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Contribuzione virtuale in edilizia, la tassatività delle ipotesi di esonero


In tema di contribuzione virtuale nel settore edile, nel determinare la misura dell’obbligo in riferimento ad una retribuzione commisurata ad un numero di ore settimanali non inferiore all’orario normale di lavoro stabilito dalla contrattazione collettiva, è prevista l’esclusione dall’obbligo unicamente nelle situazioni in cui è la legge ad imporre al datore di lavoro di sospendere il rapporto, dovendosi escludere la possibilità di un’interpretazione estensiva o analogica della previsione legale, avente natura eccezionale

La vicenda nasce da una cartella esattoriale contenente contributi previdenziali Inps omessi, emessa nei confronti di un datore di lavoro operante nel settore edilizio, in relazione ad alcuni periodi lavorativi e ad alcuni dipendenti. Il Giudice di prime cure aveva ridotto l’importo richiesto a mezzo ruolo, ritenendo che per alcuni periodi non fosse maturata l’obbligazione contributiva; i dipendenti extracomunitari, infatti, non avevano ricevuto la retribuzione, avendo fatto ritorno nei Paesi di origine, con conseguente sospensione del rapporto di lavoro. Successivamente, anche la Corte d’appello territoriale aveva rigettato il gravame dell’Inps, rilevando che nel caso di specie non trovava applicazione la regola del minimale contributivo, vertendosi in un caso di sospensione consensuale del rapporto di lavoro.
L’Inps propone così ricorso in Cassazione, lamentando l’erronea interpretazione della legge, in quanto la sospensione del rapporto di lavoro concordata tra il datore di lavoro ed il lavoratore, non può comportare l’esenzione della parte datoriale dall’obbligo di rispettare il minimale contributivo previsto in edilizia.
La Suprema Corte ritiene il ricorso meritevole di accoglimento. In tema di contribuzione nel settore edile, nel determinare la misura dell’obbligo in riferimento ad una retribuzione commisurata ad un numero di ore settimanali non inferiore all’orario normale di lavoro stabilito dalla contrattazione collettiva, è prevista l’esclusione dall’obbligo di una varietà specificata di assenze, per cui è la legge ad imporre al datore di lavoro di sospendere il rapporto. Di contro, ove la sospensione del rapporto derivi da una libera scelta del datore di lavoro, ancorchè costituisca il risultato di un accordo tra le parti, continua a permanere intatto l’obbligo retributivo, dovendosi escludere la possibilità di un’interpretazione estensiva o analogica della previsione, di natura eccezionale.