazione delle eccezionali condizioni connesse alla diffusione del contagio da COVID-19, i soggetti ricompresi nei piani di riorganizzazione in presenza di crisi presentati ai sensi dell’articolo 1, comma 500, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, per i quali i termini di cui al comma 1 dell’articolo 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416, sono decorsi in data successiva alla dichiarazione dello stato di emergenza adottata con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020, in via straordinaria sono rimessi nei termini per la presentazione della domanda di pensione, a condizione che abbiano maturato il requisito contributivo entro il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale finalizzata al prepensionamento e che l’ultimo contributo risulti accreditato per il medesimo trattamento…”
Relativamente al termine decadenziale per la presentazione della domanda di pensione: per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo prima della data di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale, il termine decorre dalla data di ammissione al predetto trattamento straordinario di integrazione salariale (requisito > CIGS > 60gg); per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo dopo la data di ammissione al trattamento straordinario di integrazione salariale di e comunque entro il periodo di fruizione di detto trattamento, il termine decorre dalla data di maturazione del predetto requisito (CIGS > requisito > 60 gg).
In caso di emanazione del decreto che approva il piano di riorganizzazione in presenza di crisi e autorizza il trattamento straordinario di integrazione salariale suddetta, in data successiva a quella di inizio per l’interessato del trattamento straordinario di integrazione salariale:
– per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo prima della data di emanazione del decreto, il termine decorre dalla data di emanazione del decreto stesso (requisito > CIGS > emanazione decreto > 60 gg);
– per i soggetti che hanno maturato il prescritto requisito contributivo dopo la data di emanazione del decreto, il termine decorre dalla data di maturazione del predetto requisito (CIGS > emanazione decreto > requisito > 60gg).
I lavoratori che hanno maturato il requisito contributivo entro il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale, possono presentare la domanda di pensione anche in data antecedente a quella di emanazione del decreto che approva il piano di riorganizzazione in presenza di crisi e autorizza il predetto trattamento straordinario di integrazione salariale. Le domande devono essere tenute in evidenza dalle Strutture territoriali, in attesa che gli interessati, ai fini del riconoscimento della pensione, le integrino con l’indicazione degli estremi del decreto. Il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, previa risoluzione del rapporto di lavoro dipendente.
In ragione dell’emergenza epidemiologica dovuta al COVID-19, le domande di pensionamento anticipato per i lavoratori del settore editoria, i cui termini di presentazione scadono nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 1° giugno 2020, ancorché presentate oltre i termini previsti dalla citata legge, e comunque entro il 1° giugno 2020, si considerano utilmente presentate entro tali termini. Pertanto, le domande di pensione presentate successivamente alla data di scadenza del termine decadenziale – come sopra individuato – compresa nel periodo intercorrente tra il 23 febbraio 2020 ed il 1° giugno 2020, e comunque entro il 1° giugno 2020, sono da considerare presentate nei termini.
Il termine decadenziale per la presentazione della domanda di pensione decorre solo in caso di maturazione del prescritto requisito contributivo entro il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale, dunque la maturazione del prescritto requisito contributivo durante il periodo di fruizione del trattamento ordinario di integrazione salariale con causale “COVID-19”, concesso previa sospensione della CIGS finalizzata al prepensionamento, non è utile ai fini dell’accesso al prepensionamento. Pertanto, i lavoratori collocati in cassa integrazione ordinaria con causale “COVID-19”, ai fini dell’accesso al prepensionamento, devono essere riammessi al trattamento straordinario di integrazione salariale di cui all’articolo 25-bis, comma 3, lettera a), del dlgs n. 148/2015, finalizzato al prepensionamento.
Possono beneficiare della rimessione in termini i soggetti per i quali il termine decadenziale per la presentazione della domanda risulti decorso nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2020 e il 14 dicembre 2020, data entro la quale è possibile presentare domanda di pensione. È necessario che tali soggetti, ferma restando la sussistenza di tutti gli altri requisiti, “abbiano maturato il requisito contributivo entro il periodo di fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale finalizzato al prepensionamento e che l’ultimo contributo risulti accreditato per il medesimo trattamento”.
Per i soggetti che beneficiano della rimessione in termini, la domanda di pensione deve essere presentata a pena di decadenza entro e non oltre il 14 dicembre 2020.

INPS: nuovo sistema QR Code dell’Invalidità Civile

Nell’ambito dei servizi online offerti al cittadino, è stato implementato il nuovo sistema “QR Code dell’Invalidità Civile” per tutti i verbali di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità.

Per ottenere il QR Code è sufficiente utilizzare l’apposito servizio online disponibile sul sito www.inps.it, dopo aver effettuato l’accesso con le proprie credenziali: PIN, SPID, CNS o CIE (dal 1° ottobre 2020, l’Inps non rilascia più il codice PIN). Nella home page del servizio è disponibile una nota informativa che descrive le modalità e i criteri di fruizione del servizio stesso. Il QR Code viene generato in tempo reale ed è immediatamente disponibile in formato PDF per essere stampato, inviato o salvato sul proprio computer o dispositivo mobile. Il QR Code va conservato a cura del cittadino, ma può essere recuperato, anche successivamente, accedendo all’apposita funzionalità di “Consultazione”, tramite la quale potrà essere effettuato il download del PDF e l’invio tramite e-mail al proprio indirizzo di posta.
Una volta generato, il codice può essere stampato o conservato in formato digitale ed esibito in tutte le occasioni in cui si renda necessario per accedere a una delle agevolazioni previste dalla normativa.
Una volta ultimata la verifica di corrispondenza anagrafica, il servizio controlla lo stato di invalidità del cittadino e fornisce all’operatore un esito di 1° livello, visualizzando il messaggio “Esito lettura del QR-Code: Alla data odierna, l’interessato rientra in almeno una delle casistiche sotto elencate” oppure “Esito lettura del QR-Code: Alla data odierna, l’interessato NON rientra in nessuna delle casistiche sotto elencate”.
Le categorie riconducibili allo status di invalido sono le seguenti: invalido con giudizio superiore o uguale al 34%; minore invalido; titolare di indennità di accompagno; cecità parziale o assoluta; sordità; titolare di legge n. 104.
Per la concessione di alcune particolari tipologie di agevolazioni, l’operatore potrebbe avere la necessità di conoscere il giudizio sanitario e il grado di invalidità relativo allo stato di invalidità dell’interessato con l’eventuale percentuale. Il servizio fornisce in questo caso un esito di 2° livello, le cui modalità di verifica si articolano nel modo seguente:
– dopo aver ottenuto l’esito di 1° livello, tramite l’apposito tasto presente all’interno del servizio online, l’operatore chiede di poter visualizzare il giudizio sanitario e il grado di invalidità collegati allo stato di invalidità del cittadino;
– il servizio online richiede a sua volta l’autenticazione dell’operatore tramite inserimento delle proprie credenziali (utilizzando il profilo da cittadino) e la conferma all’invio di un codice OTP via SMS al numero di cellulare che l’interessato ha indicato nei propri contatti;
– il servizio, quindi, invia il codice OTP al cellulare dell’interessato che lo fornisce all’operatore che, a sua volta, lo inserisce nel servizio online di verifica per ottenere l’esito di 2° livello;
– l’operatore può, quindi, visualizzare un messaggio composto dinamicamente sulla base del giudizio e dell’eventuale scadenza dello stesso. Viene effettuata una verifica in tempo reale negli archivi dell’Istituto e vengono mostrati all’operatore tutti i giudizi vigenti in possesso dell’interessato con eventuale percentuale di invalidità e benefici fiscali associati.

Incentivo IO Lavoro, le istruzioni Inps per la gestione degli adempimenti previdenziali

L’incentivo IO Lavoro trova applicazione per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate sull’intero territorio nazionale, tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020, in Regioni “meno sviluppate”, “in transizione” o “più sviluppate”, nei limiti delle risorse specificamente stanziate. In caso di modifica della sede di lavoro da un macro-contenitore di Regioni ad un altro, l’incentivo può continuare ad essere fruito solo previa verifica della disponibilità di risorse sul contatore regionale di destinazione (Inps, circolare 26 ottobre 2020, n. 124).

Possono accedere al beneficio in trattazione tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, che assumano lavoratori disoccupati, ovvero:
– soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego (art. 19, D.Lgs. n. 150/2015);
– lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni da lavoro o da impresa minore spettanti (art. 4, co. 15-quater, D.L. n. 4/2019).
Con riferimento al requisito anagrafico, se il lavoratore, alla data di assunzione, ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, intesi come 24 anni e 364 giorni, ai fini dell’accesso al beneficio è sufficiente che lo stesso risulti disoccupato. Diversamente, il lavoratore che, al momento dell’assunzione incentivata, abbia già compiuto 25 anni di età, oltre ad essere disoccupato, deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi. Inoltre, il lavoratore, ai fini del legittimo riconoscimento dell’incentivo, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, non deve aver avuto un rapporto di lavoro subordinato, di qualsiasi durata, con lo stesso datore di lavoro che lo assume con l’incentivo. Nelle ipotesi di assunzione a scopo di somministrazione, la valutazione del rispetto di tale requisito va effettuata in capo all’impresa utilizzatrice. Nelle ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro determinato in rapporto a tempo indeterminato, non è richiesto il possesso del requisito di disoccupazione e neanche il rispetto dell’ulteriore requisito dell’assenza di rapporti di lavoro negli ultimi 6 mesi con il medesimo datore di lavoro, mentre rimane fermo, qualora alla data della trasformazione il lavoratore abbia almeno 25 anni di età, il rispetto del requisito di essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
L’incentivo spetta, indipendentemente dalla residenza del lavoratore, laddove la sede di lavoro per la quale viene effettuata l’assunzione/trasformazione a tempo indeterminato sia ubicata:
– nelle Regioni “meno sviluppate”: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
– nelle Regioni “più sviluppate”: Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche e Lazio;
– nelle Regioni “in transizione”: Abruzzo, Molise e Sardegna).
L’incentivo può essere riconosciuto, ferma restando la disponibilità delle risorse, per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020. Sono incentivabili le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, i rapporti di apprendistato professionalizzante ed i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro. In caso di assunzione a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, l’esonero spetta sia per la somministrazione a tempo indeterminato che per la somministrazione a tempo determinato, compresi gli eventuali periodi in cui il lavoratore rimane in attesa di assegnazione. Nell’ambito delle tipologie contrattuali ammesse, l’incentivo spetta sia nelle ipotesi di rapporti a tempo pieno che a tempo parziale. Il beneficio è escluso espressamente nelle ipotesi di assunzione con contratto a chiamata, lavoro domestico e nelle ipotesi di prestazioni di lavoro occasionale (art. 54-bis, D.L. n. 50/2017). Inoltre, non sono ammessi all’incentivo i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, nonché i contratti di apprendistato di alta formazione e di ricerca. In favore dello stesso lavoratore l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto.
L’incentivo è pari alla contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, con esclusione di:
– premi e contributi dovuti all’INAIL;
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di tesoreria;
– il contributo, ove dovuto, ai Fondi bilaterali di solidarietà;
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale;
– il contributo previsto, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978);
– le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento (Inps, circolare n. 40/2018).
In ogni caso, l’incentivo spetta per un importo massimo di 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per 12 mensilità a partire dalla data di assunzione/trasformazione. La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile, pertanto, è pari ad euro 671,66 (euro 8.060,00/12) e, per rapporti di lavoro instaurati e risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 21,66 (euro 671,66/31) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. Per i rapporti di lavoro a tempo parziale, il massimale dell’agevolazione deve essere proporzionalmente ridotto. Nell’ipotesi in cui venga instaurato un rapporto di apprendistato professionalizzante, l’agevolazione può trovare applicazione solo durante il periodo formativo, per un periodo massimo di 12 mesi. Il beneficio non spetta, invece, con riferimento al periodo di mantenimento in servizio al termine del periodo di apprendistato (art. 47, co. 7, D.Lgs. n. 81/2015), anche se compreso nei 12 mesi dall’inizio della fruizione.
Il diritto alla fruizione dell’incentivo è subordinato alle seguenti condizioni (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006):
– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale;
– assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
– applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015).
L’incentivo può essere legittimamente fruito nel rispetto dei limiti degli aiuti “de minimis” ovvero oltre tali limiti, laddove l’assunzione o la trasformazione a tempo indeterminato determini un incremento occupazionale netto, in termini di ULA, rispetto alla media dei lavoratori occupati nei 12 mesi precedenti.
L’esonero contributivo è cumulabile con l’incentivo per i datori di lavoro che assumano percettori del reddito di cittadinanza (art. 8, D.L. n. 4/2019), nonché con l’esonero volto all’assunzione stabile di giovani fino a 35 anni di età (art. 1, co. 100, L. n. 205/2017), per la parte residua della contribuzione datoriale, sempre con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di un importo pari a 8.060,00 euro su base annua. Ancora, l’incentivo è cumulabile, nei limiti massimi d’intensità previsti in materia di aiuti di Stato, con altri incentivi regionali di natura economica previsti e attuati in favore dei datori di lavoro che abbiano sede nei territori di tali regioni.
Allo scopo di conoscere con certezza la residua disponibilità delle risorse, prima di effettuare l’eventuale assunzione o trasformazione a tempo indeterminato, il datore di lavoro deve inoltrare all’Inps, avvalendosi del modulo di istanza on-line “IO Lavoro”, disponibile sul sito internet www.inps.it all’interno dell’applicazione “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo)”, una domanda preliminare di ammissione all’incentivo.
Esauriti i controlli Inps, se l’istanza di prenotazione è accolta, il datore di lavoro, entro 10 giorni di calendario, ha l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. Peraltro, la verifica dell’ulteriore requisito di svantaggio del lavoratore di almeno 25 anni di età, consistente nel non aver svolto, nei 6 mesi precedenti la data dell’evento agevolato, attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito che corrisponde a un’imposta lorda superiore alla misura delle detrazioni spettanti, in ragione delle scadenze degli adempimenti fiscali, è effettuata dall’Inps successivamente all’autorizzazione. Pertanto, è onere dell’azienda accertare preventivamente il rispetto da parte del lavoratore del suddetto requisito, in quanto, se dagli accertamenti ex post dovesse emergere il mancato rispetto dello stesso, l’agevolazione già riconosciuta è revocata e l’importo già conguagliato recuperato.
Con riferimento ai rapporti a tempo parziale, nell’ipotesi di variazione in aumento della percentuale oraria di lavoro in corso di rapporto, compreso il caso di assunzione a tempo parziale e successiva trasformazione a tempo pieno, il beneficio fruibile non può superare, sia per i vincoli legati al finanziamento della misura sia in ragione del rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato, che impone l’individuazione di un importo massimo di aiuti concedibili, il tetto già autorizzato mediante le procedure telematiche. Nelle ipotesi di diminuzione dell’orario di lavoro, invece, compreso il caso di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part-time, è onere del datore di lavoro riparametrare l’incentivo spettante e fruire dell’importo ridotto.
L’autorizzazione alla fruizione dell’incentivo è effettuata dall’INPS in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze. Le sole istanze relative alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 e il 25 ottobre 2020 (giorno precedente il rilascio del modulo telematico), pervenute entro il 5 novembre 2020 (10 giorni successivi al rilascio del modulo telematico, sono elaborate secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione.
La fruizione del beneficio può avvenire mediante conguaglio nelle denunce contributive, entro il termine del 28 febbraio 2022, a pena di decadenza.

Ripresa dei versamenti contributivi, chiarimenti Inps su denunce di variazione ed istanze di dilazione

Per le aziende con dipendenti e per i committenti della Gestione separata, le denunce di variazione, volte a modificare i flussi Uniemens privi dei codici inerenti alle diverse fattispecie di sospensione contributiva, possono essere trasmesse entro la data del 22 novembre 2020, purchè si sia già ottemperato al versamento delle rate scadute (Inps, messaggio 23 ottobre 2020, n. 3882).

Come noto, il Decreto Agosto ha introdotto la possibilità di beneficiare di una diversa modulazione dell’adempimento relativo alla ripresa dei versamenti contributivi sospesi:
– il 50% delle somme oggetto di sospensione in un’unica soluzione o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020;
– il rimanente 50% mediante rateizzazione, senza applicazione di sanzioni e interessi, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.
In merito, tuttavia, alla presentazione dell’istanza di sospensione, utile anche ai fini dell’avvio della rateizzazione, il termine di presentazione originariamente previsto, è stato dapprima prorogato al 30 settembre 2020 e poi ulteriormente al 30 ottobre 2020.
Riguardo a tale differimento, relativamente al versamento del primo 50% delle somme oggetto di sospensione:
– devono essere versate le prime due rate entro il 30 ottobre 2020;
– entro il 31 dicembre 2020, il 50% dell’importo oggetto di sospensione deve essere interamente corrisposto, in quanto ciò costituisce condizione necessaria per beneficiare della rateizzazione del rimanente 50%, fino ad un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.
Per i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione nella Gestione Aziende con dipendenti e per i committenti della Gestione separata, altresì, le denunce di variazione, volte a modificare i flussi Uniemens privi dei codici inerenti alle diverse fattispecie di sospensione, avendo già ottemperato al versamento delle rate scadute, possono essere trasmesse entro la data del 22 novembre 2020.
Nel caso in cui, invece, non si intenda usufruire delle modalità di versamento nei termini illustrati, pur in presenza di sospensione del versamento dei contributi con indicazione dei relativi codici, ma sia stata presentata istanza di dilazione amministrativa, le denunce devono essere ritrasmesse senza l’indicazione degli importi sospesi e senza l’indicazione dei codici di sospensione. Le suddette denunce, così ritrasmesse, mantengono il 16 settembre 2020 come scadenza legale del pagamento. Per le aziende con dipendenti, se tale valore è l’unico dato aziendale, il flusso deve essere inviato con l’attributo “elimina” della sezione stessa.
Per i datori di lavoro tenuti al versamento della contribuzione agricola unificata, l’istanza per la sospensione dei contributi deve essere presentata esclusivamente per l’attribuzione del codice 7Q – “Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. D.L. n. 18/2020, art 62, comma 2”, disponibile nelle “Domande telematiche” del Cassetto previdenziale Aziende agricole. Difatti, i codici “7H” (“Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 D.L. n. 9/2020, art. 5”) e “7L” (“Azienda interessata alla sospensione dei contributi a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 di cui all’art. 61 comma 2 del D.L. 18/2020”) sono attribuiti a livello centrale.
In ogni caso, la possibilità di presentare domanda di dilazione amministrativa dei debiti contributivi in fase amministrativa interessati dalla sospensione dei versamenti riguarda la generalità dei contribuenti, indipendentemente dalla Gestione previdenziale di appartenenza.

Decontribuzione Sud, le indicazioni operative Inps per la fruizione dell’esonero

La misura “Decontribuzione Sud” spetta in relazione a tutti i rapporti di lavoro subordinato, sia instaurati che instaurandi, diversi dal lavoro agricolo e domestico, purché sia rispettato il requisito geografico della prestazione lavorativa. In quest’ottica, l’agevolazione non ha natura di incentivo all’assunzione e, pertanto, non è soggetta all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione. Il diritto alla fruizione, tuttavia, sostanziandosi in un beneficio contributivo, è subordinato al possesso della regolarità contributiva (Inps, circolare 22 ottobre 2020, n. 122)

Possono accedere al beneficio tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, con esclusione del settore agricolo e dei datori di lavoro che stipulino contratti di lavoro domestico, in riferimento ai rapporti di lavoro dipendente la cui sede di lavoro sia situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale. Pertanto, l’agevolazione spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Per sede di lavoro si intende l’unità operativa presso cui sono denunciati in Uniemens i lavoratori.
Per i datori di lavoro con sede legale in regione diversa dalle quelle ammesse, i quali comunque abbiano in corso rapporti di lavoro per prestazioni lavorative da svolgersi in una unità operativa ubicata nelle suddette regioni, è necessario che la Struttura Inps competente, a seguito di specifica richiesta da parte del datore di lavoro interessato e dopo aver effettuato i dovuti controlli, inserisca nelle caratteristiche contributive della matricola aziendale il codice di autorizzazione “0L”, recante il significato di “Datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operative nei territori del Mezzogiorno”, con data inizio validità dal 1° ottobre 2020 e con fine validità al 31 dicembre 2020. In particolare, le Strutture territoriali sono tenute a verificare, mediante la consultazione delle comunicazioni obbligatorie, che la prestazione lavorativa si svolge in una sede di lavoro ubicata all’interno delle regioni ammesse e che tale unità operativa risulta regolarmente associata al datore di lavoro e registrata all’interno dell’apposita sezione del “Fascicolo elettronico aziendale”.
L’esonero è pari al 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, senza previsione di un limite individuale massimo mensile, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
Ai fini della delimitazione dell’agevolazione, non sono oggetto di sgravio le seguenti contribuzioni:
– i premi e i contributi dovuti all’INAIL;
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di Tesoreria (art. 1, co. 755, L. n. 296/2006);
– il contributo, ove dovuto, ai Fondi bilaterali di solidarietà (artt. 26, 27, 28, 29 e 40 D.Lgs. n. 148/2015);
– il contributo, ove dovuto, al Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale;
– il contributo in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua (art. 25, co. 4, L. n. 845/1978);
L’agevolazione è applicabile per il periodo intercorrente tra il 1° ottobre 2020 e il 31 dicembre 2020. Tale periodo di fruizione può essere sospeso nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo, solo in tale ipotesi, il differimento temporale del periodo di godimento del beneficio.
La misura “Decontribuzione Sud” spetta in relazione a tutti i rapporti di lavoro subordinato, sia instaurati che instaurandi, diversi dal lavoro agricolo e domestico, purché sia rispettato il requisito geografico della prestazione lavorativa. In quest’ottica, l’agevolazione non ha natura di incentivo all’assunzione e, pertanto, non è soggetta all’applicazione dei principi generali in materia di incentivi all’occupazione (art. 31, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 150). Il diritto alla fruizione dell’agevolazione, tuttavia, sostanziandosi in un beneficio contributivo, è subordinato al possesso della regolarità contributiva, dell’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge, del rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (art. 1, co. 1175, L. n. 296/2006).
Sotto il profilo della compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato, è richiesto che i benefici rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:
– siano di importo non superiore a 800.000 euro, per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere;
– siano concessi a imprese che non fossero in difficoltà al 31 dicembre 2019 o che abbiano incontrato difficoltà o si siano trovate in una situazione di difficoltà successivamente, a seguito dell’epidemia da COVID-19;
– siano concessi entro il 30 giugno 2021.
In ragione dell’entità della misura di sgravio, la stessa risulta cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. La suddetta cumulabilità, sempre nei limiti della contribuzione datoriale dovuta, trova applicazione sia con riferimento ad altre agevolazioni di tipo contributivo, che con riferimento agli incentivi di tipo economico.
I datori di lavoro interessati, che intendono fruire dell’agevolazione, espongono, a partire dal flusso Uniemens di competenza ottobre 2020, i lavoratori per i quali spetta l’agevolazione valorizzando, secondo le consuete modalità, l’elemento <Imponibile> e l’elemento <Contributo> della sezione <DenunciaIndividuale>. In particolare, nell’elemento <Contributo> deve essere indicata la contribuzione piena calcolata sull’imponibile previdenziale del mese. Per esporre il beneficio spettante, invece, devono essere valorizzati all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, <Incentivo> i seguenti elementi:
– nell’elemento <TipoIncentivo>, il valore “ACAS”, avente il significato di “Agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate – Decontribuzione Sud art.27 D.L n.104/2020”;
– nell’elemento <CodEnteFinanziatore>, il valore “H00” (Stato);
– nell’elemento <ImportoCorrIncentivo>, l’importo posto a conguaglio relativo al mese corrente.
I dati suesposti nell’Uniemens vengono poi riportati, a cura dell’Inps, nel DM2013 “VIRTUALE” ricostruito dalle procedure come segue:
– con il codice “L540”, avente il significato di “Agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate – Decontribuzione Sud art.27 D.L n.104/2020”.