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La proroga del Superbonus della Legge di bilancio 2021

I commi da 66 a 75 della legge n. 178/2020 modificano la disciplina della detrazione al 110% (cd superbonus) applicabile per gli interventi di efficienza energetica e antisismici.

Nello specifico, è introdotta la proroga dell’applicazione della detrazione fino al 30 giugno 2022 (rispetto al previgente termine del 31 dicembre 2021), da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo e in quattro quote annuali di pari importo per la parte di spesa sostenuta nel 2022 (per gli istituti autonomi case popolari (IACP) fino al 31 dicembre 2022). Tali termini sono ulteriormente prorogati per gli interventi effettuati dai condomini per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo (la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022) nonché per quelli effettuati dagli IACP, per i quali alla data del 31 dicembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo (la detrazione spetta anche per le spese sostenute entro il 30 giugno 2023).
È stabilito, altresì, che rientrano nella disciplina agevolativa gli interventi per la coibentazione del tetto, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente, nonché quelli finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche anche nel caso siano effettuati in favore di persone aventi più di 65 anni.
Tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione vengono incluse le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte o professione, con riferimento agli interventi su edifici composti da due a quattro unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.
È prorogata l’opzione per la cessione o per lo sconto in luogo delle detrazioni fiscali al 2022.

ANASFIM – CONFESERCENTI: Accordo di proroga 30/12/2020

Firmato il 30/12/2020, tra ANASFIM, assistita da CONFESERCENTI, e FISASCAT-CISL, UILTUCS, l’Accordo Nazionale di secondo livello Settore Marketing Operativo, che proroga al 31/3/2021, il Protocollo per la lotta alla contrattazione pirata del 6/3/2017

Le Parti, nell’intento di rinnovare il Protocollo integrativo del 5/12/2018 per la lotta alla contrattazione pirata dell’Accordo Nazionale di secondo livello Settore Marketing operativo del 6/3/2017, al fine di trovare adeguate soluzioni contrattuali agli Istituti ivi contenuti, si sono incontrate nei giorni 21 e 28 dicembre 2020. Tali incontri non hanno portato al rinnovo dell’accordo citato, pertanto le parti convengono di incontrarsi nuovamente nel primo trimestre dell’anno 2021 e contemporaneamente convengono di richiedere congiuntamente all’Ispettorato Nazionale del Lavoro un incontro al fine di proseguire e intensificare il confronto con lo stesso Ispettorato sul dumping contrattuale e l’applicazione di contratti pirata che distorcono il mercato e attuano trattamenti discriminatori per i lavoratori.
In attesa di trovare le soluzioni di cui ai commi precedenti le parti convengono nell’ultrattività degli accordi citati fino alla data del 31/3/2021 con sterilizzazione delle scadenze in questi contenute.

Legge di Bilancio 2021: rinnovato il “bonus verde”

La Legge di Bilancio 2021 rinnova anche per il 2021 la detrazione d’imposta per gli interventi relativi alla “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, nonché alla realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili (art. 1, co. 76, L. n. 178/2020)

Con una modifica all’art. 1, co. 12 della L. n. 205 del 2017, viene prevista anche per il 2021 la possibilità di portare in detrazione dall’IRPEF un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:
a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Il “Bonus Verde” è stato introdotto nel 2018 e rinnovato di anno in anno, pertanto trovano applicazione le regole e i chiarimenti già definiti per le precedenti annualità.

In proposito si ricorda che possono beneficiare di tale bonus tutti i soggetti passivi IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato, che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, gli immobili oggetto degli interventi, a condizione che ne sostengano le relative spese – ad esempio, proprietari o nudi proprietari; titolari di un diritto reale di godimento quale uso, usufrutto, abitazione o superficie.
La detrazione spetta, altresì, ai familiari conviventi dei predetti possessori o detentori.
In caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare.
In caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.

Con riferimento agli interventi agevolabili, la detrazione spetta per le spese documentate sostenute, in relazione al possesso o detenzione di unità immobiliari ad uso abitativo, per:
– la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, comprese le pertinenze, recinzioni, impianti di irrigazione, realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili;
– interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile (in tal caso la detrazione spetta al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, a condizione che la stessa sia effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi);
– la realizzazione di fioriere e l’allestimento a verde di balconi e terrazzi di immobili residenziali (solo se permanente e sempreché si riferisca ad un intervento innovativo di sistemazione a verde);
– l’acquisto e il collocamento di piante in vasi mobili (solo se inseriti in un più ampio intervento di sistemazione a verde di un immobile residenziale);
– la progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi agevolabili (comprese quelle necessarie per indagini e stime del sito oggetto dell’intervento purchè direttamente riconducibili all’intervento stesso).
Sono agevolabili, pertanto, le opere che si inseriscono in un intervento relativo all’intero giardino o area interessata, consistente nella sistemazione a verde ex novo o nel radicale rinnovamento dell’esistente. Quindi, il beneficio riguarda l’intervento di sistemazione a verde nel suo complesso, comprensivo delle opere necessarie alla sua realizzazione e non il solo acquisto di piante o altro materiale.
Sono escluse dal beneficio, invece, le spese sostenute per:
– la conservazione del verde esistente o la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo;
– i lavori in economia (tale circostanza non esclude, la possibilità di rivolgersi a fornitori diversi per l’acquisto degli alberi/piante/arbusti/cespugli/specie vegetali e per la realizzazione dell’intervento, fermo restando che l’agevolazione spetta a condizione, che l’intervento di riqualificazione dell’area verde sia complessivo e ricomprenda anche le prestazioni necessarie alla sua realizzazione).

Collocamento disabili, la sospensione degli obblighi anche per gli interventi con causale COVID

La sospensione dagli obblighi di assunzione delle persone con disabilità (art. 3, co. 5, L. 68/1999) è applicabile anche per le imprese che fruiscono della cassa integrazione ordinaria, della cassa integrazione in deroga, del Fis o dei fondi di solidarietà bilaterale, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, per tutta la durata degli interventi, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate per il singolo ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata o alla quantità di orario ridotto in proporzione (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circolare 21 dicembre 2020, n. 19)

Come noto, la sospensione dagli obblighi di assunzione di lavoratori con disabilità (art. 3, co. 5, L. 68/1999; art. 4, D.P.R. n. 333/2000) è riconosciuta dal Legislatore in favore delle imprese che versino in situazione di riorganizzazione aziendale o crisi aziendale, tali da determinare il ricorso al trattamento di integrazione salariale straordinaria (art. 21, D.Lgs. 148/2015), delle imprese che abbiano stipulato contratti di solidarietà (art. 21, D.Lgs. 148/2015), nonché di quelle che abbiano attivato procedure di licenziamento collettivo (artt. 4 e 24, L. n. 223/1991). L’applicazione del predetto istituto, altresì, è stata estesa anche ad altre fattispecie considerate assimilabili a quelle previste dalla legge, ovvero nei casi di:
– ricorso al fondo di solidarietà del settore del credito e del credito cooperativo (Ministero del lavoro, salute e politiche sociali, interpelli n. 38/2008 e n. 44/2009);
– ricorso al trattamento di integrazione salariale in deroga (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, interpello n. 10/2012);
– imprese che assumono soggetti percettori di sostegno al reddito (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circolare 2/2010);
– sottoscrizione di accordi ed attivazione di procedure di incentivo all’esodo dei lavoratori più anziani (art. 4, commi da 1 a 7 ter, L. n. 92/2012; Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circolare n. 22 del 24 settembre 2014).
Orbene, con specifico riferimento alla possibilità di applicare la sospensione in parola nei casi di intervento degli ammortizzatori sociali con la causale “emergenza COVID 19”, sebbene essa non sia stata prevista specificamente per le imprese in situazione di cassa integrazione guadagni ordinaria, la prassi ministeriale esistente (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, circolare 2/2010) già consente di valutare, in un momento di crisi economica, gli strumenti opportuni per le aziende in CIGO che non siano nelle condizioni di adempiere all’obbligo.
Oltretutto, non sarebbe giustificata una disparità di trattamento tra le imprese che fruiscono della cassa integrazione in deroga a causa dell’emergenza COVID-19 e quelle che fruiscono della cassa integrazione ordinaria a causa della medesima emergenza, considerato che, in entrambe le ipotesi, il ricorso a dette procedure denota una situazione di crisi che potrebbe rendere difficoltoso all’azienda l’adempimento degli obblighi assunzionali.
Pertanto, la sospensione degli obblighi risulta, in questi casi, rispondente alla ratio della norma.
In ogni caso, rimane fermo che l’obbligo è sospeso per tutta la durata degli interventi di integrazione salariale per emergenza COVID-19, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e al numero delle ore integrate per il singolo ambito provinciale sul quale insiste l’unità produttiva interessata o alla quantità di orario ridotto in proporzione.
L’obbligo a carico del datore di lavoro di presentare la richiesta di avviamento ai servizi per collocamento mirato territorialmente competenti, è ripristinato al venir meno della situazione di crisi assistita dagli strumenti integrativi dettati per l’emergenza COVID-19.

Divisori mobili anno 2021 per il CCNL Tessile Abbigliamento Moda

Riportati, da Confindustria Moda , i divisori mobili per le ore non lavorate ai fini delle detrazioni per i lavoratori dell’industria della moda

Confindustria Moda, con Circolare del 22/12/2020, ha riportato di seguito la tabella – per l’anno 2021 – con i divisori mobili per le ore non lavorate ai fini delle detrazioni di cui all’art. 45 del citato CCNL.

Anno 2021 – Mesi

Orario 5 x 8

Orario 6 x 6

Gennaio 168 156
Febbraio 160 144
Marzo 184 162
Aprile 176 156
Maggio 168 156
Giugno 176 156
Luglio 176 162
Agosto 176 156
Settembre 176 156
Ottobre 168 156
Novembre 176 156
Dicembre 184 162

Si ricorda che, in baseall’art. 45 del CCNL, per procedere alle detrazioni si opererà secondo la seguente formula:

 

retribuzione mensile

————————————–

ore lavorative del mese

 

Per ore lavorative del mese si intendono quelle che si sarebbero prestate secondo l’Intero orarlo contrattuale come se non cl fossero assenze di alcun genere (malattia, ferie, festività, ecc.).

Legge di Bilancio 2021: bonus di 1.000 euro per interventi di risparmio idrico

La Legge di Bilancio 2021 introduce un contributo a favore delle persone fisiche per gli interventi di sostituzione di sanitari e rubinetteria che consentono di ottenere un risparmio di risorse idriche (art. 1, co. 61-65 della L. n. 178/2020)

Al fine di perseguire il risparmio di risorse idriche, la Legge di bilancio 2021 istituisce il “Fondo per il risparmio di risorse idriche”, con una dotazione pari a 20 milioni di euro per l’anno 2021.
Tale Fondo è utilizzato per finanziare il cd. “bonus idrico”, riconosciuto alle persone fisiche residenti in Italia, per interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari, finalizzati a:
– sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
– sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua.

Il bonus idrico spetta nella misura di 1.000 euro per ciascun beneficiario e deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2021 per spese relative a:
a) fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
b) fornitura e installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del bonus saranno definiti con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il bonus idrico non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente.

Novità della legge di bilancio 2022 sull’apprendistato

La Legge di Bilancio 2022 ha previsto alcuni interventi sull’apprendistato per l’anno 2022.

Sgravio contributivo

La legge di Bilancio 2022 prevede, al fine di promuovere l’occupazione giovanile, per l’anno 2022, per i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2022, il riconoscimento ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove uno sgravio contributivo del 100%.
Lo sgravio contributivo si applica per i periodi contributivi maturati nei primi 3 anni di contratto. Per gli anni di contratto successivi al terzo, invece, resta ferma l’aliquota contributiva del 10%.

Trattamenti di integrazione salariale

Sono destinatari dei trattamenti di integrazione salariale i lavoratori assunti con contratto di apprendistato per periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° gennaio 2022.
Gli apprendisti di cui al suddetto comma, che sono alle dipendenze di imprese per le quali trovano applicazione le sole integrazioni salariali straordinarie, sono destinatari dei trattamenti straordinari di integrazione salariale, limitatamente alla causale di intervento per crisi aziendale. Nei casi in cui l’impresa rientri nel campo di applicazione sia delle integrazioni salariali ordinarie che di quelle straordinarie, oppure delle sole integrazioni salariali ordinarie, i suddetti apprendisti sono destinatari esclusivamente dei trattamenti ordinari di integrazione salariale. Il presente comma cessa di avere applicazione per i trattamenti di integrazione salariale relativi a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 1° gennaio 2022.

Alla ripresa dell’attività lavorativa a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale fruite. In caso di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e di apprendistato di alta formazione e ricerca, la sospensione o riduzione dell’orario di lavoro non deve pregiudicare, in ogni caso, il completamento del percorso formativo come eventualmente ridefinito.
Ai fini della determinazione dei limiti dei dipendenti, sono da comprendere nel calcolo tutti i lavoratori, inclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e gli apprendisti, che prestano la propria opera con vincolo di subordinazione sia all’interno che all’esterno dell’azienda.

Apprendistato professionalizzante

Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all’articolo 42, comma 4, le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato di cui all’articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991, e l’incentivo di cui all’articolo 8, comma 4, della medesima legge.

A decorrere dal 1° gennaio 2022, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale, è possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di età, anche i lavoratori beneficiari del trattamento straordinario di integrazione salariale di cui all’articolo 22-ter del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 ».

Per le società e le associazioni sportive professionistiche che assumono lavoratori sportivi con contratto di apprendistato professionalizzante il limite massimo di età di cui all’art. 44, comma 1, primo periodo, del D.Lgs. n. 81/2015, è ridotto a 23 anni.