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Aliquota Iva ridotta per le opere di urbanizzazione


È prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10 per cento ai casi di autonoma costruzione dei collettori di adduzione relativi agli impianti di depurazione (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 06 aprile 2021, n. 229)

La società istante gestisce il Servizio Idrico Integrato costituito “dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue”. Nell’esercizio della sua attività istituzionale, la società è chiamata a tenere in efficienza la rete fognaria dei Comuni nei quali opera, curando il collettamento delle acque reflue domestiche, delle acque reflue industriali e delle acque reflue urbane, attraverso chilometri di canalizzazioni. La predetta attività si esplica anche attraverso interventi tanto di manutenzione e riparazione di canalizzazioni, collettori, condutture e simili già esistenti, quanto di realizzazione di nuovi tratti di fognature destinati a estendere o integrare la rete esistente.
Le fognature sono comprese fra le “opere di urbanizzazione primaria”, la cui “caratteristica peculiare è costituita dalla destinazione ad uso pubblico, a prescindere dalla localizzazione delle stesse”.
Le prestazioni di servizi ricevute dalla società in dipendenza di contratti di appalto aventi a oggetto la realizzazione di una nuova fognatura sono, pertanto, soggette all’aliquota IVA del 10 per cento.
Secondo la prassi dell’Agenzia, non beneficiano, invece, dell’aliquota ridotta gli interventi di manutenzione delle reti fognarie e delle altre opere di urbanizzazione.
Con contratto del 14 gennaio 2020, la società ha affidato a una ditta esterna l’appalto per la “realizzazione del collettore fognario dal depuratore X al depuratore Y”, costituente il primo lotto di un più ampio progetto di “realizzazione di un sistema di collettamento dei reflui fognari attualmente trattati in una serie di impianti di depurazione presenti nella zona Beta”.
Il progetto prevede la realizzazione, su nuovi tracciati, di nuovi collegamenti fognari destinati a “convogliare ad un unico, efficiente impianto di depurazione i reflui attualmente trattati nell’area Beta”.
L’intervento in questione apparirebbe, quindi, riconducibile, prima facie, alla fattispecie “nuova realizzazione” di cui al citato n. 127-quinquies della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972. Tuttavia, la società istante fa presente che lo stesso intervento, per altro verso, costituisce essenzialmente un potenziamento, un miglioramento e un efficientamento, per quanto significativo e di complessa realizzazione, dell’attuale rete fognaria intesa nella sua universalità, senza, tuttavia, comportare un’estensione della stessa a favore di aree di nuova urbanizzazione e senza prevedere il collegamento diretto a nuovi allacciamenti, civili o industriali. Ciò posto, la società chiede chiarimenti in merito alla portata applicativa del richiamato n. 127- quinquies, Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. 633 del 1972 e, in particolare, chiede di conoscere se il riferimento di tale previsione ai “collettori di adduzione” relativi agli impianti di depurazione, comporti di per sé l’applicazione dell’aliquota del 10 per cento ai casi di autonoma costruzione dei predetti collettori e, altresì, di conoscere se, ad avviso di questa Amministrazione, l’intervento oggetto del contratto di appalto stipulato dalla società istante e, in generale, il più ampio progetto di cui è parte il medesimo, realizzino ex novo un’opera compresa nell’ambito applicativo del n. 127- quinquies.
Al riguardo, l’Amministrazione finanziaria tenendo conto delle caratteristiche dell’intervento in questione, è dell’avviso che lo stesso possa fruire dell’aliquota IVA nella misura del 10 per cento, ai sensi del combinato disposto dei nn. 127-quinquies e 127-septies della Tabella A, parte III, allegata al d.P.R. n. 633 del 1972, ciò in quanto, i collettori di adduzione – costruiti ex novo – possono essere considerati opere inerenti alle opere di urbanizzazione (i.e. fognature).