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Plafond Iva per l’esportatore abituale non residente


L’esportatore abituale non residente, stabilito in uno Stato membro Ue e identificato direttamente ai fini IVA in Italia, può acquistare e importare beni e servizi senza pagamento dell’Iva utilizzando il plafond di cui all’art. 8, co. 1, lett. c) e 8, co. 2, D.P.R. n. 633/1972 (Agenzia entrate – risposta 04 marzo 2021, n. 148).

Il Decreto Iva consente a coloro che effettuano esportazioni (cessioni, anche tramite commissionari, eseguite mediante trasporto o spedizione dei beni fuori del territorio della Comunità economica europea, a cura o a nome dei cedenti o dei commissionari, anche per incarico dei propri cessionari o commissionari di questi; cessioni con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità economica europea entro novanta giorni dalla consegna, a cura del cessionario non residente o per suo conto, ad eccezione dei beni destinati a dotazione o provvista di bordo di imbarcazioni o navi da diporto, di aeromobili da turismo o di qualsiasi altro mezzo di trasporto ad uso privato e dei beni da trasportarsi nei bagagli personali fuori del territorio della Comunità economica europea) di effettuare, dietro presentazione di una dichiarazione d’intento, acquisti senza il pagamento dell’ IVA, nei limiti dell’ammontare complessivo dei corrispettivi delle cessioni, fatte nel corso dell’anno solare precedente ovvero nei dodici mesi precedenti (detto ammontare rappresenta, rispettivamente, il c.d. plafond fisso e il c.d. plafond mobile).


Ciò a condizione che l’ammontare di tali corrispettivi sia superiore al 10% del volume d’affari. I corrispettivi delle cessioni intracomunitarie concorrono alla determinazione del c.d. plafond ed alle relative percentuali necessarie per l’effettuazione di acquisti senza pagamento dell’ IVA.


Il medesimo decreto prevede inoltre che siano non imponibili le cessioni di beni, diversi dai fabbricati e dalle aree edificabili, e le prestazioni di servizi rese nei confronti dei soggetti che, come detto, effettuano cessioni all’esportazione ovvero cessioni intracomunitarie e si avvalgano della sopra indicata facoltà di acquistare o importare senza pagamento dell’imposta.


Analoga facoltà, di acquistare senza pagamento dell’imposta, viene riconosciuta ai soggetti che effettuano operazioni assimilate alle esportazioni nonché servizi internazionali, nei limiti dei corrispettivi afferenti dette operazioni.


Ricorrendo tali circostanze, possono effettuarsi acquisti senza pagamento dell’ IVA nei limiti del c.d. plafond maturato nell’anno precedente (o nei dodici mesi precedenti) anche quando ad effettuare le operazioni che danno accesso a tale facoltà siano soggetti esteri identificati ai fini IVA nel territorio dello Stato.


L’identificazione fiscale del non residente può avvenire, in assenza di sua stabile organizzazione, direttamente, ai sensi dell’art. 35-ter, D.P.R. n. 633/1972 ovvero a mezzo di un rappresentante fiscale.


Fatte tali premesse, per l’esportatore abituale non residente, stabilito in uno Stato membro Ue e identificato direttamente ai fini IVA in Italia, si risulta applicabile la disciplina del plafond IVA.