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Commercio: con la sospensione condizionale della pena il requisito morale è salvo


Qualora al titolare di una ditta individuale venga applicata una pena su richiesta per reati, tra cui ricettazione, se viene poi concessa la sospensione condizionale della pena, il requisito morale necessario ai fini dell’esercizio dell’attività è salvo (Ministero Sviluppo Economico – risoluzione n. 160738/2018).

In via preliminare va evidenziato che coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta etc. non possono esercitare l’attività commerciale di vendita e di somministrazione, venendo a mancare il requisito morale.
Il suddetto divieto di esercizio non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanza idonee a incidere sulla revoca della sospensione.
Pertanto, qualora al titolare di una ditta individuale venga applicata la pena su richiesta per reati tra cui ricettazione, con il beneficio della sospensione condizionale della pena, non vi sono i presupposti per ritenere mancante il requisito morale ai fini dell’esercizio dell’attività.