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Chiarimenti sulla cessione del credito locazione immobili a uso non abitativo


Fornite precisazioni sulla cessione del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, introdotto dall’art. 28, D.L. n. 34/2020 (Agenzia delle Entrate – Risposta 16 settembre 2020, n. 364).

Nel caso di specie, i dubbi esposti dal contribuente riguardano la possibilità di usufruire del credito d’imposta di cui all’articolo 28, del “decreto rilancio”, in relazione ai canoni di locazione che hanno ad oggetto un immobile per il quale non risulta l’iscrizione in Catasto, in quanto “extraterritoriale, nonché la possibilità di cedere il credito al locatore.
Quindi, nel presupposto che il bene condotto in locazione dall’istante sia destinato allo svolgimento effettivo di una delle attività previste dalla legge (industriale; commerciale; artigianale; agricola; di interesse turistico), indipendentemente dalla circostanza che lo stesso non sia “accatastato” in quanto “non accatastabile, (poiché, si tratta di un immobile extraterritoriale) l’Agenzia ritiene che un particolare inquadramento immobiliare non è di per sé dirimente ai fini agevolativi, visto che ciò che rileva è la destinazione del bene immobile.
Ne consegue che il soggetto istante ha diritto all’agevolazione di cui all’articolo 28 del decreto legge n. 34 del 2020, fermo restando il ricorrere degli altri presupposti soggettivi ed oggettivi.
In merito alla cessione del credito, il comma 5-bis dell’articolo 28 del decreto rilancio, aggiunto in sede di conversione, prevede espressamente che: “in caso di locazione, il conduttore può cedere il credito d’imposta al locatore, previa sua accettazione, in luogo del pagamento della corrispondente parte del canone”.