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Edilizia Piccola Industria Confapi: minimi dall’1/9/2020

Si riportano le tabelle retributive che decorrono dall’1/9/2020, per i dipendenti dalle aziende del settore Edilizia Piccola Industria Confapi, come previsto dall’ipotesi di accordo del 29/7/2019

RETRIBUZIONE CONTRATTUALE dall’1/9/2020

Qualificati

Livello

Minimo

Contingenza

EDR

Totale

7 1.791,96 535,12 10,33 2.337,41
6 1.612,46 530,79 10,33 2.153,58
5 1.343,98 524,31 10,33 1.878,62
4 1.254,37 522,15 10,33 1.786,85
3 1.164,78 520,00 10,33 1.695,11
2 1.048,30 517,16 10,33 1.575,79
1 895,99 513,46 10,33 1.419,78

Apprendisti Professionalizzanti dal 26/4/2012

Livello

Da mese

A mese

Minimo

Contingenza

EDR

Totale

2 1 6 786,22 387,87 7,75 1.181,84
7 12 891,06 439,59 8,78 1.339,43
13 18 912,02 449,93 8,99 1.370,94
19 24 995,89 491,30 9,81 1.497,00
3 1 6 931,82 416,00 8,26 1.356,08
7 12 966,77 431,60 8,57 1.406,94
13 18 990,06 442,00 8,78 1.440,84
19 24 1.013,36 452,40 8,99 1.474,75
25 30 1.048,30 468,00 9,30 1.525,60
31 36 1.106,54 494,00 9,81 1.610,35
4 1 6 1.003,50 417,72 8,26 1.429,48
7 12 1.041,13 433,38 8,57 1.483,08
13 18 1.066,21 443,83 8,78 1.518,82
19 24 1.091,30 454,27 8,99 1.554,56
25 30 1.128,93 469,94 9,30 1.608,17
31 36 1.191,65 496,04 9,81 1.697,50
5 1 6 1.075,18 419,45 8,26 1.502,89
7 12 1.115,50 435,18 8,57 1.559,25
13 18 1.142,38 445,66 8,78 1.596,82
19 24 1.169,26 456,15 8,99 1.634,40
25 30 1.209,58 471,88 9,30 1.690,76
31 36 1.276,78 498,09 9,81 1.784,68
6 1 6 1.289,97 424,63 8,26 1.722,86
7 12 1.338,34 440,56 8,57 1.787,47
13 18 1.370,59 451,17 8,78 1.830,54
19 24 1.402,84 461,79 8,99 1.873,62
25 30 1.451,21 477,71 9,30 1.938,22
31 36 1.531,84 504,25 9,81 2.045,90
7 1 6 1.433,57 428,10 8,26 1.869,93
7 12 1.487,33 444,15 8,57 1.940,05
13 18 1.523,17 454,85 8,78 1.986,80
19 24 1.559,00 465,55 8,99 2.033,54
25 30 1.612,76 481,61 9,30 2.103,67
31 36 1.702,36 508,36 9,81 2.220,53

Nuovi minimi per il Noleggio Automezzi Artigianato

Previsti da settembre 2020, i nuovi minimi retributivi a favore dei lavoratori dipendenti delle imprese artigiane di noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate.

Il CCNL siglato lo scorso anno tra la CNA FAITA, la CONFARTIGIANATO AUTOBUS OPERATOR, la SNA-CASARTIGIANI, la CLAAI e la FILT-CGIL, la FIT-CISL, la UILTRASPORTI, ha previsto i seguenti minimi retributivi:

 

Qualificati

Livello Minimo
Quadro 1 1.458,17
Quadro 2 1.458,17
A 1 1.458,17
A 2 1.370,67
B 1 1.239,45
B 2 1.181,12
B 3 1.130,09
C 1 1.108,20
C 2 976,97
C 3 911,35
C 4 729,08

 

Apprendisti Professionalizzanti

Livello Da mese A mese Minimo
A1 1 13 1.239,45
13 24 1.370,67
25 36 1.458,17
A2 1 13 1.181,12
13 24 1.239,45
25 36 1.370,67
B1 1 13 1.130,09
13 24 1.181,12
25 36 1.239,45
B2 1 13 1.108,20
13 24 1.130,09
25 36 1.181,12
B3 1 13 976,97
13 24 1.108,20
25 36 1.130,09
C1 1 13 911,35
13 24 976,97
25 36 1.108,20
C2 1 13 729,08
13 24 911,35
25 36 976,97
C3 1 13 729,08
13 24 729,08
25 36 911,35

Verbali ispettivi, valore probatorio delle circostanze apprese da terzi e scarsa conoscenza della lingua

In sede giudiziaria, i verbali ispettivi dei funzionari degli istituti previdenziali, in ordine alle circostanze apprese da terzi, pur non facendo piena prova fino a querela di falso, hanno per loro natura un’attendibilità che può essere infirmata solo da prova contraria. In tema, poi, di notizie riportate agli ispettori da lavoratore straniero, non può eccepirsi la mancanza della conoscenza della lingua italiana, in quanto spetta al lavoratore medesimo la facoltà di essere ascoltato previa nomina di un interprete e, comunque, la verifica se la parte processuale conosca o meno la lingua è demandata, su denuncia dell’interessato, in via esclusiva al giudice del merito (Corte di Cassazione, ordinanza 01 settembre 2020, n. 18174).

Una Corte di appello territoriale di Bologna, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva respinto la domanda proposta da una Società avverso l’iscrizione a ruolo e la conseguente cartella esattoriale, scaturiti da un verbale di accertamento del Servizio ispezione dell’Ufficio territoriale del Lavoro. Sulla scorta del materiale probatorio acquisito, la Corte di merito aveva ritenuto che l’Inps avesse fornito prova dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato instauratosi tra la società in questione e due lavoratori stranieri, per i periodi oggetto di contestazione; in particolare, tale prova poteva “essere desunta proprio dalle dichiarazioni rese in sede ispettiva dai due lavoratori interessati”, sentiti anche in corso di giudizio.
Ricorre così in Cassazione la Società, lamentando che la sentenza impugnata fosse erroneamente basata sulle sole dichiarazioni contraddittorie e contraddette rese all’Ispettore dai pretesi dipendenti e, altresì, che violasse il principio di diritto per cui un cittadino straniero che non conosca perfettamente la lingua italiana deve essere interrogato nella sua lingua originale attraverso l’uso del traduttore/interprete, a pena di nullità, sia in sede penale che in sede civile.
Per la Suprema Corte il ricorso non merita accoglimento.
Quanto al primo motivo, la sentenza impugnata si è, invece, correttamente attenuta al principio più volte affermato in sede di legittimità, per cui i verbali ispettivi redatti dai funzionari degli istituti previdenziali, in ordine alle circostanze apprese da terzi, pur non facendo piena prova fino a querela di falso, per la loro natura hanno un’attendibilità che può essere infirmata solo da una prova contraria, purché:
– il rapporto sia in grado di esprimere ogni elemento da cui trae origine:
– e siano allegati i verbali, che costituiscono la fonte della conoscenza riferita dall’ispettore nel rapporto e che possono essere acquisiti dal giudice anche con l’esercizio dei poteri istruttori (art. 421 c.p.c.), così da consentire al giudice medesimo ed alle parti il controllo e la valutazione del loro contenuto.
Di contro, in mancanza di acquisizione dei suddetti verbali, il rapporto ispettivo, con riguardo alle informazioni apprese da terzi, resta un elemento che il giudice può valutare in concorso con gli altri elementi probatori.
In relazione al secondo motivo, invece, la Società ricorrente trascura che, finanche nell’ambito del processo civile, il giudice può nominare un interprete ma solo se chi debba essere sentito “non conosce la lingua italiana” (art. 122, co 2, c.p.c.) e che spetta al cittadino straniero avanzare istanza di essere ascoltato previa nomina di un interprete (Corte di Cassazione, sentenza n. 9448/2009), In ogni caso, l’eventuale nullità degli atti processuali riguarda soltanto le modalità di audizione dello straniero, che peraltro deve essere eccepita dalla parte interessata non oltre la prima istanza o difesa successiva alla stessa audizione (Corte di Cassazione, sentenza n. 14792/2014). Ed ancora, neppure il rifiuto eventualmente opposto dal giudice alla nomina del traduttore determina, “ex se”, l’invalidità degli atti processuali, potendosi sortire una tale conseguenza solo quando l’interessato deduca che la mancata traduzione non l’ha posto, in concreto, nelle condizioni di comprendere il contenuto di atti processuali compiuti nella lingua ufficiale, menomandolo nei propri diritti di azione e di difesa. Infine, a tale riguardo, la verifica se la parte processuale conosca o meno la lingua italiana e se la mancata traduzione abbia inciso sul suo diritto è demandata, previa necessaria specifica denuncia dell’interessato, in via esclusiva al giudice del merito (Corte di Cassazione, sentenza n. 11038/2004).
Orbene, nel caso di specie, la parte ricorrente non solo non deduce adeguatamente se, come e quando abbia eccepito nel corso del processo la pretesa nullità, ma per di più la Corte territoriale ha specificamente motivato in punto di ritenuta conoscenza della lingua italiana da parte dei lavoratori stranieri sentiti nel corso del processo ed anche nell’ambito dell’attività ispettiva, con un accertamento di fatto che non può essere certamente sindacato in sede di legittimità.

Foto di Andrea Piacquadio su PEXELS

Edilizia Industria e Cooperative: Retribuzioni dall’1/9/2020

 

 

 

Si riportano le tabelle retributive per i settori Edilizia Industria e Cooperative decorrenti dall’1/9/2020 secondo l’ultimo aumento previsto dal Verbale di accordo 18/7/2018

Il verbale di accordo sottoscritto il 18/7/2018, tra l’ANCE, la LEGACOOP Produzione e Servizi, la CONFCOOPERATIVE LAVORO E SERVIZI, l’AGCI Produzione e Lavoro e la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL, di rinnovo del CCNL 1/7/2014 per i lavoratori dipendenti delle imprese edili ed affini e delle Cooperative, in scadenza il 30/9/2020, prevede un ultimo aumento retributivo:

RETRIBUZIONE CONTRATTUALE Settore Edilizia Industria

Qualificati

Livello

Minimo

7 1.790,71
7 Quadro 1.790,71
6 1.611,63
5 1.343,02
4 1.253,51
3 1.163,96
2 1.047,57
1 895,36

Apprendisti Professionalizzanti dall’1/4/2019

Livello

Da mese

A mese

Minimo

Artigiano 2 1 12 754,25
13 24 817,10
25 30 890,43
31 48 942,81
Artigiano 3 1 12 838,05
13 24 907,89
25 30 989,37
31 48 1.047,56
Artigiano 4 1 12 902,53
13 24 977,74
25 30 1.065,48
31 48 1.128,16
2 1 12 754,25
13 24 817,10
25 30 890,43
31 36 942,81
3 1 12 838,05
13 24 907,89
25 30 989,37
31 36 1.047,56
4 1 12 902,53
13 24 977,74
25 30 1.065,48
31 36 1.128,16
5 1 12 966,97
13 24 1.047,56
25 30 1.141,57
31 36 1.208,72
6 1 12 1.160,37
13 24 1.257,07
25 30 1.369,88
31 36 1.450,47
7 1 12 1.289,31
13 24 1.396,75
25 30 1.522,10
31 36 1.611,64

RETRIBUZIONE CONTRATTUALE Settore Edilizia Cooperative

Qualificati

Livello

Minimo

8 2.282,99
7 1.913,70
6 1.643,74
5 1.396,00
4 1.250,71
3 1.163,37
2 1.044,64
1 913,21

Apprendisti Professionalizzanti dall’1/4/2019

Livello

Da mese

A mese

Minimo

Artigiano 2 1 12 752,14
13 24 814,82
25 30 887,94
31 48 940,18
Artigiano 3 1 12 837,63
13 24 907,43
25 30 988,86
31 48 1.047,03
Artigiano 4 1 12 900,51
13 24 975,55
25 30 1.063,10
31 48 1.125,64
2 1 12 752,14
13 24 814,82
25 30 887,94
31 36 940,18
3 1 12 837,63
13 24 907,43
25 30 988,86
31 36 1.047,03
4 1 12 900,51
13 24 975,55
25 30 1.063,10
31 36 1.125,64
5 1 12 1.005,12
13 24 1.088,88
25 30 1.186,60
31 36 1.256,40
6 1 12 1.183,49
13 24 1.282,12
25 30 1.397,18
31 36 1.479,37
7 1 12 1.377,86
13 24 1.492,69
25 30 1.626,64
31 36 1.722,33

CCNL Scuole Private Federterziario: firmato il rinnovo

Siglato il 7/7/2020, tra FEDERTERZIARIO Scuola, FEDERTERZIARIO e l’UGL Scuola, l’UGL Confederazione Nazionale con l’assistenza tecnica dell’ANCL, l’accordo di rinnovo del CCNL 2020 – 2023 che disciplina il trattamento normativo e economico per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato nelle scuole non statali, enti di formazione, scuole di preparazione, scuole dell’infanzia, asili nido.

Livello

Retribuzione

Retribuzione I anno apprendistato

Retribuzione Il anno apprendistato

Retribuzione III anno apprendistato

Area prima:        
1° livello 1.185 € 888,75 € 948,00 € 1.066,50 €
2° livello 1.210 € 907,50 € 968,00 € 1.089,00 €
3° livello 1.270 € 952,50 € 1.016,00 € 1.143,00 €
Area seconda:      
2° livello 1.210 € 907,50 € 968,00 € 1.089,00 €
3° livello 1.270 € 952,50 € 1.016,00 € 1.143,00 €
4° livello 1.482 € 1.111,50 € 1.185,60 € 1.333,80 €
5° livello 1.689 € 1.266,75 € 1.351,20 € 1.520,10 €
6° livello 1.721 € 1.290,75 € 1.376,80 € 1.548,90 €
Area terza:      
7° livello 1.730 € 1.297,50 € 1.384,00 € 1.557,00 €
8° livello 1.750 € 1.312,50 € 1.400,00 € 1.575,00 €

Assistenza Sanitaria Complementare

Le parti sociali aderiscono al Fondo Nazionale Intercategoriale di Assistenza Sanitaria Integrativa PreviLavoro Italia.
Al fine dell’iscrizione di dipendenti subordinati a tempo indeterminato a tempo pieno o con part time uguale o superiore al 50%, il datore di lavoro verserà una quota annuale di euro 129 al Fondo Sanitario PreviLavoro Italia, in 12 rate mensili ciascuna di euro 10,75.
La copertura sanitaria potrà essere estesa, con contratto aziendale alle stesse condizioni economiche ai collaboratori coordinati ed ai lavoratori a tempo determinato con contratti di durata superiore ai 3 mesi.
In fase di prima applicazione, ovvero nelle more dell’ottenimento, da parte del Fondo Sanitario PreviLavoro Italia, del proprio codice di riscossione INPS, la quota sarà versata all’Ente Bilaterale FormaSicuro attraverso il codice di riscossione INPS denominato FOSI.

Assistenza Contrattuale

Al fine di garantire il funzionamento della concertazione nazionale e di rendere esplicita la rappresentanza a livello territoriale, le aziende che applicano il presente CCNL dovranno versare alle associazioni datoriali firmatarie del contratto, una quota fissa di 48 euro per l’assistenza contrattuale che saranno riscossi attraverso l’INPS ai sensi della L. 311/1973. Il pagamento della quota di assistenza contrattuale si effettua in un’unica soluzione il mese di febbraio.

II Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza

Il RLS è eletto secondo le disposizioni vigenti.
La funzione di RLS è definita da quanto previsto dal Testo Unico 81 del 2008 e ss.
All’interno dell’orario di lavoro concordato, al rappresentante per la sicurezza deve essere riconosciuto un equo compenso per le ore che dedica all’attività di almeno 40 ore in un anno.
Qualora non possa essere individuato un soggetto disponibile tra i lavoratori o questi preferiscano delegare la funzione all’esterno, potrà essere richiesto un RLS Territoriale all’Ente Ente Bilaterale FormaSicuro che procederà alla nomina.

Contratto a tempo determinato

Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore ai 24 mesi ai sensi del D.Lgs. 81/2015 e successive modifiche.
Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto un termine di durata non superiore a 12 mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque non eccedente i 24 mesi, solo in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:
a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
In caso di stipulazione di un contratto di durata superiore a 12 mesi in assenza delle suddette condizioni, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di superamento del termine di 12 mesi.
La durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, non può superare complessivamente i 24 mesi.
Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresì conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell’ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei 24 mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.
Con l’eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a 12 giorni, l’apposizione del termine al contratto è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.
Il datore di lavoro informa i lavoratori a tempo determinato, nonché le rappresentanze sindacali aziendali ovvero la rappresentanza sindacale unitaria, circa i posti vacanti che si rendono disponibili nell’impresa, mediante affissione nella bacheca degli avvisi ai lavoratori.
Il termine del contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a 24 mesi, e, comunque, per un massimo di 4 volte nell’arco di 36 mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della quinta proroga.
Fermi i limiti di durata massima, se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20% fino al decimo giorno successivo e al 40% per ciascun giorno ulteriore.
Qualora il rapporto di lavoro continui oltre il trentesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a 6 mesi, ovvero oltre il cinquantesimo giorno negli altri casi, il contrattosi trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
Non possono essere assunti lavoratori a tempo determinato in misura superiore al 50% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell’assunzione.
Per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.
Il limite può essere elevato al 75% del monte ore complessivo di tutti i lavoratori subordinati quando i lavoratori a tempo determinato sono docenti ed educatori attraverso la contrattazione aziendale con l’accordo di Federterziario Scuola ed UGL firmatari del contratto.
Nel compunto dei lavoratori, gli apprendisti sono considerati lavoratori a tempo indeterminato. Per i datori di lavoro che occupano fino a 15 dipendenti a tempo indeterminato è sempre possibile stipulare fino a 5 contratti di lavoro a tempo determinato, comunque senza mai superare l’80% della forza lavoro a tempo indeterminato in forza all’1 gennaio dell’anno di assunzione con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5.
In caso di violazione del suddetto limite percentuale, per ciascun lavoratore si applica una sanzione amministrativa di importo pari:
– al 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non è superiore a uno;
– al 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale è superiore a uno.

Contratto di somministrazione

Il numero dei lavoratori somministrati con contratto di somministrazione di lavoro cumulati ai contratti subordinato a tempo determinato non può eccedere il 75% per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l’utilizzatore al 1° gennaio dell’anno di stipula del predetto contratto, con un arrotondamento del decimale all’unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5.

Finanziamento Ente Bilaterale Nazionale

Si stabilisce che per assicurare l’effettività dei servizi e delle tutele previste dal presente CCNL per il tramite della bilateralità, tutti i soggetti che applicano il presente CCNL sono tenuti a contribuire al finanziamento dell’Ente Bilaterale Nazionale di cui all’art. 3, parte I, del presente CCNL. La quota contrattuale di servizio per il finanziamento dell’Ente Bilaterale è fissata nella misura globale di 12,50 euro mensili per 12 mensilità, di cui 50% a carico dei lavoratori e 50% a carico dei datori di lavoro.
Il versamento è dovuto per tutte le tipologie di lavoratori subordinati ed avrà decorrenza dal mese di iscrizione. Per i lavoratori assunti a tempo parziale il versamento è dovuto comunque in misura intera. In caso di un dipendente con più rapporti part-time, nell’ambito di applicazione del presente CCNL, sarà dovuta una sola iscrizione all’Ente. La quota sarà corrisposta mensilmente, per 12 mensilità, attraverso il mod. F/24 inserendo la voce FOSI alla “sezione INPS”.
Il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate alla bilateralità è tenuto a corrispondere al lavoratore, a partire dal mese successivo alla stipulazione del presente CCNL, un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a euro 20,00. Tale elemento deve essere corrisposto per 12 mensilità e rientra nella retribuzione di fatto e nella base di calcolo per il trattamento di fine rapporto. L’importo non è riproporzionabile in caso di contratto di lavoro a tempo parziale.

Preavviso

Nel caso di licenziamento o dimissioni tenuto a dare un preavviso minimo secondo il seguente schema

A) fino a 5 anni di servizio compiuti:

Livello

Giorni di calendario

VII e VIII 60
V e VI 30
III e IV 20
I e II 15

B) oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:

Livello

Giorni di calendario

VII e VIII 90
V e VI 45
III e IV 30
I e II 20

C) oltre i 10 anni di servizio compiuti:

Livello

Giorni di calendario

VII e VIII 120
V e VI 60
III e IV 45
I e II 20

Trattamento di Fine Rapporto

Il trattamento di fine rapporto (Tfr) è una somma di denaro corrisposta al lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro.
L’importo è determinato dall’accantonamento di una quota pari al 6,91% della retribuzione annua e dalle relative rivalutazioni, per ogni anno di servizio o frazione di anno. In quest’ultimo caso la quota è ridotta in proporzione e si computa come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.
Il pagamento del Tfr deve avvenire:
a) entro 30 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso (termine breve);
b) entro 60 giorni per cessazioni del rapporto di lavoro avvenute per: raggiungimento dei limiti di età o di servizio, ovvero del termine del contratto a tempo determinato;
c) entro 90 giorni dalla cessazione per tutti gli altri casi (dimissioni volontarie con o senza diritto a pensione, licenziamento, destituzione dall’impiego ecc.).

Indennità per i lavoratori del territorio della provincia di Savona

Si forniscono indicazioni in ordine al trattamento straordinario di integrazione salariale a favore dei lavoratori dipendenti da imprese del territorio della Provincia di Savona, impossibilitati a prestare attività lavorativa, in tutto o in parte, a seguito della frana verificatasi lungo l’impianto funiviario di Savona, in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019.

Al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio da COVID-19 e di consentire la ripresa economica dell’area della Provincia di Savona, la Regione Liguria può erogare, nell’anno 2020, un’indennità pari al trattamento straordinario di integrazione salariale, comprensiva della relativa contribuzione figurativa e anf, per la durata massima di 12 mesi, in favore dei lavoratori dipendenti da imprese del territorio della Provincia di Savona, impossibilitati a prestare attività lavorativa, in tutto o in parte, a seguito della frana verificatasi lungo l’impianto funiviario di Savona, in conseguenza degli eccezionali eventi atmosferici del mese di novembre 2019. La misura è residuale rispetto ai trattamenti di integrazione salariale, compresi quelli a carico dei fondi di solidarietà.
Ai fini dell’erogazione dell’indennità in questione, in assenza di una espressa previsione normativa, si mutua in via analogica il procedimento già previsto per l’erogazione delle misure di sostegno al reddito contemplato per le aree di crisi industriale complessa, il quale individua come soggetto competente l’INPS.
Pertanto, l’Inps eroga le indennità in questione e fornisce i risultati dell’attività di monitoraggio al Ministero del lavoro e alla Regione Liguria. L’indennità in parola è concessa con decreto della Regione Liguria, che verifica la sussistenza dei requisiti di accesso.
La Regione, verificati i requisiti, trasmette all’INPS i provvedimenti di concessione, unitamente alla lista dei beneficiari, per il tramite del Sistema Informativo Percettori.
Al trattamento non si applicano le previsioni relative al requisito dell’anzianità lavorativa e le aziende beneficiarie non sono soggette al pagamento del contributo addizionale.

Nel DL Agosto, l’indennità Covid-19 anche per i lavoratori marittimi

Il DL n. 104/2020 ha previsto ulteriori misure finalizzate al sostegno di alcune categorie di lavoratori le cui attività lavorative sono state colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. In particolare, l’articolo 10 del citato decreto ha introdotto un’indennità, pari a 600 euro, per ciascuno dei mesi di giugno e luglio 2020, in favore di alcune categorie di lavoratori marittimi, nel rispetto di un limite di spesa complessivo pari a 26,4 milioni di euro per il 2020.

Il beneficio è riconosciuto,in presenza dialcune condizioni, ai lavoratori rientranti nelle categorie della gente di maree dei lavoratori dell’appaltatore che svolga determinati servizi e attività per conto dell’armatore. L’articolo 10 richiama infatti l’articolo 115 del codice della navigazione, ai sensi del quale le categorie della gente di mare sono costituite da: il personale di stato maggiore e di bassa forza addetto ai servizi di coperta, di macchina e in genere ai servizi tecnici di bordo; il personale addetto ai servizi complementari di bordo; il personale addetto al traffico locale e alla pesca costiera, nonché l’articolo 17 dellaL. 5 dicembre 1986, n. 856, e successive modificazioni secondo cui può essere autorizzato l’appalto, da parte dell’armatore di servizi complementari di camera, servizi di cucina o servizi generali a bordo delle navi adibite a crociera; di ogni altra attività commerciale complementare, accessoria o comunque relativa all’attività crocieristica; di servizi di officina, cantiere e assimilati (limitatamente ai mezzi navali che eseguano lavori in mare al di fuori delle acque territoriali italiane).
L’indennità, pari a 600 euro, è subordinata alle condizioni che i soggetti abbiano cessato involontariamente il contratto di arruolamento o altro rapporto di lavoro dipendente nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che abbiano svolto le suddette prestazioni lavorative per almeno 30 giornate nel medesimo periodo; sono esclusi i casi di titolarità, alla data del 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del decreto legge), di un contratto di arruolamento o di altro rapporto di lavoro dipendente, ovvero di trattamento di disoccupazione NASPI, indennità di malattia o pensione.
Dall’articolo 23 del DL n. 104/2020 può poi ricavarsi il divieto di cumulo con il reddito di emergenza. Resta, tuttavia, da chiarire se, per l’indennità in discussione trovino applicazione le possibilità e i divieti di cumulo posti, dall’articolo 9, comma 6, per le indennità simili, relative ad altre categorie di soggetti.
L’indennità in favore di lavoratori marittimi è erogata dall’INPS dietro apposita domanda. L’Istituto provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al  Ministero dell’economia e delle finanze; qualora dal monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

Nuove procedure sindacali FSBA covid-19 nelle imprese artigiane venete

Siglato il 1/9/2020, tra le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato Veneto, il verbale di accordo su aggiornamento al D.L. n. 104/2020 delle procedure sindacali per sospensioni durante il periodo Covid.

Le parti sociali datoriali e sindacali dell’artigianato Veneto, a seguito delle novità introdotte dal D.L. n. 104 del 14/8/2020 sull’utilizzo di FSBA causale Covid 19 , hanno concordato il seguente aggiornamento delle procedure sindacali da utilizzare nel Veneto da parte delle imprese che necessitano di ulteriori periodi di sospensione dell’attività lavorativa:
a) datori di lavoro che hanno necessità di utilizzare per la prima volta la prestazione FSBA “causale Covid-19” nel 2020 per periodi decorrenti dal 13/7/2020: essi si dovranno attenere all’intera procedura sindacale prevista nell’Accordo interconfederale regionale del 4/3/2020 (integrativo dell’accordo 14/18/2020). Il verbale di accordo può coprire, anche retroattivamente, periodi di sospensione compresi nell’arco temporale dal 13 luglio ed entro e non oltre il 31/12/2020;
b) datori di lavoro che abbiano già esteso la validità del verbale iniziale, sottoscritto a marzo/aprile, per i periodi di sospensione dell’attività lavorativa successivi al 26 aprile e fino al 31/8/2020 o al 31/10/2020 sulla base degli avvisi comuni delle Parti Sociali dell’artigianato Veneto del 27 aprile e del 21/5/2020:
qualora ravvisino la necessità di utilizzare le ulteriori settimane di prestazione FSBA Covid-19 oltre l’ultima data comunicata (31 agosto o 31 ottobre) viene loro richiesto unicamente di inviare -anche retroattivamente – il modello allegato al presente accordo indicando una nuova data di scadenza del verbale che non potrà comunque superare quella del 31/12/2020;
c) i datori di lavoro, che abbiano sottoscritto il primo verbale di accordo per accedere alla prestazione FSBA “causale Covid-19” già indicando quale data di scadenza 31/8/2020 o 31/10/2020 sulla base degli avvisi comuni delle Parti Sociali dell’artigianato Veneto del 27 aprile e del 25/5/2020:
qualora ravvisino la necessità dì utilizzare le ulteriori settimane di prestazione FSBA Covid-19 previste dal D.L. 104/2020 oltre la data di scadenza indicata nell’accordo, viene loro richiesto unicamente di inviare – anche retroattivamente – il modello allegato al presente accordo -, indicando una nuova data di scadenza del verbale che non potrà comunque superare quella del 31/12/2020;

d) i datori di lavoro, che abbiano sottoscritto un verbale di accordo iniziale ovvero abbiano esteso la validità dell’accordo iniziale siglato a marzo/aprile indicando una data di scadenza diversa dalle scadenze prefissate del 31 agosto o dal 31 ottobre (a titolo esemplificativo 30 giugno, 15 luglio, 31 luglio, 30 settembre…):
qualora ravvisino la necessità di utilizzare le ulteriori settimane di prestazione FSBA Covid-19 previste dal D.L. 104/2020, invieranno il modello allegato al presente accordo, indicando la nuova data di decorrenza (comunque dal 13 luglio) dell’utilizzo delle ulteriori settimane e la nuova data di scadenza che non potrà comunque superare quella del 31/12/2020.
Allo stesso modo opereranno i datori di lavoro che al termine del periodo indicato nel verbale di accordo e/o della comunicazione di estensione della validità del verbale stesso abbiano trasmesso al Fondo la comunicazione di ripresa dell’attività produttiva.
e) I datori di lavoro che avessero integralmente esaurito, per effettiva fruizione, le 18 settimane di prestazione FSBA “causale Covid-19” previste dalle precedente normativa (D.L. n. 18/2020 e successive modifiche operate dal D.L. 34/2020 e relative leggi di conversione) entro una data antecedente il 13/7/2020 potranno richiedere l’Assegno ordinario FSBA (non causale Covid- 19) ove non già esaurito per pregresso utilizzo nel biennio di riferimento, secondo le indicazioni che saranno loro fornite dalle associazioni di categoria.
 Il contributo Ebav alle imprese che utilizzano periodi di sospensione, previsto dall’accordo interconfederale regionale del 14/1/2020 ed esteso anche alla fattispecie COVID 19 dall’art. 9 dell’accordo interconfederale regionale 2/5/2020, scaduto il 30/6/2020 viene prorogato sino al 31/12/2020.

Linee guida 31/8/2020 per il trasporto pubblico locale ed il trasporto scolastico

Il 31/8/2020 sono state approvate nella Conferenza unificata straordinaria Stato Regioni, le nuove linee guida per il Trasporto pubblico locale / Trasporto scolastico per il contenimento della diffusione del Covid-19

Linee guida per il Trasporto pubblico locale
Le presenti linee guida stabiliscono le modalità di informazione agli utenti nonché le misure organizzative da attuare nelle stazioni, negli aeroporti e nei porti, al fine di consentire lo svolgimento del servizio di trasporto pubblico, indispensabile per l’esercizio delle funzioni pubbliche e delle attività private,
– L’articolazione dell’orario di lavoro differenziato con ampie finestre di inizio e fine di attività lavorativa è importante per modulare la mobilità dei lavoratori e prevenire conseguentemente i rischi di aggregazione connessi alla mobilità dei cittadini. Anche la differenziazione e il prolungamento degli orari di apertura degli uffici, degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e delle scuole di ogni ordine e grado – queste ultime mediante intese, a livello territoriale con gli enti locali, nell’ambito di un coordinamento tra le Direzioni generali regionali del Ministero Istruzione e i competenti Assessorati Regionali all’Istruzione, per consentire ingressi e uscite differenziati.
– E’ raccomandata, quando possibile, l’incentivazione della mobilità sostenibile (biciclette, e-bike, ecc.). Al riguardo, le conferenze di servizi previste dalle Linee Guida del piano Scuola 2020-2021 emanate dal ministero dell’istruzione prevedono specifici raccordi fra autorità locali.
Tale approccio è alla base delle presenti linee guida. Tali misure vanno modulate in relazione alle esigenze del territorio e al bacino di utenza di riferimento, avendo come riferimento quantitativo la necessità di ridurre in modo consistente i picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo presenti nel periodo antecedente l’emergenza sanitaria e il lockdown.
– L’Aumento delle corse dei mezzi di trasporto, soprattutto durante le ore di punta, è fortemente auspicabile.
– Tali servizi aggiuntivi, ove dichiarati indispensabili dagli Enti di governo del trasporto pubblico locale in ciascuna Regione per assicurare il servizio con l’avvio dell’anno scolastico, sulla base di un piano che tenga conto del numero di utenti e degli orari di ingresso e di uscita dagli istituti scolastici, sono considerati come essenziali anche ai fini del finanziamento a carico di un fondo straordinario ovvero del fondo nazionale TPL di cui alla Legge 228/2012 e successive modificazioni, per le Regioni a Statuto Ordinario, e di un fondo straordinario per le Regioni a Statuto Speciale e le Province autonome. In tale contesto il Governo provvederà a stanziare nella legge di bilancio per l’anno 2021 risorse per 200 milioni di euro per le Regioni e per 150 milioni di euro per le province e i comuni.
– E’ consentito, nel caso in cui le altre misure non siano sufficienti ad assicurare il regolare servizio di trasporto pubblico, anche extraurbano, ed in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’ 80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Il ricambio dell’aria deve essere costante, predisponendo in modo stabile l’apertura dei finestrini o di altre prese di aria naturale.

Linee guida per il trasporto scolastico dedicato
1) Per il nuovo anno scolastico sarà necessario adottare le opportune misure per la ripresa dell’attività didattica in presenza adottando su tutto il territorio nazionale misure di sicurezza omogenee per il trasporto dedicato.
Pertanto ferma restando la responsabilità genitoriale o del tutore su alcune misure di prevenzione generale quali:
– La misurazione della febbre a casa degli studenti prima della salita sul mezzo di trasporto;
– L’assoluto divieto di far salire sul mezzo di trasporto dedicato per raggiungere la scuola gli studenti in caso di alterazione febbrile o nel caso in cui gli stessi siano stati in diretto contatto con persone affette da infezione Covid-19 nei quattordici giorni precedenti la salita sul mezzo di trasporto dedicato per raggiungere la scuola;
per il settore del trasporto scolastico dedicato trovano applicazione le norme specifiche relative alla igienizzazione e sanificazione del mezzo di trasporto, all’areazione, alla salita e discesa degli studenti, al rispetto delle distanze.
E’ consentito, nel caso in cui le altre misure non siano sufficienti ad assicurare il regolare servizio di trasporto pubblico scolastico dedicato, ed in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi in relazione alla percorrenza casa-scuola-casa, un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’ 80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi.
2) Possibilità di riempimento massimo per il Trasporto scolastico dedicato
Fermo restando l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e le misure di prevenzione connesse alla sanificazione dei mezzi, alla costante areazione del mezzo e alla salita e discesa dai mezzi di trasporto scolastico, nonché la preventiva misurazione della temperatura e le dichiarazioni dei genitori o del tutore in materia di prevenzione sanitaria del contagio covid- 19, di cui alle prescrizioni previste dal punto precedente: è consentita la capienza massima del mezzo di trasporto scolastico dedicato nel caso in cui la permanenza degli alunni nel mezzo nella predetta modalità di riempimento non sia superiore ai 15 minuti. In questo caso dovrà essere quotidianamente programmato l’itinerario del percorso casa-scuola- casa, in relazione agli alunni iscritti al servizio di trasporto scolastico dedicato, avendo cura che lo stesso itinerario consenta la massima capacità di riempimento del mezzo per un tempo massimo di 15 minuti.

3) Ulteriori criteri per l’organizzazione del servizio
– Il Comune, sentite le Istituzioni scolastiche, sulla base delle indicazioni condivise con la Regione, in presenza di criticità rispetto al numero di mezzi destinati al trasporto scolastico dedicato, in relazione a un elevato numero di studenti iscritti al servizio, determinerà le fasce orarie del trasporto, non oltre le due ore antecedenti l’ingresso usuale a scuola e un’ora successiva all’orario di uscita previsto.
– Per gli alunni in difficoltà come ad esempio sopravvenuto malessere, ad esclusione di sintomatologia Covid-19) o presenza di disabilità o che manifestino necessità di prossimità, sarà possibile il non rispetto temporaneo del distanziamento.

Dal 15 novembre, accesso ai servizi on line del Ministero del lavoro con SPID

Il Ministero del lavoro comunica lo switch-off delle credenziali “cliclavoro” utilizzate per l’accesso ai servizi digitali messi a disposizione dello stesso Ministero in favore del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID).

In seguito all’emergenza COVID-19 e alla necessità di erogare servizi telematici accessibili ai più, il Ministero del lavoro intende passare a SPID come unico strumento di autenticazione – c.d ” SPID-Only” – in considerazione dei vantaggi che la soluzione offre, consentendo, pertanto, a cittadini, pubbliche amministrazioni, imprese e intermediari, di interagire non solo con il Ministero ma anche con l’intero sistema pubblico e con i soggetti privati che aderiscono e costituendo di fatto un sistema aperto agli sviluppi europei. Infatti, l’identità digitale SPID (con credenziali di livello 2 o 3) può essere usata per l’accesso ai servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’UE, ponendo così l’amministrazione in regola con le disposizioni del Regolamento (UE) n. 910/2014 (c.d. Regolamento eIDAS) secondo il quale tutte le pubbliche amministrazioni che rendono accessibili i propri servizi online con credenziali SPID di livello 2 o 3), hanno l’obbligo di rendere accessibili detti servizi anche con gli strumenti di autenticazione notificati dagli altri Stati membri.
Restano fuori solo quegli Stati stranieri che non adottano le regole eIDAS e per i quali l’accesso ai servizi digitali sarà garantito tramite credenziali rilasciate dall’Help Desk del Ministero previo riconoscimento tramite documento d’identità emesso nello Stato di appartenenza ovvero passaporto in corso di validità.
Dunque, il Ministero ha avviato un confronto sul tema con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, l’Agenzia per l’Italia Digitale e l’INPS, all’esito del quale è stato concordato di passare a SPID come unico strumento di autenticazione, individuando la data del 15 novembre 2020 come data a partire dalla quale non sarà più possibile accedere ai servizi digitali del Ministero utilizzando strumenti di autenticazione diversi (user ID e password e PIN Inps). Tale data è risultata congrua in considerazione: delle attività già effettuate per il previsto avvio del 15 marzo 2020; del fatto che tutti gli intermediari sono già in possesso di SPID (già unico strumento di accesso ai servizi Inps); del completamento delle attività di adeguamento tecnologico di alcuni sistemi informatici in uso ai servizi sociali; dell’adeguamento tecnologico necessario a consentire l’accesso attraverso sistemi di autenticazione diversi per i Paesi stranieri che non adottano eIDAS.
Per consentire la massima informazione a tutta l’utenza interessata, il Ministero avvierà una capillare campagna di comunicazione per informare i cittadini dell’evoluzione in atto, utilizzando tutti i canali di cui dispone.